<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:g-custom="http://base.google.com/cns/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0">
  <channel>
    <title>e4b6b612</title>
    <link>https://www.claudiaprovenzano.it</link>
    <description />
    <atom:link href="https://www.claudiaprovenzano.it/feed/rss2" type="application/rss+xml" rel="self" />
    <item>
      <title>I diversi approcci alla gestione delle emozioni</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/sette-modi-per-gestire-le-emozioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Strategie per la regolazione emotiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/trauma9.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La regolazione emotiva è centrale per il benessere psicologico sia dell’individuo sia delle relazioni che questi instaura con gli altri. Accade spesso infatti che ci si senta confusi e sopraffatti dalle emozioni o che la loro libera e incontrollata espressione si traduca in comportamenti nocivi per se stessi e per gli altri.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La regolazione emotiva consiste nella capacità di gestire, controllare ed esprimere in modo adeguato le proprie
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/le-emozioni-cosa-sono-e-a-cosa-servono"&gt;&#xD;
      
           emozioni,
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            facendoci sentire padroni di noi stessi ed efficaci nella comunicazione con gli altri. Questo processo non comporta la soppressione delle emozioni, quanto piuttosto la loro comprensione e accettazione. Ciò ci permette di interagire con gli altri senza fare danni: la capacità di regolare le emozioni ci consente infatti di interpretare le informazioni che ci arrivano dal mondo esterno e di rispondere ad esse in modo adeguato e costruttivo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Inoltre, la regolazione emotiva riveste un'importanza cruciale nella presa di decisioni: quando si è in grado di governare le proprie emozioni, si vede con più chiarezza e si riesce a ponderare le varie possibilità in modo neutrale, evitando che le emozioni impulsive o eccessive influenzino negativamente le nostre scelte.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chi è in grado di riconoscere le proprie emozioni, capire come funzionano, dotarle di significato, usare l’informazione da loro derivante e comportarsi di conseguenza, risulterà, dunque, più capace di rispondere efficacemente alle richieste e alle situazioni della vita rispetto a chi non è in grado di farlo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La regolazione emotiva è costituita da più aspetti:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - disponibilità a sperimentare emozioni piacevoli o spiacevoli
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - consapevolezza, comprensione e accettazione dei diversi stati emotivi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - uso flessibile delle strategie (adeguate alle diverse situazioni) per modulare l’intensità e la durata delle nostre risposta emotiva agli stimoli del mondo esterno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - spostamento e non soppressione dell’emozione disfunzionale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le carenze in una di queste aree è considerata indice di difficoltà di regolazione emotiva. In questo caso si parlerà di disregolazione emotiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Strategie e approcci alla regolazione emotiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="/tecniche-cognitivo-comportamentali"&gt;&#xD;
      
           Terapia cognitivo-comportamentale
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1. Ristrutturazione cognitiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Questa modalità è propria della  terapia cognitivo-comportamentale (Cognitive-Behaviour Therapy, CBT ) che si basa sull'idea che i pensieri, le emozioni e i comportamenti siano interconnessi.  Essa  mira perciò a identificare e modificare  i modelli di pensiero distorti o negativi che contribuiscono a suscitare emozioni spiacevoli, dolorose e travolgenti,  le quali a loro volta generano comportamenti incontrollati, eccessivi e antisociali, e che dunque sono capaci di compromettere le nostre relazioni con gli altri.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Uno dei pilastri fondamentali di questo approccio è l'analisi delle emozioni e dei modi in cui i pensieri influenzano la nostra esperienza emotiva. Secondo la teoria cognitiva delle emozioni, le emozioni sono il risultato di valutazioni cognitive che facciamo delle situazioni. Queste valutazioni coinvolgono i nostri pensieri, credenze e interpretazioni personali riguardo a ciò che sta accadendo intorno a noi. Pertanto, le emozioni non sono semplici reazioni automatiche, ma sono influenzate dalla nostra percezione e interpretazione delle circostanze.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Un altro aspetto importante della terapia cognitivo-comportamentale per la regolazione emotiva è l'esplorazione delle radici delle emozioni. Spesso, le emozioni intense possono essere legate a esperienze passate. Il terapeuta lavora con il paziente per esplorare queste esperienze e gli schemi mentali che ne stanno alla base, per poterli poi modificare.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Questo modello si basa su diverse tecniche che hanno lo scopo di regolare le emozioni in modo più adattativo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alcune di queste tecniche includono:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            -IDENTIFICAZIONE E SFIDA DEI PENSIERI IRRAZIONALI:  il  terapeuta lavora con il paziente per identificare i pensieri automatici negativi o irrazionali che possono scatenare determinate emozioni. Questi pensieri automatici spesso sono basati su convinzioni limitanti o distorte che la persona ha sviluppato nel corso del tempo. Il paziente impara a riconoscere questi pensieri, a sfidarli e a sostituirli con pensieri più realistici e adattivi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Possono essere utilizzate anche tecniche psicoeducative come l'uso di metafore o poesie su vari argomenti per evidenziare le connessioni tra pensieri ed emozioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -RISTRUTTURAZIONE COGNITIVA: Sostituire i pensieri negativi con pensieri più realistici e bilanciati, riducendo così l'intensità delle emozioni negative.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/mindfulness"&gt;&#xD;
      
           MINDFULNESS
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E CONSAPEVOLEZZA: concentrarsi sull'essere consapevoli del momento presente in modo intenzionale e senza giudizio. La pratica della mindfulness può aiutare le persone a sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni, sensazioni fisiche e pensieri. La mindfulness può essere praticata attraverso la meditazione, tecniche di rilassamento  come la respirazione profonda o la focalizzazione sulle attività quotidiane in modo consapevole. Le tecniche utilizzate includono la visualizzazione guidata dal terapeuta che si concentra sul corpo sui suoni, sui immagini e sulle emozioni. La consapevolezza permette di osservare le proprie emozioni in modo distaccato, senza reagire automaticamente ad esse, crea uno spazio mentale che consente di regolare le emozioni in modo più consapevole e riflessivo. Questo tipo di allenamento aiuta a raggiungere  l'obiettivo della mindfulness, ovvero una serena consapevolezza, accettazione e accoglienza delle esperienze senza negarle, ma utilizzandole in modo positivo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -ESPOSIZIONE GRADUALE: affrontare gradualmente le situazioni che provocano ansia o paura: scomponendo il compito complesso in parti più semplici, simulandolo e poi attuandolo nella realtà, contribuisce a ridurne l'intensità, a realizzare gli obbiettivi, consolidando l’autoefficacia e l’autostima spesso alla base di tali emozioni spiacevoli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            -COSTRUZIONE DI COMPETENZE: apprendere abilità pratiche per affrontare le situazioni stressanti o emotivamente cariche in modo più efficace. Inoltre, può essere utile insegnare al paziente tecniche di problem-solving e di gestione dello stress per affrontare le sfide quotidiane in modo più efficace.
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Terapia di accettazione e impegno della regolazione emotiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            2. Accettazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La terapia di accettazione e impegno  (Acceptance and Commitment Therapy, ACT) si concentra sulla creazione di una flessibilità emotiva attraverso l'accettazione delle proprie emozioni.   Mira a far comprendere che le emozioni negative e il disagio emotivo fanno parte dell'esperienza umana, ma non devono determinarne le scelte e le azioni. Invece di lottare contro, o cercare di controllare le emozioni, la terapia di accettazione promuove l'accettazione e l'apertura verso le esperienze emotive, permettendo alle persone di vivere in accordo con i propri valori e di prendere decisioni significative nonostante le difficoltà emotive.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’obiettivo della terapia dell’accettazione contrariamente a tutte le altre psicoterapie, non è la riduzione dei sintomi, ma la modificazione della relazione che si ha con i propri pensieri disfunzionali e con le emozioni negative. Questo si traduce in una riduzione della sintomatologia, ma come conseguenza di tale cambiamento di prospettiva e non come obiettivo primario.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l processo con cui si può raggiungere questa consapevolezza prende il nome di DEFUSIONE COGNITIVA.  Attraverso di essa si diventa capaci di osservare la propria narrazione dall’esterno, come se accadesse ad un altro, dunque in modo più oggettivo, più distaccato.  Si arriva così a riconoscere che i pensieri non sono altro che eventi transitori, modi possibili di concatenarli in diverse narrazioni, mutevoli e pertanto indipendenti dalla realtà. Le tecniche per promuovere la defusione cognitiva sono diverse e consistono, per esempio, nell’immaginare le parole scritte su uno schermo davanti a sé, ripeterle più volte finché non diventano un suono senza significato. Un aspetto importante è che i pensieri non sono mai messi in discussione o confutati, contrariamente alla terapia cognitivo-comportamentale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Utilizza anche tecniche di mindfulness per aiutare le persone a sviluppare una consapevolezza delle proprie emozioni e pensieri senza giudicarli o evitarli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Terapia psicodinamica
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3. Elaborazione dei processi inconsci
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il modello psicodinamico è una branca della psicologia derivante dalla psicoanalisi classica. L’assunto di base della psicoterapia psicodinamica consiste nel considerare il comportamento dell’individuo come mosso da motivazioni, cause e dinamiche profonde o inconsce. I nostri comportamenti risultano da queste forze inconsce che sono in relazione dinamica, fluida, tra loro. Il malessere psicologico è considerato come il risultato di un conflitto, che sorge fra le forze inconsce che tendono ad emergere e che per questo sono soggette a un costante controllo esercitato dalle forze opposte e coscienti (io e coscienza morale).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La terapia psicodinamica si basa sulla comprensione e l'esplorazione dei processi inconsci e delle dinamiche intrapsichiche che influenzano le emozioni e i comportamenti. Questa terapia mira a promuovere la consapevolezza e la comprensione profonda di sé per favorire la regolazione emotiva. Più che attraverso metodi razionali si avvale di procedure basate sulla funzione immaginativa, la tecnica delle libere associazioni, l’analisi del sintomo psicosomatico e l'analisi del sogno, quali vie di accesso privilegiata all'inconscio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="/l-efficacia-della-terapia-di-gruppo"&gt;&#xD;
      
           Terapie di gruppo
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4. Condivisione, risonanze e rispecchiamenti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le terapie di gruppo offrono un ambiente sicuro (supportivo e privo di giudizio) in cui le persone possono condividere le proprie esperienze emotive attivando processi di risonanza (a livello emotivo) e rispecchiamento (a livello cognitivo e comportamentale). Attraverso risonanze e rispecchiamenti, i partecipanti possono sviluppare una migliore consapevolezza emotiva e imparare nuove strategie di regolazione emotiva. La condivisione delle proprie esperienze emotive aiuta inoltre a ridimensionare la portata del proprio malessere stabilendone il grado di gravità, ovvero a ricondurlo entro il quadro della normalità o della patologia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Terapia focalizzata sul corpo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           5. Esperienze corporee
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È una terapia che si concentra sull'integrazione delle esperienze corporee con le emozioni. Attraverso tecniche come la consapevolezza del corpo, la respirazione e il movimento, il paziente impara a connettersi con le sensazioni fisiche associate alle emozioni e ad utilizzarle come guida per la regolazione emotiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Terapia di espressione creativa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           6. Espressione delle emozioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           questo tipo di terapia incoraggia l'espressione delle emozioni  attraverso l'arte, la musica, la scrittura, l'azione (
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/le-tecniche-attive-psicodramma-e-costellazioni"&gt;&#xD;
      
           drammatizzazione
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ) o altre forme creative. L'utilizzo delle arti creative può aiutare le persone a esplorare le proprie emozioni in modo non verbale e a trovare modi alternativi per regolarle e gestirle o anche solo a liberarsene attraverso l’espressione. Più infatti le emozioni vengono represse più queste tendono a spingere con forza per manifestarsi in modo però incontrollato e spesso controproducente e distruttivo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Terapia di resilienza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           7. Lavoro sulle risorse interne
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           questa forma di terapia si concentra sullo sviluppo delle risorse interne che promuovono la resilienza emotiva. Attraverso l'identificazione e l'amplificazione dei punti di forza, delle competenze e delle risorse personali, il paziente impara a fronteggiare le difficoltà emotive in modo più efficace e a ricostruire la propria vita in modo positivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È importante notare che non esiste una terapia universale che sia adatta a tutti. La scelta della terapia dipende dalle esigenze e dalla struttura individuali di ciascuna persona.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per la terapia cognitivo-comportamentale:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Aaron Bec, presentazione di Judith Beck,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La terapia cognitivo-comportamentale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Roma: Astrolabio, 2013
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Albert Ellis,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ragione ed emozione in psicoterapia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , C. De Silvestri (a cura di), Astrolabio Ubaldini, 1989
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per la terapia dell’accettazione:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Steven C. Hayes, ACT.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Teoria e pratica dell'Acceptance and Commitment Therapy,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Raffaello Cortina editore,­ 2013­
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per la terapia psicodinamica
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Judith M. Hughes,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La psicoanalisi e la teoria delle relazioni oggettuali. Melanie Klein, W. R. D. Fairbairn e D. W. Winnicot,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Astrolabio Ubaldini, 1991
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/trauma9.jpg" length="170183" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 23:21:08 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/sette-modi-per-gestire-le-emozioni</guid>
      <g-custom:tags type="string">gestione delle emozioni,Donald Winnicot,espressione delle emozioni,strategie di regolazione emotiva,terapia cognitivo-comportamentale,defusione cognitiva,Aaron Bec,arteterapia,Melanie Klein,CBT,ristrutturazione cognitiva,emozioni e presa di decisioni,elaborazione dei processi inconsci,comunicazione delle emozioni,emozioni spiacevoli,disregolazione emotiva,terapia psicodinamica,terapia di espressione creativa,mindfulness,terapia di resilienza,risonanza,accettazione,Steven Hayes,ACT,benessere psicologico,esperienze corporee,Albert Ellis,regolazione emotiva</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/trauma9.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/trauma9.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tipi di dipendenza affettiva</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/tipi-di-dipendenza-affettiva</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Passivo-dipendente. Co-dipendente. Aggressivo-dipendente. Controdipendente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/equilibrio2-0e077739-e7aaabf8-63fdfa7f.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            All’interno della grande categoria della
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/dipendenza-affettiva"&gt;&#xD;
      
           dipendenza affettiva
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è possibile distinguere cinque diverse tipologie. Per definire ogni singola tipologia sono state prese in considerazioni cinque variabili:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1) il L
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           egame
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            che il dipendente crea con il partner
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2) l’E
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/le-emozioni-cosa-sono-e-a-cosa-servono"&gt;&#xD;
      
           mozione
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            prevalente
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            che caratterizza il suo vissuto
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3) il
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            B
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/i-bisogni-primari-e-secondari-dell-essere-umano"&gt;&#xD;
      
