La ferita narcisistica

Claudia Provenzano

La ferita del sé alla base del narcisismo

Con il termine "narcisismo" ci si riferisce comunemente all'eccessivo amor proprio, un esclusivo amore di sé che rende gli altri superflui e pertanto ignorabili. In psicologia il narcisismo ha primariamente a che fare con una profonda vulnerabilità, una radicale ferita del Sé.

La ferita narcisistica rappresenta la lacerazione interna, invisibile ma radicalmente determinante, che si verifica quando il senso di valore e di identità personale viene invalidato. Questa lacerazione  si genera nelle prime fasi dello sviluppo e deriva dall’assenza di rispecchiamento empatico nella madre (o caregiver). Si tratta di tutti quei casi in cui la madre è “assente”, ovvero non risponde, per varie ragioni e con varie modalità, ai bisogni del bambino. In tal modo stabilisce con lui un attaccamento evitante*, che lo induce a negare la sua dipendenza emotiva e a sviluppare un’autosufficienza forzata. L’attaccamento è quel legame affettivo, di affidamento-cura, che lega un bambino alla madre. È un legame necessario alla sopravvivenza del bambino e perciò irrinunciabile. In esso il bambino vive la sua prima, originaria, esperienza di amore. Quella che forgerà il modello delle sue future relazioni affettive e, più in generale, la misura della fiducia riponibile nelle future relazioni sociali. Se dunque, in un attaccamento evitante, il bambino non riceve dalla madre la conferma empatica del proprio valore, se viene ignorato o svalutato, ovvero se non viene visto e amato per quello che è, allora il Sé si frammenta: non riesce a integrare le parti di sé che non vanno bene, inadeguate, difettose.

La frammentazione del sé, in quanto ferita identitaria, porta con sé un’onda travolgente di abissale sofferenza. Per proteggersi, per nascondere la propria vulnerabilità e non esporsi ad una ulteriore sofferenza, per non sentirsi "difettoso", l’individuo narcisisticamente ferito si costruisce e si identifica totalmente con una corazza di onnipotenza, assumendo idee, sentimenti e comportamenti di grandiosità. Poichè alla base del bisogno di grandiosità c’è un’esperienza di svalutazione precoce, parole o comportamenti del caregiver che trasmettono il messaggio: “non vali abbastanza”, la compensazione di questa svalutazione avviene capovolgendo il messaggio originale nel suo complementare: in “io valgo più degli altri”. La grandiosità è cioè una difesa contro la vergogna di sentirsi inadeguati. Nel narcisimo grandioso la ferita narcisistica viene rievocata e riattivata ogni volta che qualcuno o qualcosa distrugge l’immagine idealizzata di sé. Quando questo avviene, si scatena un’esplosione di rabbia, che è anche insieme di panico e vergogna, derivati dalla sensazione di imminente frammentazione del Sé.

In un’altra forma di narcisismo definito vulnerabile, invece, la ferita viene in qualche modo compensata o lenita attraverso la sua esposizione e amplificazione, tali da legittimare nel soggetto idee, sentimenti e comportamenti di vittimismo aggressivo. Il narcisista vulnerabile si sente costantemente vittima di trattamenti ingiusti e assume comportamenti manipolatori e passivo-aggressivi per evitare di sentirsi sopraffatto, esprimendo la rabbia in modo indiretto, attraverso silenzi, sarcasmo, espressioni non verbali. Può oscillare tra autostima altalenante e depressiva, vivendo nell’instabilità emotiva.

Le caratteristiche principali del narcisismo vulnerabile sono:

- ipersensibilità al giudizio

- reazioni di ansia

- umiliazione o rabbia verso critiche o rifiuti percepiti come tali

Le caratteristiche principali del narcisismo grandioso sono:

- senso di superiorità: l’individuo si percepisce come eccezionale, degno di ammirazione e spesso perciò disprezza gli altri giudicati inferiori

- bisogno sconfinato di ammirazione: l’individuo cerca costantemente (nevroticamente) attenzione, lodi e riconoscimento

- comportamenti arroganti o dominanti: l’individuo può facilmente essere manipolatorio o sprezzante

- identità mascherata: dietro una facciata di sicurezza nasconde insicurezze profonde, un radicale senso di inadeguatezza.

Entrambe le forme di narcisismo hanno in comune la mancanza di empatia e la rabbia. emozione che ha a che fare con il bisogno di autoaffermazione di fronte ad una prevaricazione, intesa qui come la negazione o svalorizzazione del sé.

La ferita narcisistica non è però solo un evento interno, ma un fenomeno che emerge anche dalle dinamiche del sistema famigliare cui l’individuo appartiene e che si manifesta poi nelle future relazioni di coppia. Fra le dinamiche principali si possono trovare:

- il mandato familiare: la ferita spesso si presenta in sistemi dove il figlio non è amato per ciò che è, ma per ciò che rappresenta (es. il trofeo dei genitori, il riparatore dei fallimenti altrui,il realizzatore di progetti mancati...).

- Il paradosso della relazione: l’individuo con una ferita narcisistica vive una radicale ambivalenza bisogno-paura: ha un bisogno disperato dell'altro per regolare la propria autostima, ma teme l'altro perché il suo giudizio può distruggerlo.

- linea transgenerazionale: in una famiglia, la ferita narcisistica di un genitore può venire trasmessa al figlio, creando una linearità transgenerazionale di vulnerabilità narcisistica.








* Per la teoria dell’attaccamento: J. Bowlby, Attaccamento e perdita



R. Graves,, I miti greci, ed Il Cammeo Longanesi, 2000, pag 260.

J. Bowlby, Attaccamento e perdita, Bollati Boringhieri, 3 vol. 1999-2001

K. Lorenz, L'anello di Re Salomone, ed. Adelphi 1967

S. Freud, Introduzione al narcisismo, Ed Bollati Boringhieri, 1976

H.Kohut L'analisi del sé: un approccio sistematico al trattamento psicoanalitico dei disturbi narcisistici della personalità, 1971.

S.Terenzi, Radici del narcisismo: il ruolo degli stili di attaccamento.(Tesi di laurea 2024).

H. Faimberg, Ascoltando tre generazioni. Legami narcisistici e identificazioni alienanti, ed.Franco Angeli, 2006
A.Lowen,
Narcisimo. L’dentità rinnegata. Feltrinelli, 2013