           isogno
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           che sta alla base del rapporto e l'illusione del suo appagamento
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4) la D
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           istorsione cognitiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            di base
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           5) l’A
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           tteggiamento ricorrente
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            proposto dal dipendente
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            6)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           tipo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            di S
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           essualità/Affettività
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Passivo-dipendente
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (“
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ti amo perché ho bisogno di te
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ”)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : la condotta dipendente consiste nella ricerca obbligata e ad ogni costo di un apporto esterno di cui il soggetto ha bisogno per il proprio equilibrio e che non può trovare a livello delle sue risorse interne; l’altro viene dunque ricercato come “regolatore unico del sé”: l’altro diventa indispensabile per sedare gli stati d’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/ansia"&gt;&#xD;
      
           ansia
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e angoscia, per mantenere l’
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/autostima-la-chiave-di-volta-del-benessere-personale-e-interpersonale"&gt;&#xD;
      
           autostima
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e la fiducia in sé stessi, per garantire il sentimento di coesione interna, per avere un polo esclusivo su cui far confluire tutte le emozioni forti, unica ragione per sentirsi eccitati e vivi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1) Legame basato sulla ricerca dell’altro= principio unico di regolazione del proprio sé
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2) Emozione: Angoscia abbandonica/ sfiducia e sospetto /fame insaziabile di amore
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3) Bisogno di riscatto della mancanza/Illusione Salvifica: “Tu mi salverai dal mio passato”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4) Distorsione cognitiva: Idealizzazione dell'altro, svalutazione di sé
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           5) Atteggiamento: Tra asservimento e protesta
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           6) Sessualità orale (caratterizzata dall’anelito ad una fusionalità che annulli le differenze; ricerca una tenerezza priva di aggressività-volitività tipica invece della sessualità adulta)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attira ed è attirato da personalità narcisista/ psicopatica/ sadica (contro-dipendenti): cioè personalità con un falso sé grandioso, indipendente, simulacri di perfezione e sicurezza, forza e onnipotenza. Ma col tempo le personalità contro-dipendenti non sono in grado di rispondere alle richieste del partner dipendente in quanto mancano di empatia e capacitò di contatto intimo→ disperazione, solitudine, depressione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Co-dipendente
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Ti amo perché hai bisogno di me”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           )
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : la condotta co-dipendente consiste nel legarsi a qualcuno che si trova in stato di necessità e che ha urgenza di essere aiutato: caratterizzato da totale dedizione e abnegazione. Si innesca una dinamica perversa (il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            triangolo drammatico
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Karpman); i partner si alternano ciclicamente nei ruoli di vittima, salvatore, persecutore: inizialmente la Vittima- bisognosa si incarna nel suo ruolo e si fa aiutare, poi, compensato il bisogno e sicura di sé, si riaffacciano i vecchi schemi comportamentali che lo hanno portato alla stato di necessità. La vittima di un tempo, delusa dalla speranza nel suo Salvatore, diventa Persecutore: aggressivo, offensivo e arrogante, e il salvatore si fa vittima. Una volta toccato nuovamente il fondo il Persecutore torna Vittima e la vittima Salvatore: il partner co-dipendente potrà resistere ma prima o poi finirà per concedere un’altra possibilità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1) Legame basato sul bisogno dell’altro
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2) Emozione: Ambivalenza (speranza e paura): da un lato il co-dipendente spera nel riscatto del partner, dall’altro, nel profondo lo teme, poiché se l’altro non avrà più bisogno, potrebbe lasciarlo (angoscia abbandonica),  “finché l’altro avrà bisogno di me, non potrà lasciarmi”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3) Bisogno di sentirsi importanti, unici, speciali/ Illusione Salvifica: “Io ti salverò”. L’illusione salvifica è anche Auto-Salvifica perché con ciò il co-dipendente cerca di trovare una rivincita sul suo passato e di uscire dall’impotenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4) Distorsione cognitiva: Idealizzazione dell'Altro e di Sé come eroe
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           5) Atteggiamento: Dedizione manifesta ma sabotaggio inconscio dell’aiuto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Aggressivo-dipendente
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Ti odio perché somigli a me”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           )
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : invece di subire lo strazio di una manipolazione o di uno sfruttamento costante, il dipendente affettivo procura lui stesso attivamente sofferenza e umiliazione nei suoi partner. Il tratto aggressivo emerge solo quando il dipendente incontra una persona molto simile a sé, ossia un altro dipendente affettivo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1) Legame come “ultima spiaggia”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2) Emozioni: Disprezzo verso di sé e verso l’altro
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            3) Bisogno di cura / Illusione negativa anti-salvifica: “Non saprai curarti di me, né io di te”
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4) Distorsione cognitiva: Svalutazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           5) Atteggiamento: aggressività auto ed etero diretta
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Contro-dipendente
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (“
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non ti amo e non ho bisogno di te
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ”)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : risolve a monte l’angoscia abbandonica, evitando con cura qualsiasi legame, congelando il bisogno dell'altro e convincendosi di essere totalmente indipendente, completamente pago di se stesso (falsa autonomia)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ha vissuto con la madre o con il care-giver uno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/stili-di-attaccamento-amore-sicuro-amore-ossessivo-amore-freddo-e-distaccato-amore-patologico"&gt;&#xD;
      
           stile di attaccamento
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            insicuro-evitante: lo ha costretto ad accedere all’autonomia saltando del tutto la fase precedente, ossia negando i proprio naturale bisogno di dipendenza; ha acquisito un modello operativo interno caratterizzato dalla rappresentazione di sé come soggetto esposto alla solitudine e della relazione come di dimensione di scarsa o nulla affidabilità
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ha un tratto di personalità narcisista
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1) Legame con l’altro assente
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2) No Emozioni: Freddezza e scarsa empatia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3) Illusione di autosufficienza: “Io non ho bisogno”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4) Distorsione cognitiva: Idealizzazione di sé e negazione dell'altro
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           5) Atteggiamento: Evitamento dell’altro e sfruttamento emotivo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            M. Borgioni,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dipendenza e controdipendenza affettiva,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Alpes, 2015
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            V. Lingiardi,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Personalità dipendente e dipendenza relazionale, in Le dipendenze patologiche
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , a cura di Caretti, Barbera Raffaello Cortina Editore 2005 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/equilibrio2-0e077739-e7aaabf8-63fdfa7f.jpg" length="77565" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 16 Mar 2026 21:09:37 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/tipi-di-dipendenza-affettiva</guid>
      <g-custom:tags type="string">attaccamento insicuro,sessualità aggressiva,dipendenze,controdipendente,evitamento,Borgioni,dipendente passivo,tipi di dipendenze affettive,grandiosità narcisista,narcisista,Lingiardi,personalità dipendente,dipendente aggressivo,contro-dipendente,falsa autonomia,dipendenza affettiva,attaccamento insicur,dipendenza relazionale,attaccamento,angoscia,codipendente,co-dipendente,illusione salvifica,aggressività,angoscia abbandonica,illusione autosalvifica,distorsione cognitiva,attaccamento evitante,sadico,sessualità orale,congelamento,legame fusionale</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/equilibrio2-0e077739.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/equilibrio2-0e077739-e7aaabf8-63fdfa7f.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Anoressia e Bulimia</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/anoressia-e-bulimia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           due polarità interdipendenti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/dist+alimen4.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anoressia e Bulimia nervose
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="#sdendnote1sym" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;sup&gt;&#xD;
        
            i
           &#xD;
      &lt;/sup&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sono due
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/i-disturbi-del-comportamento-alimentare"&gt;&#xD;
      
           disturbi dell'alimentazione
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            che presentano uno dei quadri sintomatici più complessi e comportano forme gravi di sofferenza sia psicologia sia fisica.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Possono cronicizzare arrivando fino a gravi inabilità sia fisiche che mentali, e perfino al suicidio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Colpiscono prevalentemente le femmine (prima si pensava con un rapporto 10:1, ora intorno a 3:1) ed hanno il loro esordio solitamente nell’infanzia e nell’adolescenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anoressia e Bulimia sembrano avere una prevalenza maggiore nello società industrializzate, caratterizzate dalla facile disponibilià e abbondanza di cibo nonché dall’idea che essere attraenti sia associato all’essere magri. Nella società tecnologica contemporanea, questa idea di perfezione fisica come magrezza viene veicolata dai media e incoraggiata dai social (siti "pro-ana": pro anoressia e "pro-mia": pro bulimia; Hashtag #thinspiration, #fitspiration...).
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La tipicità di questi due disturbi dell’alimentazione consiste nel fatto che si tratta di due polarità fra loro interdipendenti. Si innesca cioè un
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           circolo vizioso
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : la restrizione dell’introito calorico o le condotte compensative (Anoressia) porta alla perdita di peso e all’aumento della fame. La rassicurazione del peso perso, associata all’aumento sempre più forte della fame conducono alla perdita di controllo sul cibo, con abbuffate e conseguente senso di colpa e paura di ingrassare (Bulimia). L’essere ingrassati (legata più ad una distorsione cognitiva che non ad un reale ingrassamento: anche 50gr in più sono percepiti come ingrassare) riporta dunque indietro a comportamenti di controllo e restrizione delle calorie o all’attuazione di condotte purgative (Anoressia)
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           ANORESSIA NERVOSA
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da un punto di vista descrittivo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="#sdendnote2sym" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;sup&gt;&#xD;
        
            ii
           &#xD;
      &lt;/sup&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , si può parlare di Anoressia nervosa quando si osservano:
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A) RESTRIZIONE dell’assunzione di CALORIE sotto il minimo del necessario, da cui deriva un PESO corporeo significativamente BASSO nel contesto di età, sesso, traiettoria di sviluppo e salute fisica. (il peso è minore del minimo normale)
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           B) PAURA di aumentare di PESO, di diventare grassi, che innesca COMPORTAMENTI RESTRITTIVI persistente contro l’aumento di peso, anche se oggettivamente basso
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C) ALTERAZIONE della PERCEZIONE relativa a PESO o FORMA del proprio corpo; eccessiva INFLUENZA del peso o della forma del corpo sui livelli di AUTOSTIMA.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È tipicamente caratterizzata anche dal persistente mancato riconoscimento della GRAVITA' dell’attuale condizione di sottopeso.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Tutto ciò comporta una grave compromissione della salute e del funzionamento psicosociale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            •
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Sottotipo con RESTRIZIONI
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si ha quando la perdita di peso viene ottenuta attraverso la dieta, il digiuno e l’attività fisica eccessiva, almeno per 3 mesi, con ricorrenti episodi di abbuffate
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="#sdendnote3sym" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;sup&gt;&#xD;
        
            iii
           &#xD;
      &lt;/sup&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            o condotte di eliminazione (vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            •
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Sottotipo con ABBUFFATE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;a href="#sdendnote4sym" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;sup&gt;&#xD;
        
            iv
           &#xD;
      &lt;/sup&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           / CONDOTTE di ELIMINAZIONE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si ha quando, per almeno tre mesi, si verificano ricorrenti episodi di abbuffate o condotte di eliminazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il livello di gravità
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            dello stato di salute fisica e psichica del soggetto con anoressia può essere misurato attraverso l’indice di massa corporea (BMI) che si ottiene dividendo il peso della persona per l’altezza in metri alla seconda
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           fattori di rischio
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I fattori che aumentano il rischio di sviluppare l’anoressia sono di vario tipo:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - temperamentali: perfezionismo, presenza di tratti ossessivi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ambientali: cultura di appartenenza o attività come danza e atletica in cui è necessario un peso corporeo basso
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - genetici: rischio maggiore per i parenti di primo grado che ne soffrono
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           comorbilità
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           disturbo Oppositivo-Provocatorio, l’Ansia, il disturbo Ossessivo-Compulsivo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           complicanze
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il digiuno provoca il consumo nutrizionale del proprio corpo,  a partire dai grassi, poi i muscoli, poi gli organi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il digiuno associato a vomito e lassativi, provoca aritmia cardiaca e danni renali, con conseguente disidratazione, cattiva circolazione e ossigenazione, da cui la pressione bassa, il danneggiamento della pelle, delle unghie, di denti e capelli Lo stato ansioso e quello depressivo legato al disturbo ossessivo-compulsivo possono condurre al suicidio.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           BULIMIA NERVOSA
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La bulimia è più diffusa rispetto all’anoressia, con una incidenza del 3%.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da un punto di vista descrittivo, si può parlare di Bulima nervosa se si osservano:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A)   ricorrenti episodi di abbuffata, caratterizzati da:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             - mangiare, in un determinato periodo di tempo (es.in due ore), una QUANTITA' DI CIBO significativamente MAGGIORE per la maggior parte degli individui nello stesso tempo e in circostanze simili
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             - sensazione di PERDERE il CONTROLLO durante l’episodio (es. sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa o quanto)
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            B)  ricorrenti e inappropriate CONDOTTE COMPENSATORIE per prevenire l’aumento di peso (vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici/altri
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           farmaci, digiuno, attività fisica eccessiva)
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C) livelli di AUTOSTIMA indebitamente
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="#sdendnote5sym" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;sup&gt;&#xD;
        
            v
           &#xD;
      &lt;/sup&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            INFLUENZATE dalla forma e dal peso del corpo
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           D) n
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            on si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di anoressia nervosa. E in genere il peso corporeo si mantiene, mentre il menarca è irregolare
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           fattori di rischio
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I fattori che aumentano il rischio di sviluppare la bulimia sono di vario tipo:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - temperamentali: bassa autostima, tratti ansiosi e depressivi, ansia sociale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ambientali: abuso e maltrattamento, incuria e all'opposto ipercuria e rapporti fusionali, attività come la danza e l’atletica, vita universitaria, precedenti diete restrittive (l’eccessiva restrizione favorisce la perdita di controllo)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - genetici: trasmissione familiare, obesità, maturazione puberale precoce
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           comorbilità
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           disturbi depressivi, disturbi bipolari, disturbi d’ansia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           complicanze
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           disturbi cardiovascolari e gastrointestinali, danneggiamento laringe e denti, tentativi di suicidio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da un altro punto di vista
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="#sdendnote6sym" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;sup&gt;&#xD;
        
            vi
           &#xD;
      &lt;/sup&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Anoressia e Bulimia , vengono definite non tanto sulla base della descrizione dei disturbi, quanto sul funzionamento complessivo della personalità, considerando aspetti quali l’espressione e la regolazione delle emozioni, le difese, la capacità di comprendere se stessi e gli altri, la qualità delle relazioni, le strategie per fronteggiare le difficoltà (strategie di coping).
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo questo approccio l'esordio avviene in età adolescenziale, poichè uno dei principali problemi degli adolescenti è il conflitto per l’indipendenza e la definizione di sé,  la problematicità del processo di separazione-individuazione dai genitori. Negli anoressici, la difficile conquista dell’identità e del controllo di sé passa attraverso il controllo del proprio corpo, mentre nei bulimici le abbuffate sono un tentativo di compensare la consapevolezza degli aspetti negativi di sé e gli stati disforici (umore depresso ma non appiattito, attraversato da inquietudine e irritabilità)  I comportamenti alimentari negli anoressici sembrano offrire un sentimento di sicurezza e protezione poiché consente loro di possedere l’autocontrollo e il potere di sentirsi belli. Il controllo delle emozioni e dei comportamenti attraverso comportamenti ossessivi che vanno ben oltre il cibo. Qualsiasi fallimento di questo controllo impossibile comporta vergogna e senso di colpa.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le caratteristiche psicologiche comuni ad anoressia e bulimia sono: una regolazione degli affetti disturbata, una bassa autostima, la difficoltà a mentalizzare
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="#sdendnote7sym" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;sup&gt;&#xD;
        
            vii
           &#xD;
      &lt;/sup&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e una compromissione dello sviluppo del sé.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           ESPERIENZA SOGGETTIVA DEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anoressia: il disturbo è vissuto con tratti più ossessivo- compulsivi e tratti narcisistici .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Bulimia: disregolazione emotiva, sentimenti di vuoto e rabbia che si tenta di tamponare con il cibo. In alcuni soggetti con disturbo dell’alimentazione, sono possibili alte prestazioni e una personalità perfezionista (soprattutto in anoressia). Diversi individui con disturbi dell’alimentazione possono presentare stili di personalità inibiti, con deficit significativi nella
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/i-disturbi-del-comportamento-alimentare"&gt;&#xD;
      
           mentalizzazione
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;a href="/i-disturbi-del-comportamento-alimentare"&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Può frequentemente comportare disturbi dell’umore e della personalità.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La presenza di una personalità caratterizzata da disregolazione emotiva peggiora la situazione qui come in qualsiasi altro disturbo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           STATI AFFETTIVI
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I sintomi depressivi possono includere deflessione del tono dell’umore, isolamento sociale, riduzione dell’autostima e depressione anaclitica (forma depressiva in cui prevalgono i sentimenti di perdita, di abbandono e di solitudine). 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sia nel caso dell’Anoressia che in quello della Bulimia è comune il mangiare da soli, provando sentimenti di vergogna, ansia, e tristezza. Comune la presenza di gesti para-suicidari, stimolati sia dall’umore depresso sia dal fallimento nel mantenere la forma corporea ideale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I sintomi di ansia comprendono frequentemente fobia sociale e sintomi ossessivo-compulsivi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’alessitimia, l’incapacità di riconoscere, identificare e dare un nome alle proprie emozioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’impulsività è tipica dei soggetti bulimici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La vergogna riguarda nei bulimici la propria mancanza di controllo del comportamento, mentre nei soggetti anoressici, la forma del proprio corpo, oltre a quella per le proprie ossessioni di controllo e le restrizioni comportamentali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sia nei soggetti anoressici che in quelli bulimici sono frequenti le seguenti preoccupazioni emotive:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Sentirsi affamati di cura e di affetto, desiderosi di protezione e accudimento;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Sentimenti di fallimento, vulnerabilità, colpa, vergogna;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Sentimenti di indegnità e inefficacia;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Timore di essere abbandonati o che gli altri smettono di amarli;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Rabbia e aggressività che vengono negate o messe a tacere oppure odiate;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Paura che l’espressione delle emozioni porti alla perdita del controllo;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sentimenti di vuoto e perdita del controllo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           PATTERN COGNITIVI
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I pattern cognitivi comprendono rigidità di pensiero e distorsioni della percezione del proprio corpo. La percezione può essere distorta a tal punto da compromettere l’esame di realtà. I disturbi dell’alimentazione hanno a che fare con i disturbi della personalità. Gli individui anoressici presentano temi narcisistici, perfezionismo, tendenza all’autocritica e all’ascetismo. L’onnipotenza e l’idealizzazione sono difese comuni. Nei casi gravi possono essere presenti meccanismi di difesa primitivi come la scissione e il ritiro dalla realtà esterna. Nei pazienti bulimici sono più comuni condizioni disregolate, con diffusione dell’identità, tendenza all’acting out, scissione del sé, svalutazione e idealizzazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I pattern cognitivi possono comprendere:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Preoccupazione di essere svalutati, inadeguati, incompetenti o non amati.
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Focalizzazione sull’essere giovani, somiglianti a bambini e innocenti, il che implica il desiderio inconscio di evitare l’età adulta.
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Interesse eccessivo per l’immagine corporea e dipendenza dal monitorare la forma e i cambiamenti del proprio corpo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           STATI SOMATICI
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Possono comprendere:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Sensazione fisica di vuoto nello stomaco associabile al senso di un sé vuoto e svuotato;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Confusione tra stati mentali e somatici.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           PATTERN RELAZIONALI
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli individui con disturbo alimentare tengono nascosto il proprio disturbo e con ciò non riescono a instaurare relazioni di intimità, entrano in relazione con gli altri in modo superficiale e immaturo per la loro età. Negli individui anoressici le relazioni tendono ad essere caratterizzate da controllo e perfezionismo. Possono gestire il bisogno di essere amati attraverso l’adattamento e la condiscendenza. i bulimici sono affamati d’amore, ma le loro relazioni possono essere instabili, caratterizzate dall’impulsività del momento. Entrambi possono soffrire per sentirsi abbandonati oppure provare senso di intrusione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="#sdendnote1anc" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           i
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Anoressia e Bulimia nervose vengono classificate nel Manuale Diagnostico Psicodinamico (PDM-2) fra i &amp;lt;disturbi con sintomi specifici&amp;gt; mentre nel Manuale Diagnostico Statistico (DSM-5) vengono classificate come categoria a sé e nominate come &amp;lt;disturbi della nutrizione e dell’alimentazione&amp;gt;
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="#sdendnote2anc" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           ii
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si fa riferimento qui ai criteri del Manuale Diagnostico Statistico (DSM-5), punto di riferimento diagnostico per psicologi, psicoterapeuti e psichiatri, che usa un approccio puramente nosografico, ovvero si limita a fornire una descrizione di fenomeni osservabili relativi a ciascun disturbo.
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="#sdendnote3anc" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           iii
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le abbuffate sono diverse dalle abbuffate dell’Anoressia. Queste ultime sono di tipo soggettivo: la quantità di cibo ingerito non è elevata, ma il vissuto della persona è comunque di perdita di controllo, la conseguenza quasi immediata è il ricorso alle condotte di eliminazione
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="#sdendnote4anc" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           iv
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le abbuffate sono diverse dalle abbuffate dell’Anoressia. Queste ultime sono di tipo soggettivo: la quantità di cibo ingerito non è elevata, ma il vissuto della persona è comunque di perdita di controllo, la conseguenza quasi immediata è il ricorso alle condotte di eliminazione
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="#sdendnote5anc" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           v
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Indebitamente poiché il soggetto con disturbo alimentare trasferisce il disagio psichico sul corpo poiché non è in grado di verbalizzarlo o esprimerlo attraverso altri mezzi (immagini, suoni, azioni) (v.blog I Disturbi Alimentari.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="#sdendnote6anc" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           vi
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si fa riferimento qui all’approccio psicoanalitico, ovvero al Manuale Diagnostico Psicodinamico (PDM-2), redatto da Vittorio Lingiardi e Nancy McWilliams. A differenza del DSM, il manuale diagnostico degli psicoanalisti, il PDM, si concentra sull’esperienza interna del soggetto piuttosto che sui sintomi e i comportamenti, non è puramente descrittivo, ma ricerca le cause del disturbo e il trattamento. E non insiste sul concetto di “categoria diagnostica”. Le categorie proposte sono semplici a modelli di riferimento, più che un insieme di criteri per definire una patologia. Il modello principale utilizzato è quello della psicoanalisi relazionale (con particolare attenzione al controtransfert del terapeuta), integrato con concetti condivisi da vari orientamenti, come la teoria dell’attaccamento, l’attenzione all’influenza delle dinamiche familiari nello sviluppo del disagio, vari elementi di psicologia cognitiva e le neuroscienze. Inoltre hanno messo l’accento non tanto sui disturbi quanto sul funzionamento della personalità (l’espressione e la regolazione delle emozioni, le difese, la capacità di comprendere se stessi e gli altri, la qualità delle relazioni, le strategie di coping). Se il DSM descrive le malattie, il PDM descrive piuttosto gli individui, cercando di fornire informazioni per capire “che cosa una persona è, e non solo che cosa una persona ha”.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="#sdendnote7anc" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           vii
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per mentalizzazione si intende la comprensione del comportamento proprio e altrui in termini di stati mentali: bisogni, desideri, sentimenti, credenze, aspettative, attenzioni, motivazioni e capacità di simbolizzazione; attività di traduzione dell’esperienza in termini di rappresentazioni mentali invece che per vie somatiche o comportamentali
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/dist+alimen4.jpg" length="38680" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 16 Feb 2026 23:18:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/anoressia-e-bulimia</guid>
      <g-custom:tags type="string">,DSM-V,rabbia,acting out,strategie di coping,senso di colpa,dismorfismo,impulsività,autocontrollo,alessitimia,instabilità,cibo,potere sul proprio corpo,disturbi bipolari,bisogno di cura,condotte restrittive,disturbi  cardiovascolari,disponibilità cibo,lassativi,mentalizzazione,fame di affetto,compromissione sviluppo del sè,alterazione percezione della forma corporea,vita adulta,scissione del sè,disidratazione,disturbo Oppositivo-Provocatorio,disturbo Ossessivo-Compulsivo,conquista dell'identità,anoressia con condotte restrittive,distorsioni percettive,disturbo ossessivo compulsivo,difficoltà di mentalizzazione,anoressia con condotte compensatorie,PDM2,anoressia,perdita del contro,separazione-individuazione,danni a pelle,capelli,unghie,sviluppo del sè,bellezza,società industriale,anoressia nervosa,sentimento di vuoto,idealizzazione,senso di intrusione,tristezza,autostima,condotte compensatorie,isolamento sociale,perfezione fisica,circolo vizioso,alterazione percezione,frequenza delle abbuffate,disturbo bipolare,dipendenze,tentativi di suicidio,tratti narcisisti,definizione di sè,ds,potere,digiuno,condiscendenza,controllo calorie,disforia,abbuffate,fame d'amore,vergogna,funzionamento della personalità,aritmia cardiaca,Indice di massa corporea,attività fisica,regolazione degli affetti disturbata,calorie,anoressia con condotte eliminatorie,alterazione del peso corporeo,Bulimia nervosa,disturbi depressivi,regolazione delle emozioni,rigidità di pensiero,ossessivo compulsivo,quantità di cibo maggiore del normale,magrezza,sentimento di indegnità,svalutazione,bisogno di affetto,bulimia,senso di abbandono,perfezionismo,peso minore del normale,gesti para-suicidari,ansia,comportamenti ossessivi,pdm,vomito,adolescenza,controllo delle emozioni,condotte di eliminazione</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/dist+alimen4.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/dist+alimen4.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La gelosia</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/la-gelosia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La gelosia è un'emozione complessa che nasce dall’insicurezza e dalla paura della perdita
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gelosia4.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La gelosia è un’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/le-emozioni-cosa-sono-e-a-cosa-servono"&gt;&#xD;
      
           emozione
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            complessa, una reazione alla percezione che un’importante relazione interpersonale oppure un oggetto sia minacciato da altri. Quando si prova gelosia si prova uno spiacevole stato di allerta e di minaccia di perdita di qualcuno o di qualcosa ed è pertanto associata alla paura e all’ansia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La gelosia non si presenta solo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/stili-di-attaccamento-amore-sicuro-amore-ossessivo-amore-freddo-e-distaccato-amore-patologico"&gt;&#xD;
      
           nelle relazioni amorose
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ma anche nelle amicizie, nei legami familiari e nelle relazioni professionali. È una risposta a una minaccia percepita, sia essa reale o immaginaria, che mette in crisi il proprio valore, ovvero la propria autostima, e il proprio ruolo all’interno di una relazione importante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La gelosia non è una reazione primaria e istintiva, innata, come la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/la-rabbia"&gt;&#xD;
      
           rabbia
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            o la paura, ma è un’emozione sociale, che si sviluppa in funzione delle relazioni con gli altri.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La gelosia è attivata da tre ruoli fondamentali: la persona gelosa, la persona amata e il rivale. Nella gelosia infatti il timore di perdere la persona amata insorge a causa di un rivale, anche se solo immaginario e del tutto assente. Il rivale più temuto è colui che possiede le caratteristiche positive più simili a quelle del proprio Sé ideale, piuttosto che a quello della persona amata: la persona gelosa si percepisce infatti come inferiore e inadeguata a confronto con il rivale. Le situazioni che attivano la gelosia possono essere reali ma possono anche essere il risultato della proiezione delle paure dalla persona gelosa sulla persona amata. Qualora la gelosia insorga in seguito a fatti innegabili, affiorano ulteriori
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/le-emozioni-cosa-sono-e-a-cosa-servono"&gt;&#xD;
      
           emozioni:
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            nel caso in cui la persona tradita si concentri sulla perdita, vi sarà la predominanza di emozioni legate all
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/ansia"&gt;&#xD;
      
           ’ansia
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , alla tristezza e alla disperazione; se invece il focus è sulla menzogna e sull’infedeltà, emergeranno emozioni di rabbia e odio nei confronti del partner e del rivale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’intensità e il tipo di gelosia variano in base a diversi fattori:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/autostima-la-chiave-di-volta-del-benessere-personale-e-interpersonale"&gt;&#xD;
      
           l’autostima
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , il tipo di attaccamento che si è instaurato da bambini con la figura curante (caregiver) e le altre esperienze affettive vissute in precedenza. In alcune situazioni, la gelosia ha una funzione adattiva, in quanto esprime il bisogno di proteggere un legame significativo e sollecita il dialogo nella coppia. Nondimeno, se ossessiva, diventa pervasiva e distruttiva, manifestandosi con comportamenti controllanti e manipolatori e corrodendo la fiducia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In termini cognitivi la gelosia comporta un’alterazione selettiva dell’attenzione e della memoria. I processi cognitivi generati dall’emozione della gelosia, come l’attenzione selettiva, le rimuginazioni e le ruminazioni portano a inferenze che confermano la minaccia, ovvero costruiscono ad hoc le prove dell’infedeltà, alimentandola ulteriormente. L’attenzione si concentra minuziosamente e selettivamente sulla persona amata e sul rivale, sulle loro emozioni, parole e comportamenti più sospetti. Allo stesso modo i processi di memoria richiamano selettivamente solo i ricordi che convalidano il sospetto. Mentre il rimuginio (più fastidioso e orientato a prefigurare pericoli futuri) e la ruminazione (più duratura e orientata ad analizzare le cause del proprio malessere) mantengono in modo disfunzionale la gelosia. Maggiore è la rigidità e la pervasività dei pensieri minacciosi e dei processi cognitivi attivati dalla gelosia (ipervigilanza, memoria selettiva, ruminazioni e rimuginazioni, distorsioni cognitive), maggiore sarà la probabilità di riscontrarne aspetti patologici, ovvero disfunzionali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inoltre una caratteristica tipica della gelosia ossessiva è l’incapacità di placare l’ansia nonostante le rassicurazioni e conferme ricevute.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La gelosia patologica è caratterizzata da idee ossessive e da pensieri intrusivi, ripetitivi e incontrollabili legati al timore della perdita, dal sentimento di possesso nei confronti della persona amata e dal bisogno compulsivo di controllare (come guardare il telefono del partner, monitorare i suoi spostamenti, fare interrogatori ripetitivi, ripercorrere mentalmente situazioni passate alla ricerca di prove di infedeltà; anche azioni banali come un sorriso a un estraneo o un ritardo possono essere interpretate come segnali di tradimento). Oltre al bisogno compulsivo di controllo, il soggetto geloso può arrivare a vietare o imporre comportamenti al proprio partner. Il che può suscitare sentimenti di vergogna in chi li compie e di oppressione in chi li subisce. Nei confronti del rivale emergono invece sentimenti di annullamento, invidia e odio. Questo tipo di comportamento compromette il benessere psicologico della persona e deteriora la relazione, perché il partner si sente costantemente sotto accusa e limitato nella propria libertà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella prospettiva freudiana, la gelosia ha origini profonde nell’infanzia, quando il bambino sperimenta le prime forme di competizione per l’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/stili-di-attaccamento-amore-sicuro-amore-ossessivo-amore-freddo-e-distaccato-amore-patologico"&gt;&#xD;
      
           amore
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e l’attenzione delle figure di attaccamento. Il complesso di Edipo, in particolare, evidenzia il desiderio del bambino di essere l’oggetto privilegiato dell’amore del genitore di sesso opposto, con la conseguente rivalità nei confronti del genitore dello stesso sesso. Questo conflitto viene rimosso nell’inconscio, ma continua a influenzare le relazioni affettive future, dove la paura di perdere l’esclusività dell’amore riattiva dinamiche infantili di possesso e competizione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Freud distingue tre tipi di gelosia: normale, proiettata e delirante. La gelosia normale è una reazione emotiva legata alla paura della perdita ed è connessa a insicurezze e desideri inconsci. La gelosia proiettata consiste nella proiezione sul partner dei propri desideri inconsci di infedeltà, più in generale delle proprie pulsioni represse. Questo tipo di gelosia è spesso presente negli individui che, inconsciamente, nutrono attrazioni proibite e non accettate dalla loro coscienza. La gelosia delirante, infine, è quella più patologica, tipica di alcuni disturbi psicotici, e si manifesta con convinzioni ossessive e infondate di tradimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal punto di vista psicodinamico, la gelosia ossessiva è radicata in profonde insicurezze originate nelle prime esperienze relazionali nell’infanzia, ovvero nell’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/stili-di-attaccamento-amore-sicuro-amore-ossessivo-amore-freddo-e-distaccato-amore-patologico"&gt;&#xD;
      
           attaccamento insicuro
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Il timore della perdita è una delle ansie più primordiali dell’essere umano. Nei primi anni di vita, il bambino sviluppa un legame di dipendenza con la figura materna (
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/"&gt;&#xD;
      
           attaccamento
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ) e sperimenta angoscia ogni volta che questa si allontana. Se le esperienze infantili hanno creato un attaccamento sicuro, l’individuo sarà più capace di tollerare la separazione e di gestire in modo equilibrato i rapporti affettivi. Se invece il bambino ha vissuto separazioni dolorose o ha sperimentato un amore instabile e condizionato, la paura dell’abbandono e la difficoltà a tollerare l’autonomia possono divenire un tema centrale nella vita adulta, alimentando relazioni caratterizzate da insicurezza e gelosia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al cuore della gelosia vi è dunque il conflitto tra il bisogno di sicurezza e la paura del rifiuto. Chi prova gelosia teme di essere sostituito, di non essere abbastanza o di non meritare l’amore dell’altro. Questo senso di minaccia può attivare meccanismi di difesa primitivi come la proiezione, in cui l’individuo attribuisce all’altro le proprie insicurezze e paure ( per esempio, una persona che inconsciamente cova il bisogno di essere desiderata da altri può finire per sospettare costantemente del partner, immaginando che sia lui a essere attratto da qualcun altro) .Esperienze successive di rifiuti o tradimenti, spesso auto-generate dai propri pensieri ossessivi e comportamenti controllanti e limitanti il partner, non fanno che rinforzare il sentimento di gelosia e sortiscono l’effetto opposto, allontanando il partner e confermando, in un circolo vizioso, la paura iniziale della perdita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se un individuo ha vissuto relazioni in cui è stato tradito o ha sperimentato la perdita improvvisa di una figura di riferimento, è più probabile che sviluppi una vulnerabilità alla gelosia. Questo accade perché la ferita emotiva non elaborata si riattiva nelle relazioni future, facendo sì che ogni segnale di possibile minaccia venga vissuto con intensità eccessiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La gelosia a livello profondo implica inoltre un conflitto tra amore e aggressività. Il bisogno di mantenere il possesso dell’altro si scontra con la rabbia per la sua indipendenza e con il dolore per la paura dell’abbandono. Questi sentimenti ambivalenti generano confusione e incapacità ad agire in modo equilibrato e coerente. Un esempio concreto di questa dinamica è la persona che oscilla tra idealizzazione e svalutazione del partner: da un lato, lo considera essenziale per la propria felicità, dall’altro, teme costantemente di essere tradito e finisce per trattarlo con sospetto e risentimento.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Affrontare la gelosia patologica richiede un lavoro su sé stessi per imparare a gestire i pensieri intrusivi e sviluppare l'autostima, in modo che non dipenda esclusivamente dal comportamento dell’altro. Se l’individuo non sviluppa un senso stabile del proprio valore, tenderà a cercare negli altri la conferma della propria importanza. La vera sicurezza emotiva non viene dall’esterno, ma dalla capacità di riconoscere il proprio valore senza bisogno di conferme continue. Quando ci si apprezza in modo autentico, la paura di perdere l’altro si attenua, perché non si percepisce più l’amore come un elemento da possedere, ma come un’esperienza da condividere liberamente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La gelosia è inoltre la manifestazioni per eccellenza della condizione patologica di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/dipendenza-affettiva"&gt;&#xD;
      
           dipendenza affettiva
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . Uno degli elementi chiave nella gelosia è infatti l’incapacità di distinguere l’altro come “non -io”, ovvero riconoscere che il partner o una persona cara è un individuo separato, con pensieri, emozioni, desideri e volontà propri. Fin dalla nascita, il bambino vive in una fusione totale con la figura materna, un’unità in cui non esiste ancora una distinzione tra sé e l’altro. Questo stato di simbiosi è necessario per il suo sviluppo emotivo, ma con il tempo il bambino deve imparare a riconoscere l’altro come separato da sé. Tale capacità di differenziazione dell’altro come “non-io” è una tappa fondamentale nello sviluppo psichico e nella costruzione della nostra identità. Il processo di differenziazione inizia nei primi anni di vita ed è strettamente legato alle dinamiche dell’attaccamento, quando il bambino impara che la madre non è una sua estensione, ma un soggetto autonomo. Quando il bambino si accorge che la madre non risponde immediatamente ai suoi bisogni o che può dedicare attenzioni ad altri, inizia a percepire la sua individualità. Questa scoperta provoca frustrazione, ma è anche il primo passo per lo sviluppo dell’autonomia e dell’identità. Se il bambino cresce in un ambiente in cui l’altro è riconosciuto come distinto e valido nella sua unicità, imparerà a vedere sé stesso come un individuo separato e a sviluppare un senso di sicurezza nelle relazioni. Se questa consapevolezza non viene pienamente sviluppata, l’individuo può vivere le relazioni con un forte bisogno di fusione, vedendo l’autonomia dell’altro come una minaccia. Nelle relazioni adulte, la difficoltà a distinguere l’altro da sé può portare a vissuti di possesso e all’incapacità di tollerare la libertà del partner. L’idea che l’altro possa provare interesse per altre persone o avere spazi personali viene vissuta con ansia e sospetto, perché il valore della relazione è legato alla dipendenza e all’esclusività assoluta.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A livello diagnostico il termine gelosia patologica non corrisponde a un disturbo specifico, ma viene considerata una componente psicopatologica di altri disturbi come disturbi psicotici, il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) o il disturbo borderline di personalità, in cui l’insicurezza e la paura dell’abbandono giocano un ruolo centrale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           S. Benvenuto,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La gelosia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ed Il Mulino 2011
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            V. D’Urso,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Psicologia della gelosia e dell’invidia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . ed. Carocci 2013
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            R.Galliani, S.Napolitani,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La gelosia. Profili di un affetto fondamentale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ed.Alpes 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           DSM-5, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            American Psychiatric Publishing, 2013
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gelosia4.jpg" length="45591" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 13 Jan 2026 17:44:11 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/la-gelosia</guid>
      <g-custom:tags type="string">odio,bassa autostima,rabbia,pensieri ossessivi,disturbo borderline,paura,infedeltà,ipervigilanza,pulsioni represse,distorsioni cognitive,emozione complessa,possessività,emozione sociale,sentimento di possesso,senso di sicurezza,ossessione,vergogna,sè ideale,attaccamento,gelosia patologica,paura del rivale,invidia,bisogno di controllo,complesso di Edipo,emozione,attaccamento insicuro,rimuginazioni,pensieri intrusivi,comportamenti compulsivi,alterazione selettiva dell'attenzione,Freud,disperazione,ruminazioni,idee ossessive,paura dell'abbandono,insicurezza,gelosia normale,dipendenza affettiva,psicosi,gelosia,prospettiva freudiana,autostima,memoria selettiva,ansia,gelosia ossessiva,gelosia proiettata,prospettiva psicodinamica,gelosia delirante,paura della perdita</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gelosia4.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gelosia4.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il significato psicosomatico delle malattie della pelle.</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/il-significato-psicosomatico-delle-malattie-della-pelle</link>
      <description>Le malattie della pelle  hanno a che fare con difficoltà affettive relazionali</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando il conflitto interno non trova spazi psicologici di elaborazione, allora si esprime nel corpo, quale unico ambito possibile in cui manifestarsi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/psicosomatica_malattie+pelle.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LA PSICOSOMATICA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Se l’individuo non ha gli strumenti psichici, la capacità di sentire le proprie emozioni e di verbalizzarle, allora il conflitto prende la via del corpo, si incarna in esso e in tal modo si esprime, seppure in maniera implicita, indirettamente attraverso il sintomo somatico. Nel bambino che non possiede ancora le proprie emozioni e la capacità di dar loro voce attraverso la parola, i conflitti si esprimono solo attraverso il corpo. Perciò, tanto più un sintomo è radicato nel corpo, tanto più esso rimanda a vissuti remoti. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il corpo con le sue manifestazioni, ovvero i sintomi, parla dunque alla persona. E il sintomo, sia psichico sia somatico, diventa una sorta di messaggio implicito che segnala uno stato di squilibrio nello “psico-corpo” dell’individuo. Il sintomo o la malattia non sono dunque nemici da combattere, ma segnali da leggere di un sistema che si autoregola. Il sintomo corporeo va dunque indagato nei significati di cui è portatore.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La FUNZIONE DEL SINTOMO o della malattia è dunque quella di segnalare che il sistema psicosomatico dell’individuo non è più funzionale, che c’è uno squilibrio. Poiché il SEGNALE è di natura fisica ma rimanda ad un conflitto psichico, la chiave di lettura è il simbolo. Il termine SIMBOLO, dal greco syn-ballein, significa riunire insieme, collegare concetti e significati anche fra loro distanti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il SIMBOLO si fa dunque strumento per la comprensione del messaggio psico-somatico Quando si manifesta un sintomo, la correlazione non è casuale, così come non è causale l’organo colpito, né la tipologia di sintomo, ma si basa su un’ANALOGIA FUNZIONALE. Per analogia funzionale si intende il preciso collegamento tra la funzione dell’organo colpito e il suo significato simbolico, tra la funzione alterata e il senso psichico di questa disfunzione. Se un bambino prima di andare a scuola vomita si può immaginare un disagio nell’andare a scuola. Ma diverso è se vomita (rifiuto), se ha nausea (pesantezza) o se ha mal di pancia (timore,insicurezza). La specificità del sintomo dice tanto su ciò che sta esprimendo dello psicosoma dell’individuo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con soggetti che hanno difficoltà con la funzione immaginativa, che la possiedono “imprigionata” nel corpo, l’intervento del terapeuta serve a far percepire le intime connessioni simboliche fra sintomo e conflitto psichico, attraverso la fruizione e la creazione di immagini. Tali “iniezioni” di immaginario pian piano sciolgono l’evento somatico nei suoi possibili significati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            LO SPECIFICO CUTANEO
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La pelle è l’involucro del corpo e insieme organo sensoriale del tatto. Pertanto ogni questione che riguarda la pelle riguarda il contatto, le relazioni con gli altri. A livello di cervello mammifero, nelle scimmie come nell’uomo, il contatto fisico, le carezze, gli abbracci, producono ossitocina, un ‘‘ormone del piacere’’, che serve a placare le tensioni. I conflitti da separazione vengono decondificati biologicamente sottoforma cutanea, producendo così le malattie dermatologiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La pelle è l’ORGANO PSICOSOMATICO per eccellenza: molto spesso infatti gli stati emotivi sono correlati con alterazioni della pelle, dalla manifestazione del rossore, del pallore, della sudorazione, del prurito, alla pelle d’oca.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La PELLE è sia una BARRIERA, che definisce i confini e protegge, sia un’INTERFACCIA tra il mondo interno e quello esterno, crea senso di bellezza e attrazione, ma anche bruttezza e repellenza un La pelle è un organo intermedio tra gli organi con innervazione volontaria, capaci di dare un’espressione simbolica ai processi mentali, e organi che sono totalmente indipendenti dalla volontà. La pelle è un operatore simbolico che permette attraverso una lettura dell’analogia funzionale del sintomi, di liberarne il significato. Inoltre in quanto parte esterna che ci ricopre e ci protegge, in un certo senso ci definisce nei nostri CONFINI, è la parte del corpo che più rappresenta l’IDENTITÀ manifestata all’esterno. Quando la pelle è lesa ci invita ad una particolare attenzione all’integrità dell’Io.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Come per la malattia psichica, più profondo e antico è il conflitto più grave è la manifestazione patologica, così nel corpo, più grave e di difficile risoluzione è la malattia del corpo più si riferisce a tematiche antiche e a danni di importante gravità.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LO SPECIFICO PSORIASICO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nella psoriasi gli auto-anticorpi stimolano l’organismo a continue divisioni cellulari, ben oltre i limiti di un normale ricambio cellulare dell’epidermide. Di conseguenza si assite ad accumulo continuo di cellule che vanno a costituire fogli su fogli di pelle secca senza elesticità, placche indurite, pruriginose, con crepe profonde che diventano punti di sanguinamento.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Della psoriasi si può dire per prima cosa che è una PATOLOGIA AUTOIMMUNE, cioè che porta l’organismo a ledere se stesso, disattivando il meccanismo dell’horror autotoxicus, che impedisce di fare del male a se stessi, sia interiormente sia a livello fisico. Quando si arriva a generare reazioni così importanti da deviare una legge dell’esistenza si ha a che fare con un conflitto sottostante molto importante e profondo, probabilmente un trauma risalente a tempi remoti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La malattia autoimmune ha a che fare con la presenza di un’AGGRESSIVITÀ AUTODIRETTA, da un punto di vista simbolico punitiva. La PUNIZIONE è collegata con l’esperienza della liberazione dalla COLPA. I soggetti psorisiaci, come tutti quelli portatori di malattie autoimmuni, tendono a bloccare la reazione verso il mondo esterno, rivolgendo l’aggressività verso se stessi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Una carartteristica che accomuna gli psorisiaci è la VULNERABILITA' AFFETTIVA radicale, analogamente a come la pelle dura nasconde una pelle sottile e fragile. La produzione continua e ipertrofica di cellule epidermiche che produce un ispessimento cutaneo rimanda analogicamente alla funzione PROTETTIVA della PELLE. Si palesa un forte BISOGNO DI PROTEZIONE, le placche manifestano la grande fragilità sottostante. I meccanismi psichici di difesa sono entrati in difficoltà e hanno affidato al proprio analogo biologico, in questo caso la pelle, l’espressione di un conflitto profondo e doloroso insopportabile, che spinge ad una difesa passiva, a ripararsi dietro una corazza. Il soggetto psoriasico si presenta, nei casi più gravi, coperto di placche in tutto il tronco, davanti e dietro, racchiuso in quella che è stata definita una «corazza dolente» La psoriasi esaspera la funzione naturale di protezione della pelle, producendo come una CORAZZA che crea però è fragile- la ferita, il sanguinamento., rivelando una FRAGILITÀ e vulnerabilità estreme che fanno pensare a una medesima FRAGILITÀ PSICOLOGICA. La psoriasi sembra correlata a TEMATICHE ABBANDONICHE o di PERDITA.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La psoriasi esordisce in momenti di stress, che riattivano nel soggetto a conflitti o traumi antichi che in quanto troppo potenti o intollerabili per la coscienza, o troppo precoci per essere espressi, precipitano nel corpo, esprimendosi sottoforma di placche psoriasiche.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Poichè la sede della malattia è la pelle, anche la sede del conflitto o del trauma sia la pelle, cioè riguardi il CONTATTO, quindi la RELAZIONE, che in un bambino molto piccolo implica il rapporto con la figura materna. La placca psoriasica indica la costante necessità di difendersi da contenuti aggressivi o dalla privazione, la mancanza di un accudimento del caregiver. La pelle psichica privata del contatto fisico o da ‘carezze’ in senso simbolico, non nutrita in modo equilibrato da una relazione intima può aver generato una ferita narcisistica primaria. Poiché si cresce attraverso la relazione, se nel rapporto primario con la madre è mancato l’accudimento affettivo e relazionale, viene impedito lo sviluppo fluido e naturale della crescita.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il ricambio cellulare che si attua nella psoriasi rimanda all’idea di MUTA. La muta a livello simbolico non è altro che il “cambiare pelle per poter crescere”. Il contenitore-pelle non è in grado di accrescersi come il contenuto, così con la muta si creano nuove condizioni per contenere la crescita. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            M.Pusceddu,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il corpo racconta,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ed. Paolo Emilio Persiani, 2013
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            C. Rainville,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Metamedicina 2.0. Ogni sintomo è un messaggio,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ed. Amrita 2000
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           G. Trombini, F. Baldoni,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Disturbi psicosomatici,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ed Il Mulino – Farsi un’idea, 2001
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            C. Flèche,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Decodifica biologica delle malattia,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ed Amrita, 2010
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo è il testo del paragrafo. Fai clic o premi il Button Gestisci testo per modificare il carattere, il colore, le dimensioni, il formato e altro ancora. Per impostare gli stili di paragrafo e titolo del sito web, vai al tema del sito web.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/psicosomatica_malattie+pelle.jpg" length="37944" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 15 Dec 2025 23:00:01 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/il-significato-psicosomatico-delle-malattie-della-pelle</guid>
      <g-custom:tags type="string">significato simbolico della pelle,psoriasi,malattie pelle,pelle,psicosomatica,contatto,malattie dermatologiche,malattie cutanee,difficoltà relazionali</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/psicosomatica_malattie+pelle.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/psicosomatica_malattie+pelle.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dipendenze Affettive</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/dipendenza-affettiva</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le cause, gli effetti,  i segnali
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/dipendenza+affettiva.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            RADICI delle dipendenze affettive
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le Dipendenze affettive hanno origine in quella che in psicologia viene definita “ferita primaria”, ovvero un trauma irrisolto nella relazione di attaccamento, il legame affettivo fra madre e bambino.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La ferita primaria esemplifica e sottolinea la violazione dell’attaccamento, la rottura di quel legame di affidamento totale e assoluto tra il bambino e la madre, e successivamente entrambi i genitori. È il tradimento dei bisogni emotivi insoddisfatti e inascoltati del bambino da parte dei genitori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I bisogni emotivi del bambino sono fondamentalmente bisogni di rassicurazione dalle sue paure:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - paura del rifiuto e dell’abbandono
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - paura delle pressioni e delle aspettative
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - paura di essere frainteso, ignorato
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - paura dell’abuso e della violazione fisica e psicologica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da queste paure deriveranno poi, in età adulta, le difese del “bambino interiore”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La ferita primaria viene inflitta quando i genitori per varie ragioni sono assenti, presenti in maniera discontinua e imprevedibile o prevaricanti, a livello emotivo, psichico o fisico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . A poco a poco la mente del neonato viene invasa da ansia, desiderio emotivo, vuoto, solitudine, oppressione, paura e spaesamento. In definitiva uno stato di angoscia profonda. Non importa se l’assenza della madre o del padre sia dovuta per esempio a malattia o morte, il bambino non funziona ancora a livello cognitivo, vive tutto emotivamente, nel corpo, e in una sorta di presente assoluto, incapace di anticipare il futuro o di rievocare il passato tramite la funzione immaginativa. Per lui pertanto assenza è morte, è il nulla, il vuoto cosmico. Da qui il sentimento di angoscia, radicale e terrificante. Questo dolore, originato in età precoce e mai risolto, anche se in età adulta viene in qualche modo anestetizzato, tuttavia continua a influenzarne i comportamenti in modo inconsapevole e coattivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            EFFETTI della ferita primaria
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - INSICUREZZA di SÉ e
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/autostima-la-chiave-di-volta-del-benessere-personale-e-interpersonale"&gt;&#xD;
      
           BASSA AUTOSTIMA
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - IMPULSIVITÀ, incapacità di gestire le emozioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - DIFFICOLTÀ a instaurare RELAZIONI AFFETTIVE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - sviluppo di una “personalità da sopravvivenza”: si mostra autonomia e sicurezza, ma il vuoto prevale ed emerge il desiderio di prossimità, qualunque sia, anche se dannosa o finta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ANSIA pervasiva / DEPRESSIONE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           COS'è LA DIPENDENZA AFFETTIVA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La dipendenza affettiva è uno squilibrio relazionale in cui ci si polarizza su uno o l’altro estremo del continuum relazionale dipendenza-indipendenza, spezzando in tal modo la fluidità del continuum e irrigidendosi su un solo tipo di relazione: aggrapparsi all’altro o rifuggirne. Entrambe sono reazioni difensive all’angoscia abbandonica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Proprio perché irrigidito su una delle due polarità, il dipendente, per un naturale bisogno di completamento, è attratto dal suo opposto, ovvero da soggetti all'apparenza estremamente indipendenti (come i narcisisti), e richiede una risposta altrettanto rigida da parte del partner destinato a svolgere un ruolo complementare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La dipendenza è un comportamento stereotipato, una sequenza fissa e rigida di azioni, un copione reiterato all’infinito che non tiene conto della realtà: per esempio nella persona co-dipendente, nonostante le speranze di cambiamento nel partner vengano regolarmente disattese, nonostante i fallimenti ripetuti, i progetti infranti, nonostante le promesse non mantenute, le menzogne reiterate, torna sempre prima o poi la propensione a ricominciare da capo, la disponibilità a puntare di nuovo e anche di più.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rischio di ricaduta: il dipendente che non ha elaborato la sua problematica sarà, al pari del partner, a rischio di ricaduta, ovvero reitererà la medesima relazione disfunzionale oppure ne comincerà un’altra ma ancora una volta con un soggetto difficile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I SEGNALI EMOTIVI della dipendenza affettiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - INSICUREZZA CRESCENTE (dubbi sulle proprie capacità e valore, ricerca costante dell’approvazione dell’altro, non sentirsi mai abbastanza)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - AUTOSTIMA MINATA (guardarsi esclusivamente con gli occhi svalutanti del partner)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ANSIA PERVASIVA (paura di dire o fare cose sbagliate, timore delle reazioni dell’altro, tensione per evitare i conflitti)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - TENSIONE EMOTIVA (anche nei momenti di tranquillità si ha sempre la sensazione che possa scatenarsi una tempesta improvvisamente)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - CONFUSIONE E DISORIENTAMENTO (dubbi sulla propria percezione della realtà, forse non si è visto o sentito bene, non si ricorda correttamente, si teme di esagerare, di avere un punto di vista troppo soggettivo o parziale)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - SENSO di COLPA ingiustificato (ci si trova a scusarsi anche per questioni di cui non si è effettivamente responsabili) e costante
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - STANCHEZZA EMOTIVA (sentirsi esausti e le attività che prima procuravano gioia ora non sono più entusiasmanti anzi un peso)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - SENSAZIONE di ESSERE IN TRAPPOLA (nonostante si riconosca razionalmente di non star bene e di voler uscire dalla situazione non si riesce a farlo, incatenati dalla paura di restare soli e non trovare niente di meglio)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - MONTAGNE RUSSE EMOTIVA (si vive immersi in continui sbalzi emotivi passando rapidamente dalla felicità alla tristezza)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SEGNALI COMPORTAMENTALI dei soggetti ABUSANTI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - BUGIE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - BISOGNI IGNORATI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - GIUDIZIO, CRITICA, RIFIUTO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - RIFIUTO dell'INTIMITÀ
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - MUTAMENTI REPENTINI del COMPORTAMENTO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - MANCANZA di SUPPORTO EMOTIVO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - VIOLAZIONE di PRINCIPI NON NEGOZIABILI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - CONTROLLO ECCESSIVO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - MANCANZA di RISPETTO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           M. Borgioni, D
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ipendenza e controdipendenza affettiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Alpes, 2015
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            V. Lingiardi,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Personalità dipendente e dipendenza relazionale, in Le dipendenze patologiche
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , a cura di Caretti, Barbera Raffaello Cortina Editore 2005 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/dipendenza+affettiva.jpg" length="81821" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 17 Nov 2025 21:48:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/dipendenza-affettiva</guid>
      <g-custom:tags type="string">dipendenza,controdipendente,dipendenze,paura del rifiuto,ferita primaria,co-dipendenza,attaccamento,angoscia,dipendente,difese,co-dipendente,ferita d'attaccamento,controdipendenza,legame madre-bambino,paura dell'abbandono,sensi di vuoto,paura di essere non visti,dipendenze affettive</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/dipendenza+affettiva.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/dipendenza+affettiva.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Vocabolario delle emozioni</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/vocabolario-delle-emozioni</link>
      <description>Glossario emotivo: dare un nome alle emozioni che proviamo</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Glossario emotivo: dare un nome alle emozioni che proviamo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/alfabeto+emotivo+%28eng%29+%282%29.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/le-emozioni-cosa-sono-e-a-cosa-servono"&gt;&#xD;
      
           'emozione
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è una funzione psichica complessa che viene provocata da uno stimolo o da un evento esterno. La funzione delle emozioni è dunque quella di essere uno strumento di "adattamento" all'ambiente, un indicatore che ci permette di comprendere in che modo gli altri si stanno rapportando a noi, in che situazione esterna ci troviamo: se pericolosa, sfidante, oppure accogliente o stimolante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A seguire proponiamo qui un
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           breve elenco delle emozioni fondamentali
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            in relazione all'evento che le ha provocate.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le emozioni sono un processo psichico complesso e costituito da diverse componenti (fisiologiche, cognitive, espressive-comportamentali) che variano da individuo a individuo. Il lettore può considerare di trascriversi di volta in volta in corrispondenza delle emozioni che ha provato nelle varie situazioni:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a) le modificazioni che sentito nel proprio corpo (freddo o caldo, rilassamento o contrazione muscolare,  ritmo del respiro, ritmo cardiaco, rossore, sudorazione, salivazione o secchezza del cavo orale, alterazione intestinale ...),
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            b) l'espressione facciale che ha percepito sul proprio volto,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C) il comportamento che ha adottato o l'impulso ad agire che ha provato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In tal modo sarò più semplice, in seguito, risalire da una sensazione corporea o da un comportamento all'emozione che ne sta alla base. In definitiva si potrà imparare a nominare le emozioni, a distinguerle e riconoscerle nei propri segnali corporei, poiché il corpo è il nucleo centrale dell'emozione, ciò che le dà forma e voce, attraverso cui si esprime.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           EMOZIONI PRIMARIE INNATE E UNIVERSALI
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ← legate a bisogni biologici
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           disgusto  ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            violazione del piacere
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           piacere ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             soddisfazione di un bisogno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           interesse  ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             curiosità esplorativa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ← legate all’interazione con l’ambiente
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           gioia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : si ottiene qualcosa di importante/ si raggiunge un obiettivo/ si supera un ostacolo/ si conclude una minaccia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           tristezza ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             si perde qualcosa di importante/non si raggiunge/qualcosa minaccia un obiettivo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           ansia ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             l’ambiente è percepito come imprevedibilmente minaccioso, il pericolo non è individuato, può essere dovunque
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           paura ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             si presenta una minaccia potenzialmente grave o incerta, il pericolo è ben definito e individuato
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           rabbia ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           un altro ha arrecato un danno con un’azione che avrebbe potuto evitare
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           sorpresa ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            qualcosa di inaspettato è accaduto
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           EMOZIONI SECONDARIE, ACQUISITE, SOCIALI
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ← legate all’interiorizzazione dell’educazione/della cultura
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           vergogna ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           si prova quando si trasgrediscono norme sociali in presenza di altri o nella possibilità di essere scoperti visti dagli altri (umiliazione)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           senso di colpa ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             si prova quando si arreca un danno a qualcuno che non lo merita/ si trasgrediscono regole interiorizzate (legato alla coscienza morale)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           indignazione  ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             vergogna e disprezzo verso un altro, trasgressore di norme sociali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           gelosia ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             si prova quando una terza persone minaccia un rapporto esclusivo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           invidia ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            si prova quando si desidera ottenere gli stessi risultati di un altro che ha più meriti
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           imbarazzo ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            non sapere come comportarsi: stato di perplessità per non saper risolversi tra contrastanti soluzioni, o per non vedere via d’uscita da una situazione difficile, o non saper come rispondere a quanto chiesto; anche, stato di disagio provocato da un sentimento di timore, di soggezione, di pudore
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           frustrazione ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            mancata soddisfazione di bisogni personali, vissuta come fallimento, mancata affermazione di sé
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           preoccupazione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
              ← stato d'animo ansioso   generato da un’idea fissa che occupa la mente
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           empatia ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            capacità di mettersi nei panni emotivi dell’altro
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           compassione ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            senso di partecipazione alle sofferenze altrui, unito al desiderio di alleviarle e di porre loro fine
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           coraggio
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             ← senso di risolutezza e fermezza di fronte alla fatica, alla sofferenza, alla paura
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           nostalgia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             ←tristezza + gioia: tristezza per qualcosa che si è perduto ma di cui si ha un bellissimo ricordo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           malinconia ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : tristezza generalizzata a tutto il vivere/senso di mancanza o di perdita radicale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           angoscia ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
              stato d’animo di impronta ansiosa ma ancor più invasivo, inquietante e paralizzante
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           ammirazione ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            attrazione verso qualcuno che si giudica bello e pregevole, di valore, e cui si vorrebbe somigliare
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           gloria
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
              ← senso di pienezza e onore per il successo del proprio valore
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           onore
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             ←senso di dignità per essere o sentirsi degni di rispetto, lode, ammirazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           disprezzo ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
              disgusto morale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           odio
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
              ← senso di profonda avversità e antipatia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           tenerezza ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             commossa amorevolezza verso ciò che è delicato, ingenuo, innocuo, vulnerabile
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           risentimento
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
              ← rabbia perdurante e rimuginante
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           rammarico
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
              (dispiacere e amarezza)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           /rimpianto
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (dispiacere e nostalgia)  ← persone o cose che sono state perdute, o  occasioni mancate (non aver fatto qualcosa che ha impedito o compromesso qualcosa di importante per noi) 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           rimorso ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            tormento provocati dalla consapevolezza di aver fatto male
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           rivalsa ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            brama di vendetta che permette di riparare la dignità perduta per un’offesa o un proprio errore che feriscono l’orgoglio
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           umiltà
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             ← senso di piccolezza, modestia, insicurezza 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           / 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            stato d’animo distaccato da ogni forma di orgoglio e sicurezza eccessivi di sé
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           speranza ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            attesa fiduciosa di qualcosa  che ci si augura avvenga secondo i propri desideri
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           delusione ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sentimento di amarezza di chi vede che la realtà non corrisponde alle sue speranze
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           irritazione/fastidio ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             si prova quando non si tollera qualcosa o la presenza o il comportamento di qualcuno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           esasperazione ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
              aggravamento, inasprimento
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           del dolore o del fastidio, che provoca una estrema irritazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           sollievo ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             sentirsi liberato dall’ansia, da un timore, da una grave preoccupazione o da una sofferenza fisica o psichica
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           conforto
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             ← sensazione di protezione e sicurezza e calore nei momenti di grande disagio o preoccupazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           impazienza
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             ← stato di insofferenza per qualcosa che irrita o molesta oppure di chi è ansioso per qualcosa o per l’attesa di qualcosa che gli risulta troppo lenta ad arrivare
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           inquietudine
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             ← stato d’animo turbato, insoddisfatto, preoccupato
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           insicurezza
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             ← senso di dubbio, di incertezza, pericolosità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           spaesamento
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            senso di disorientamento/smarrimento, estraneità,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           serenità
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            ← piena assenza di turbamenti, di insoddisfazioni e preoccupazioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           noia ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
              condizione di insoddisfazione frustrante, di indifferenza inquieta e disaffezione dolorosa verso una realtà vissuta come priva di significato, che induce passività, pigrizia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           meraviglia ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             senso di stupore per qualcosa non solo di inaspettato e bello, incantevole
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           eccitazione ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             emozione attiva, sensazione di slancio e invincibilità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           entusiasmo ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            eccitazione gioiosa e ottimistica
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           euforia ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            eccitazione fuori dal controllo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           esaltazione ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             eccitazione idealizzante qualcosa, qualcuno o se stessi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           estasi
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             ← stupore, smarrimento dei sensi e dell’intelletto, sensazione di essere fuori da se stessi, senza limiti e confini
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           compiacimento
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             ←  intima soddisfazione per un bene proprio (autocompiacimento) o di qualcun altro cui si è in qualche modo legati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           orgoglio ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            esagerato sentimento della propria dignità, dei propri meriti, della propria posizione o condizione sociale, per cui ci si considera superiori agli altri
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           soggezione ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           se
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            nso d’imbarazzo e di timidezza di fronte a qualcuno di valore, notevole per la posizione o condizione sociale, o verso ambienti nuovi, lussuosi, grandiosi e solenni
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           confusione ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            miscuglio indistinto di emozioni
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           disperazione ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
              stato d’animo di chi non ha più alcuna speranza ed è perciò oppresso da inconsolabile sconforto e da grave abbattimento morale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           vulnerabilità ←
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           stato d’animo in cui ci si sente esposti, attaccabili, fragili, indifesi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/alfabeto+emotivo+short+%28eng%29.jpeg" length="31695" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 15 Oct 2025 21:54:50 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/vocabolario-delle-emozioni</guid>
      <g-custom:tags type="string">compassione,rimpianto,rivalsa,odio,Consapevolezza di sè,rabbia,paura,dsprezzo,senso di colpa,ansia da prestazione,verg,imbarazzo,frustrazione,alessitimia,mente e corpo,fastidio,compiacimento,emozione complessa,esperienza corporea,ammirazione,emozione sociale,corpo,sens,confusione,delusione,spaesamento,interesse,noia,serenità,conforto,tenerezza,disgusto,inquietudine,vulnerabilità,invidia,sorpresa,comportamento,euforia,impazienza,umiltà,emozione,risentimento,malinconia,entusiasmo,emozioni,gloria,disperazione,rammarico,estasi,coraggio,sollievo,insicurezza,nostalgia,soggezione,angoscia,gelosia,onore,meraviglia,preoccupazione,tristezza,orgoglio,speranza,piacere,rimorso,irritazione,esasperazione,ansia,adattamento,gioia,corpo,ansia da separazione,empatia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/alfabeto+emotivo+short+%28eng%29.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/alfabeto+emotivo+short+%28eng%29.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I disturbi del comportamento alimentare</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/i-disturbi-del-comportamento-alimentare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I disturbi alimentari esprimono attraverso il corpo un disagio emotivo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/disturbi+alimentari.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Uno dei tratti più tipici nei disturbi alimentari è l’incapacità di vivere i fenomeni psichici e relazionali se non attraverso il comportamento e le sensazioni corporee. Questo fenomeno è definito CONCRETISMO. Il corpo cioè viene usato per rappresentare gli stati mentali e relazionali che non riescono ad essere espressi per altri canali. Per esempio si può percepire il disagio emotivo come l’impressione di ingrassare, o si può esercitare una condotta di astensione e restrizione del cibo come il bisogno di non farsi notare, di assottigliarsi. Analogamente le abbuffate bulimiche possono nascere dal bisogno di colmare un vuoto emotivo o al contrario per prendere le distanze da se stessi da emozioni spiacevoli troppo forti. Il digiuno rigoroso può rappresentare il bisogno di avere il controllo su se stessi. Quando la relatà psichica non riesce ad essere correttamente integrata è possibile che il corpo assuma un ruolo eccessivamente predominante per la continuità del senso del sé. Il corpo prende il posto della mente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I disturbi alimentari hanno a che fare con:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - un DEFICIT della REGOLAZIONE AFFETTIVA, cioè della capacità di gestire le emozioni, di non farsene travolgere e sopraffare.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - una COMPROMISSIONE della capacità di MENTALIZZAZIONE, ovvero la capacità di comprendere la mente degli altri e di se stessi, sia a livello cognitivo, sia a livello emotivo. Una componente fondamentale della vita psichica è la trasformazione delle esperienze in immagini mentali. Gli incontri fisici e le esperienze relazionali si trasformano in rappresentazioni interne, la realtà fisica diviene psichica e in tal modo è possibile riflettere sulla nostra stessa mente e su quella degli altri. La mentalizzazione implica un elemento autoriflessivo ed uno interpersonale. Il primo consente di comprendere se stessi, conoscere e definire la propria identità, il secondo consente di sviluppare abilità nel distinguere la realtà esterna da quella interna, le esperienze fisiche da quelle psichiche, i processi mentali intrapsichici dalle comunicazioni interpersonali. Mentalizzare significa allora avere la capacità di osservare se stessi da un punto di vista esterno e gli altri da un punto di vista interno. Mentalizzare è dunque anche UN’ABILITÀ SOCIALE.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Considerato l’importanza che la mentalizzazione ha nello stabilire relazioni sociali sane e per sentirsi sentiti dagli altri, un deficit di questa capacità può causare confusione, fraintendimenti, comportamenti inadeguati e rotture nelle relazioni. La tensione, la paura e in generale l’attivazione emotiva influiscono a loro volta negativamente sulla capacità di mentalizzare.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando si parla di COMPROMISSIONE della capacità di MENTALIZZARE, nei disturbi alimentari, si intende forme di distorsione della realtà psichica, in cui i fenomeni mentali vengono sperimentati attraverso impressioni corporee.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I disturbi alimentari sono caratterizzati da:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - EQUIVALENZA PSICHICA:l’incapacità di distinguere l’esterno dall’interno, la mente dal corpo, il proprio sé dagli altri. Ciò che esiste all’interno della mente equivale a ciò che esiste nel mondo esterno, vale a dire che i pensieri vengono percepiti come reali. Nell’ambito dei disturbi del comportamento alimentare le esperienze sensomotorie e corporee (come il peso, la forma, la fame) sono entità fisiche che funzionano come metafore dei fenomeni psichici. Per esempio, quando si viene colpevolizzati per quanto costiamo o per quanto spazio occupiano allora desideriamo di farci sempre più sottili per occupare meno spazio possibile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - TELEOLOGIA: la tendenza a fisicizzare la vita psichica e le relazioni, per cui la comprensione di sé e degli altri passa attraverso comportamenti fisici: solo un cambiamento fisico è considerato un vero indicatore delle intenzioni degli altri; ci si affida solo a ciò che è fisicamente osservabile; il corpo è utilizzato per rappresentare stati mentali. Nell’ambito del disturbo alimentare i grammi, le calorie, gli orari, le attività, gli schemi sono indicatori osservabili della vita psichica e relazionale. La perdita di peso è allora equiparata alla padronanza di sè e alla capacità di controllo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - ESPERIENZE DISSOCIATIVE che nell’ambito dei disturbi alimentari si riferiscono alla dissociazione dalle emozioni, dalle sensazioni fisiche e alle distorsioni nella percezione del proprio corpo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - DISSOCIAZIONE MENTE CORPO (soggetto iperincarnato e disincarnato): il soggetto con disturbo alimentare percepisce il proprio corpo come troppo reale (iperincarnato) o esageratamente irreale (disincarnato). Ha la tendenza a concentrarsi eccessivamente sugli aspetti esteriori negativi, o percepiti come tali, ed è incapace di prendere le distanze da questa insoddisfazione, in tal caso si parla di soggetto iperincarnato. Nel caso invece in cui ci sia una compromissione della consapevolezza delle proprie percezioni corporee, si parla di soggetto disincarnato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - DISTORSIONI dell’IMMAGINE CORPOREA (esperienze dissociative)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ALESSITIMIA: riduzione o assenza del pensiero simbolico, che comporta l’incapacità di individuare e descrivere le emozioni agli altri. Questa incapacità è legata ad una disconnessione tra la componente fisiologica e la componente cognitiva delle emozioni. Fissarsi allora su determinate qualità fisiche, come la magrezza o il muscolo allenato, aiuta a stabilire una forma di connessione con la realtà psichica attraverso la fisicità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - DEFICIT COGNITIVO (IPERTROFIA nell’ANALISI e DEFICIT di ELABORAZIONE GLOBALE) deriva dalla tendenza a concentrarsi ossessivamente su aspetti limitati (come i grammi, i tempi, i centimetri e le loro minime variazioni), che spinge alla ruminazione. Questo aspetto ha un impatto decisivo sulla capacità di relazionarsi agli altri e di farsi convolgere nelle loro questioni (mentalizzazione) e conseguentemente comporta un minor piacere nelle interazioni sociali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - DIFFICOLTÀ nella COMUNICAZIONE EMOTIVA (nell’espressione e riconoscimento delle emozioni). Bulimia e anoressia condividono la difficoltà di riconoscimento delle emozioni, mentre il deficit di espressione sembra essere presente soltanto nell’anoressia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - DIFFICOLTÀ nelle RELAZIONI SOCIALI: le difficoltà nella comunicazione emotiva comporta difficoltà nelle interazioni sociali, con conseguenze sull’adattamento sociale e favorendo l’isolamento sociale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - SENSO del Sé DEFICITARIO deriva da un’ampia varietà di carenze collegate al deficit cognitivo, all’immagine distorta del corpo e alle esperienze dissociative
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            P. Robinson, F. Skårderud, B. Sommerfeldt, Fame.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Trattare i disturbi alimentari con la mentalizzazione,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Astrolabio 2022
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            M.Cuzzolaro,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anoressie e bulimie
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Il Mulino, 2014
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h1&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            D. Cosenza,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il cibo e l'inconscio. Psicoanalisi e disturbi alimentari
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Franco Angeli 2025
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h1&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            C. Rainville,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Metamedicina 2.0. Ogni sintomo è un messaggio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Ed Amrita, 2000
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/disturbi+alimentari.jpg" length="12500" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 15 Sep 2025 21:37:07 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/i-disturbi-del-comportamento-alimentare</guid>
      <g-custom:tags type="string">accettazione di sé,dissociazione dalle emozioni,DSM-V,fisicizzare,dismorfismo,difficoltà relazionali,difficoltà nell'espressione emotiva,esperienze dissociative,mentalizzazione,equivalenza psichica,alessitimia,isomorfismo fisico psichico,distorsioni percettive,bulimia,deficit di elaborazione globale,senso del sé deficitario,sé deficitario,bisogno di controllo,anoressia,dissociazione mente corpo,difficoltà di comunicazione,deficit cognitivo</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/disturbi+alimentari.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/disturbi+alimentari.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La Vergogna</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/la-vergogna</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il crollo del sè
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/vergogna3.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il termine vergogna proviene dal latino
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           vereor
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , che significa temere.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nella lingua inglese
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           shame
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            deriva dalla parola indoeuropea
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           kam
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            che vuol dire nascondere.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La vergogna è un'emozione molto spiacevole che coinvolge l'individuo nella sua totalità, poiché nasce dalla perdita pubblica della propria immagine personale. L'immagine che abbiamo di noi stessi è l'insieme delle conoscenze e delle valutazioni positive e negative che gli altri ci rimandano. L'IMMAGINE PERSONALE è fondamentale in quanto sta alla base della nostra identità individuale e del nostro profilo di personalità. Inoltre contribuisce in modo determinante a stabilire la nostra posizione sociale. In tal senso ha a che fare con la DESIDERABILITÀ SOCIALE.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per tutti, in quanto esseri sociali, è naturale voler essere oggetto del desiderio degli altri, essere stimati e apprezzati, essere significativi. Il risultato psicologico più evidente della vergogna è uno senso di IMPOTENZA e di confusione prodotta dalla perdita della propria immagine sociale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Questa esperienza penosa di inadeguatezza e di impotenza toglie ogni valore al soggetto ponendolo in uno stato grave di ansietà, di disagio interiore e di sconforto. In tal senso la vergogna è una profonda ferita di se stessi che non dà pace. La vergogna comporta dunque una forte concentrazione di attenzione su di sé in modo negativo e autodistruttivo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Oltre ad esprimersi nell'impotenza e nella passività, nel desiderio di scomparire nell'isolamento sociale, è spesso collegata a forti esplosioni di rabbia: la vergogna può spingere l'individuo verso forme di recriminazione e di vendetta può essere dominato dall'idea fissa di rivalsa, per i responsabili,veri o presunti, della propria condizione di vergogna. Si tratta di una modalità distruttiva e persecutoria di rabbia chiamata FURIA da UMILIAZIONE,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           diretta contro se stessi e contro chi ha procurato questa esperienza penosa. Tale operazione psicologica svolge una funzione di difesa poiché in tal modo chi prova vergogna può riacquistare un certo grado di potenza e di controllo sull'esperienza all'origine della emozione spiacevole
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nell'esperienza della vergogna si verifica il FENOMENO del SÉ TRASPARENTE: la condizione in cui un individuo considera se stesso così come lo potrebbero considerare gli altri, i suoi pensieri riflettono quelli che ritiene siano i pensieri degli altri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’immagine personale è connessa alla tematica della PRESENTAZIONE di SÉ agli altri: si tratta di un'operazione strategica, poiché uno degli scopi più importanti è quello di migliorare la percezioni e le valutazioni che gli altri hanno di noi, in quanto in questo modo si acquisisce maggiore POTERE SOCIALE, il potere cioè di influenzare i comportamenti e le decisioni altrui. L'immagine personale influisce anche sull’AUTOSTIMA, in quanto attraverso di essa otteniamo autoaffermazione, gratificazioni e conferme, oppure svalutazioni e negazioni. Alla base della vergogna vi è una condizione di insufficienza e di inadeguatezza: si sperimenta il negativo di sé e della propria immagine. Si assiste quindi, alla MANCANZA di ACCETTAZIONE di SÈ.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La vergogna è un'
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           emozione focale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , cioè
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           selettiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , in quanto viene provata soltanto in riferimento agli ambiti “sensibili” per l'individuo, quelli cioè che sono rilevanti e cruciali: non si prova vergogna per qualsiasi tipo di mancanza o azione riprovevole, ma soltanto per ciò che è significativo per la propria immagine. La vergogna non è suscitata da certi eventi in quanto tali, bensì dai significati che ciascuno attribuisce a questi eventi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La vergogna è un'
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           emozione di conformità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , poiché è suscitata dalla rottura dei modelli di comportamento del gruppo di riferimento. L'attivazione dell'esperienza di vergogna nell'altro rappresenta allora una forma di controllo psicologico sul comportamento e sugli atteggiamenti dell'altro
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La vergogna è un
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           segnale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            importante per valutare lo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           stato delle relazioni personali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , poiché la sua comparsa indica spesso una condizione di crisi e di difficoltà delle interazioni sociali: quando affiorano emozioni di vergogna tra due persone o in un gruppo, vuol dire che la qualità dei loro rapporti è fortemente compromessa. La vergogna rappresenta dunque l'esito negativo delle relazione disfunzionali: vuol dire che il tipo di interazione esistente fra queste persone ha preso una direzione di disagio e di contrapposizione distruttiva anziché di benessere e di condivisione costruttiva.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La vergogna appartiene alla famiglia delle
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            emozioni autoriferite
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            cui appartengono anche colpa imbarazzo e orgoglio. In questo tipo di emozioni, il nucleo fondamentale dell'esperienza emotiva è dato da qualche avvenimento che pone se stessi al centro della consapevolezza nella valutazione di quanto è successo. L'immagine di sé viene in primo piano per essere rafforzata, nel caso dell'orgoglio o diminuita e danneggiata, nel caso della colpa e della vergogna. Le emozioni autoriferite sono emozioni sociali, in quanto vengono prodotte esclusivamente in un contesto sociale, in funzione delle relazioni che un individuo intrattiene con gli altri come risultato di questa loro caratteristica hanno rilevanti effetti sulla rete dei propri rapporti sociali: Il sentire l’emozione di vergogna, imbarazzo, orgoglio o colpa, modifica sensibilmente le relazioni con gli altri.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           VERGOGNA: COLPA, IMBARAZZO, ORGOGLIO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            VERGOGNA e COLPA
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Entrambe sono suscitate da comportamenti inadeguati, che comportano una condizione di fallimento o di trasgressione delle regole sociali. Rientrano nell'ambito delle
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            emozioni morali
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ossia emozioni suscitate dalla violazione delle norme e valori sociali e che comportano un senso di indebitamento nei confronti degli altri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La vergogna è un'emozione pubblica suscitata dalla sovraesposizione sociale e dalla effettiva o potenziale (il rischio di ) disapprovazione degli altri, mentre la colpa è un'emozione privata, generata dai rimorsi della coscienza morale. Tuttavia esiste anche una consistente percentuale di casi in cui la vergogna è sentita anche quando si è soli con se stessi, come memoria dell’esperienza vissuta.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella vergogna l'attenzione è rivolta direttamente alla totalità di se stessi con valutazioni negative, da cui deriva un profondo senso di indegnità e di impotenza per la propria immagine rovinata. “Chissà che cosa diranno gli altri di me”,”Chissà che cosa penseranno” oppure “Guarda come mi sono ridotto”. D’altro lato, nella colpa l'enfasi è orientata non su di sé ma soltanto sulla singola azione compiuta e sulle sue conseguenze. “Ho fatto una cosa terribile”. Da cui nascono uno stato di tensione e rimorso e la disposizione alla riparazione nei confronti della persona che ha subìto il danno. Questa differenza fra vergogna-sé “cattivo” e colpa-comportamento “cattivo” è alla base della profonda diversità fra queste due emozioni. Nel primo caso si assiste ad un crollo nella valutazione della propria identità, con effetto distruttivo e paralizzante ed emotivamente devastante. Nel secondo caso si assiste ad un giudizio negativo su una specifico comportamento, lasciando integro il sé.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mentre nella vergogna la sofferenza è generata dalla convinzione di essere percepito o valutato in maniera negativa, di essere riprovevole nella propria totalità e di aver perso pubblicamente il proprio onore e la propria dignità per sempre. Nella colpa al contrario la sofferenza è prodotta dalla consapevolezza di aver violato norme morali che regolano le azioni, per cui si crede di aver o si ha procurato un danno, psicologico o materiale, a qualcuno. Nella vergogna il fuoco dell'attenzione è il sè nella sua globalità e il grado di sofferenza di solito è intenso e penoso della colpa. Il rapporto con gli altri è di preoccupazione, per la valutazione della propria persona. È dominata dal desiderio di fuggire via, di nascondersi, o di vendicarsi. Nella colpa il fuoco dell'attenzione va invece sull'azione specifica, ad un comportamento circoscritto e perciò il grado di sofferenza è meno penoso della vergogna. In rapporto agli altri comporta preoccupazione per gli effetti della propria azione. La tendenza all'azione consiste nel desiderio di confessarsi, di scusarsi e di riparare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           VERGOGNA E IMBARAZZO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mentre nella vergogna c'è una compromissione della propria immagine personale, nell'imbarazzo si tratta del rischio di mettere in crisi la propria immagine. Perciò mentre nella vergogna ci può essere ruminazione e ricordo di eventi passati, l'imbarazzo è sempre legato a una situazione contingente e presente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'imbarazzo, diversamente dalla vergogna che richiede una trasgressione volontaria di standard e norme sociali, implica una trasgressione involontaria, casuale, non intenzionale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'imbarazzo può essere suscitato anche dalla semplice esposizione di sé al pubblico: è sufficiente la consapevolezza di diventare, spesso all'improvviso, oggetto di attenzione focalizzata per provare imbarazzo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tanto l'imbarazzo quanto la vergogna sono emozioni autoriferite: implicano una autoconsapevolezza, sia pubblica sia privata, poiché i soggetti più facilmente imbarazzabili sono inclini alla vergogna sono particolarmente Attenti alla valutazione degli altri sul proprio conto, temono di più il giudizio negativo e la disapprovazione, nonché vanno maggiormente alla ricerca di accettazione E approvazione sociale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Diversamente dalla vergogna l'imbarazzo è un'esperienza meno penosa, meno intensa e meno distruttiva Inoltre mentre la vergogna è un'emozione che perdura abbastanza lungo nel tempo l'imbarazzo costituisce un'esperienza transitoria e momentanea in quanto legata in modo stretto alla situazione presente contingente
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           VERGOGNA E ORGOGLIO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'orgoglio è esattamente l'antitesi della vergogna. Chi prova orgoglio sa di essere degno della stima e della considerazione degli altri, sa di meritare rispetto ammirazione e perfino riverenza. In alcuni soggetti l’orgoglio si trasforma in un sentimento di superiorità e di dominanza. Nonostante l'orgoglio sia l'esatto opposto della vergogna c’è una importante relazione fra le due emozioni. Esiste Infatti un circuito orgoglio vergogna: frequentemente chi prova orgoglio prova poi una sensazione di vergogna per il fatto di aver provato orgoglio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le emozioni costituiscono un flusso intricato interconnesso che per comodità di analisi e di comprensione separiamo indifferenti categorie emotive ma la vita emotiva è una dimensione unitaria e continua è ciò che viene chiamato vicissitudini delle emozioni un flusso un fascio di emozioni che non vengono mai da sole.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L. Anolli,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La vergogna,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Mulino 2010
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Cristiano Castelfranchi,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Che figura. Emozioni e immagine sociale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Il Mulino 2017
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            M. W. Battacchi, O. Codispoti,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La vergogna. Saggio di psicologia dinamica e clinica, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il Mulino, 1992
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            C. L. Cazzullo,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le ferite dell'anima. I meandri della vergogna,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Frassinelli
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2003
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            B. Rimé,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La dimensione sociale delle emozioni,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il Mulino, 2008
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/vergogna3.jpg" length="152461" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 12 Aug 2025 20:00:44 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/la-vergogna</guid>
      <g-custom:tags type="string">accettazione di sé,furia da umiliazione,immagine sociale,emozioni,mancanza di accettazione di sé,presentazione di sé,rabbia,senso di colpa,senso di impotenza,sé,colpa,desiderabilità sociale,emozione sociale,immagine pubblica,impotenza,vergogna,ansia,immagine personale,orgoglio,autostima,emozioni complesse,percezione di sè,comportamento,potere sociale,fenomeno trasparenza del sé</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/vergogna3.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/vergogna3.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'autolesionismo</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/l-autolesionismo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ferite fisiche che coprono ferite psicologiche
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/mani-c530e279.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           autolesionismo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             è un comportamento che danneggia il proprio corpo attraverso lesioni autoinflitte di varia origine (tagli, bruciatore, scorticature…), dirette e intenzionali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           autolesionismo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             è frequente nei disturbi di personalità borderline (ma talvolta anche negli altri disturbi di personalità) e può comparire in soggetti con disturbi d’ansia, depressione, disturbi del comportamento alimentare.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Funzioni dell’autolesionismo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le condotte autolesive servono a raggiungere diversi scopi, servono come:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a) strategia di gestione della disregolazione emotiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           b) punizione autoinflitta
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           c) definizione dei confini del sé
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           d) modo di comunicare un disagio e di chiedere aiuto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a) autolesionismo come strategia di coping
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           autolesionismo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            può costituire una strategia per fronteggiare la disregolazione emotiva: di fronte allo stato emotivo indesiderato e vissuto come intollerabile, il soggetto si ferisce cercando di ripristinare uno stato tollerabile. In questo senso l’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           autolesionismo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            sembra assumere la valenza di una 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           strategia disadattiva di coping
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            . Nel 2007 David Klonsky passa in rassegna diciotto studi, comprensivi di self-report e studi di laboratorio, sulle motivazioni e sulla fenomenologia dell’autolesionismo al fine di meglio comprendere il fenomeno e le funzioni cui risponde. A partire da questo studio il ricorso all’autolesionismo avviene primariamente come strategia di regolazione emotiva, al fine di alleviare emozioni negative acute e ridurne l’insorgenza. La messa in atto di 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           comportamenti autolesiv
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           i 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           consisterebbe dunque nel trasformare in sofferenza fisica (apparentemente più reale, visibile e dunque più facilmente gestibile) una sofferenza emozionale che non si è in grado di gestire: per un po’ ci si occupa solo del dolore fisico, distogliendosi temporaneamente da quello interiore. Il modello di funzionamento dell’autolesionismo viene descritto come segue:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            un’emozione negativa acuta precede la messa in atto del gesto autolesivo;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l’intenzione principale della messa in atto del gesto è il fronteggiamento e la riduzione dell’emozione negativa;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l’autoferimento determina una riduzione dell’emozione negativa ed una sensazione di sollievo: il taglio e il dolore causano infatti a livello cerebrale (ipofisi) un rilascio di endorfine che agiscono come antidolorifici naturali inducendo rilassamento e piacere (le endorfine sono infatti chiamate “ormone della felicità”). Ciò provoca dipendenza e assuefazione così che il soggetto è rinforzato a ripetere le condotte autolesive che gli producono piacere e al contempo ad infliggersi ferite sempre più profonde per ottenere il medesimo effetto.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alcuni studi hanno messo in evidenza il ruolo dei vissuti traumatici nelle condotte autolesionistiche. L’incapacità di regolazione delle emozioni deriva infatti soprattutto da esperienze traumatiche vissute durante l’infanzia, nonché da uno stile di attaccamento di tipo insicuro o disorganizzato.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           b) autolesionismo come punizione autoinferta
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una seconda funzione dell’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           autolesionismo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             è quella di auto-punirsi: in questo caso il soggetto si infligge dolore fisico per esprimere la rabbia verso se stesso, invece che nei confronti degli altri. Si tratta di persone caratterizzate da una forte componente autocritica e colpevolizzante.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E stata evidenziata una relazione fra gli abusi emotivi subiti nell’infanzia ed il successivo ricorso a condotte autolesive, in quanto gli abusi emotivi portano allo sviluppo di uno stile cognitivo fortemente auto-critico.
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            c) autolesionismo come definizione dei confini del sé
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le condotte autolesive sono modi per esercitare il controllo sul proprio corpo e sulle proprie emozioni e, attraverso questo controllo, per definire i limiti del proprio sé.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           d) autolesionismo come comunicazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           autolesionismo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            rappresenta anche un modo per comunicare agli altri il proprio disagio. Attraverso le ferite, infatti, la propria sofferenza appare evidente, attira lo sguardo e l’attenzione e si riesce così ad esprimere e chiedere aiuto avvalendosi delle domande e dell’iniziativa degli altri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tipologie di autolesionismo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La natura dell’autolesionismo è molteplice: oltre alle diverse modalità con cui ci si può lesionare il corpo, molteplici sono anche le cause che spingono alle 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           condotte autolesionistiche
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            .
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Negli anni Novanta, sono state identificate diverse tipologie di 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           autolesionismo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            sulla base del grado di danneggiamento dei tessuti e sulla base degli schemi comportamentali:
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           AUTOLESIONISMO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           MAGGIORE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            consiste in atti infrequenti e isolati che provocano un danneggiamento dei tessuti grave e permanente; solitamente è associato alle psicosi o alle intossicazioni acute e include atti quali la castrazione e l’enucleazione oculare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           AUTOLESIONISMO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           STEREOTIPICO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            comprende comportamenti ripetuti in modo costante e ritmico, che sembrano essere privi di un significato simbolico, comunemente associati a grave ritardo mentale, all’autismo o alla sindrome di Tourette; ne sono esempi il mordersi o dare colpi con la testa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           AUTOLESIONISMO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           MODERATO O SUPERFICIALE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            consiste in atti episodici o ripetuti a bassa letalità che comportano un lieve danneggiamento dei tessuti corporei (tagli, bruciature, abrasioni). Il soggetto utilizza strumenti esterni come rasoi, lamette, forbicine e compie 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           gesti autolesivi
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             che solitamente hanno un significato simbolico, in genere relazionale. All’interno di questo autolesionismo moderato si identificano tre forme principali:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           COMPULSIVO,
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            come la
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            tricotillomania
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (tirarsi icapelli) o
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l’onicofagia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (mangiarsi le unghie); si tratta di una forma di discontrollo degli impulsi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            b)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           EPISODICO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            è invece un tentativo di riacquisire un senso di controllo e padronanza di fronte a emozioni e pensieri intollerabili, mettendo in atto 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           comportamenti autolesivi
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            come tagliarsi, bruciarsi o colpirsi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            c)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           RIPETITIVO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , infine, è una 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           dipendenza dal comportamento autolesivo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , che può diventare identitario (Es. ‘sono un cutter’).
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fattori di rischio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alcune condizioni o fattori sono in grado di
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            aumentare il rischio
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            di mettere in atto condotte autolesive, tra questi citiamo:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - l’età: gli adolescenti e i giovani adulti sono, come abbiamo visto, i soggetti più a rischio;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - avere amici o partner autolesionisti: frequentare soggetti che manifestano comportamenti autolesivi aumenta il rischio di imitare questo stesso tipo di condotta;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - aver vissuto eventi traumatici;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - soffrire di altre patologie psichiatriche: come il disturbo borderline della personalità, la depressione, l’ansia, il disturbo post traumatico da stress oppure i disturbi del comportamento alimentare;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - fare abuso di alcol o di sostanze stupefacenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'autolesionismo come categoria diagnostica a sé stante
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Solo di recente, con il  DSM-V , l’ultima edizione del manuale psichiatrico statistico diagnostico, l’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           autolesionismo non suicidario viene definito
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            come categoria diagnostica a sé stante. I criteri per la 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           diagnosi
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           di autolesionismo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            proposti nel manuale sono
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Criterio A
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nell’ultimo anno, in cinque o più giorni, l’individuo si è intenzionalmente inflitto danni di qualche tipo alla superficie corporea in grado di indurre sanguinamento, lividi o dolore (per es. tagliandosi, bruciandosi, accoltellandosi, colpendosi, strofinandosi eccessivamente), con l’aspettativa che la ferita porti a danni fisici soltanto lievi o moderati (non c’è intenzionalità suicidaria).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Criterio B
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’individuo è coinvolto in 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           condotte autolesive
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            con una o più delle seguenti aspettative:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1. Ottenere sollievo da una sensazione o uno stato cognitivo negativi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2. Risolvere una difficoltà interpersonale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3. Indurre una sensazione positiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Criterio C
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           autolesività intenzionale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            (le 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           condotte autolesive
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ) è associata ad almeno uno dei seguenti sintomi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1. Difficoltà interpersonali e pensieri ed emozioni negativi (depressione, ansia, tensione, rabbia, disagio generalizzato, autocritica), che si verificano nel periodo immediatamente precedente al 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           gesto autolesivo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2. Prima di compiere il 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           gesto autolesivo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , presenza di un periodo di preoccupazione difficilmente controllabile riguardo al gesto autolesivo che l’individuo ha intenzione di commettere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Pensieri di autolesività
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            presenti frequentemente, anche quando il comportamento non viene messo in atto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            David Klonsky,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nonsuicidal Self-Injury
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (parte della serie:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Advances in Psychotherapy: Evidence Based Practice
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ), Hogrefe Publishing, 2011
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A.R. Favazza, R.J. Rosenthal,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Problemi diagnostici nell'automutilazione,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            in
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Hospital &amp;amp; Community Psychiatry, 44 (2), 134–140. Banca dati : APA PsycInfo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            R. Latella, C. Di Domizio,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cut scene
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            .
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un montaggio diverso sull’autolesionismo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Alpes 2025
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           M. Rossi Monti, A. D’Agostino, L’autolesionismo, Carrocci, 2009
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L. Drappo, M. Casonato. Autolesionismo, Hoepli 2005
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/mani-c530e279.jpg" length="97283" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 15 Jul 2025 21:45:59 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/l-autolesionismo</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/mani-c530e279.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/mani-c530e279.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I sintomi psicosomatici</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/i-sintomi-psicosomatici</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La mente mente, il corpo non mente
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/psicosomatica.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il corpo dà voce alla vita psichica, esprime il malessere della psiche e se non viene ascoltato grida.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La psicosomatica si fonda su una visione d’insieme del sistema mente-psiche e soma-corpo.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Dopo che il corpo umano è stato concepito come mero corpo organico, privo di emozioni, considerato solo sul piano fisico, la scienza medica sta finalmente 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ritornando 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           a considerare l’idea che lo stato psicologico dell’individuo influenzi in modo significativo le sua condizione fisica.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il concetto di psicosomatica è stato coniato da Georg Walter Groddeck, medico e psicanalista tedesco allievo di Freud, che per primo indagò il legame
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            tra 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           psiche e soma,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           la stretta connessione tra disturbo fisico e causa psichica
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Negli studi sull’isteria Freud aveva riconosciuto il somatico come campo di espressione dei pensieri rimossi (processo definito di “conversione”), distinguendo tra psichico e somatico, ma la somatizzazione dei conflitti psichici era stata poco considerata prima di Groddeck. Tra gli autori che ripresero le idee di Groddeck, vanno ricordati:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            1- il medico e psicoanalista Franz Alexander, uno degli psicanalisti cosiddetti “di seconda generazione”. Oltre ad essere considerato uno dei fondatori della medicina psicosomatica, è stato anche uno dei fondatori della criminologia psicoanalitica. Introdusse l’espressione di “esperienza emozionale correttiva”: il paziente deve fare esperienze emotive concrete che gli permettano di riparare l'influenza traumatica
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            2- Alexander Lowen, psicoterapeuta e psichiatra statunitense che elaborò la bioenergetica, una terapia psico-corporea affine a quella di Groddeck.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3- la biologa canadese Claudia Rainville, fondatrice della
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Metamedicina,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            disciplina secondo cui
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ogni sintomo della malattia è un messaggio del nostro inconscio, legato a sentimenti ed emozioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In sintesi: secondo Groddeck:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             l’INCONSCIO SI ESPRIME ATTRAVERSO IL CORPO: agisce sul buono o cattivo funzionamento degli organi allo scopo di obbligare l’io cosciente a soddisfare i propri bisogni, oppure a distogliersi da essi, se troppo pericolosi (per esempio, induce il mal di testa per distogliere l’io dal lavoro e costringerlo a riposare). L’Inconscio, infatti, in modo automatico e cogente, tende a preservare la vita e il benessere. Per Groddeck il corpo non è autonomo, ma plasmato dall’Inconscio.
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             l'INCONSCIO NON SI ESPRIME A PAROLE, MA attraverso SIMBOLI:  e così anche il sintomo è un
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            simbolo
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , messaggio del nostro 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            inconscio.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Tanto nelle malattie organiche, quanto nei sogni quello che appare (il sintomo nel caso di malattia o il contenuto manifesto nel caso dei sogni) è la rappresentazione metaforica del contenuto inconscio latente. Ciò permette di applicare il metodo psicanalitico alle malattie, per risalire ai loro contenuti nascosti.
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             il PROCESSO DI GUARIGIONE consiste nel DECODIFICARE IL SIGNIFICATO SIMBOLICO DEL SINTOMO e portarlo sul piano cosciente
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Groddeck, osservando strette corrispondenze, sia analogiche sia simboliche, tra parti del corpo e funzioni psichiche, individua 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           tre aree
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            del corpo che rappresentano 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           le tre dimensioni della psiche:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            TESTA: rappresenta il
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            regno DELL’INTELLETTO e
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             della COSCIENZA MORALE 
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            TORACE(
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            dalla gola al diaframma)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            :
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            regno del SENTIMENTO,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             dell’
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            AFFETTIVITÀ
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            .
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            ADDOME/PELVI (
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            parte viscerale e genitale): 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             regno delle Pulsioni,
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            dell’a
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            nimalità
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            .
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           COLLO ha la
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sua rilevante valenza simbolica, in quanto rappresenta la zona di confine e di passaggio tra la regione dell’intelletto (Testa) e quella dell’affettività e dell’istinto (Corpo).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           collo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            assume diversi significati simbolici: la capacità di guardare i diversi aspetti delle situazioni (muovere la testa), la capacità di riflettere sulle proprie motivazioni e azioni con umiltà (inclinare la testa), la capacità di affrontare le difficoltà (procedere a testa alta). Il torcicollo ha a che fare con un blocco relativo a queste capacità. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le patologie del collo in generale esprimono una distanza simbolica tra la mente intellettuale e il corpo, tra logica e pulsioni, tra ragione e sentimento. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La TESTA rappresenta “l’alto”, la razionalità, il CORPO esprime il “basso” emozioni e pulsioni. Quindi, chi accentra troppo l’attenzione nella zona della testa, cioè chi accetta e vive soltanto ciò che è razionale, ragionevole e logico, perde ben presto il suo rapporto con ciò che è emotivo e istintuale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La cefalea (“mal di testa”) rappresenta una “fuga” da una situazione difficile: serve a rompere il controllo su una realtà sovraccarica di tensione, o a  bloccare un intelletto che pensa troppo per cercare di gestire o di evitare un mondo pulsionale che preme per per uscire e soddisfarsi. La cefalea è il segnale di un conflitto tra ragione e pulsione, tra il mondo gelato, freddo e spigoloso del pensiero e quello caldo ed avvolgente delle emozioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            APPARATO DI SOSTEGNO (OSSEO E MUSCOLARE) 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le SPALLE: la contrazione dei muscoli, simbolizzano la fatica di sopportare responsabilità troppo pesanti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Le SCAPOLE, memoria delle ali,  sono il
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            simbolo  del volo, della libertà. Rappresentano la volontà di essere liberi, di rompere gli schemi, le consuetudini.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Così il dolore tra le scapole rimanda al senso di oppressione, o alle difficoltà di vivere liberamente, imponendosi una vita di impegno e dedizione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           TORACE o GABBIA TORACICA,
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            che ha il compito primario di proteggere gli organi rappresenta simbolicamente lo scudo che protegge l’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           affettività
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Un torace che si espande in maniera adeguata esprime una 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            personalità espansiva.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un torace che è bloccato esprime una 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           personalità implosa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , che ha difficoltà a
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            manifestare le emozioni e a vivere l’affettività, che cerca di tenere sotto
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           controllo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           le pulsioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           COLONNA VERTEBRALE:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ognuno dei tre segmenti, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           cervicale, dorsale e lombare
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , ed i relativi disturbi che possono interessarli, esprime problematiche differenti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel TRATTO CERVICALE, i sintomi i
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ndicano la difficoltà a mettere in relazione emozione e razionalità. Possono riguardare un 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           eccessivo controllo delle proprie emozioni, o un forte senso di responsabilità, la tendenza a farsi carico dei problemi degli altri fino alla negazione di sé, le difficoltà nel prendere decisioni per paura di fare la scelta sbagliata.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           TRATTO DORSALE: la tendenza
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ad assumere posture chiuse e “difensive” , a spingere in avanti le spalle e contrarre la cassa toracica concorrono a limitare i movimenti respiratori, ovvero, simbolicamente, a contenere emozioni quali 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           frustrazione, rabbia, tristezza, ansia e preoccupazione.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           TRATTO LOMBARE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            in genere i sintomi si presentano i
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            n relazione al non tenere in conto i propri limiti, esagerando nel fare, oltrepassando i limiti delle proprie forze e risorse, con comportamenti di eccessivo sacrificio o eccessiva sottomissione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Infine il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           COCCIGE (l’osso sacro)
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            unitamente alle OSSA DEL BACINO proteggono gli organi riproduttori della vita. Le patologie di queste parti sono
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            legati ad 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           una svalutazione sul piano sessuale.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           REUMATISMI: esprime il disagio sperimentato dal soggetto nell’adeguarsi ad una situazione vissuta come problematica. I dolori articolari possono nascere anche dalla paura per il futuro (di per sé problematico in quanto imprevedibile). Sono quasi sempre presenti in persone molto esigente nei confronti di se stesse o dei propri cari o che vivono un senso di impotenza nei confronti delle figure autoritarie. Queste persone provano emozioni di collera e un senso di rivolta, tenuti sotto silenzio contraendo i muscoli (impossibilità di movimento). La difficoltà di movimento diventa allora una limitazione auto-imposta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           APPARATO RESPIRATORIO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La funzione respiratoria è l’unica funzione ad essere sia involontaria (respiriamo senza che lo vogliamo) ma al contempo volontaria poiché possiamo intenzionalmente regolarne il ritmo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le vie respiratorie sono, insieme all’apparato digerente, le VIE DI SCAMBIO TRA L’AMBIENTE INTERNO E L’AMBIENTE ESTERNO, dove entra l’ossigeno, che viene distribuito dal sangue in tutto l’organismo, per poi raccogliere l’anidride carbonica e restituirla all’esterno. Le malattie respiratorie traducono gli scambi con l’ambiente circostante per quel che riguarda il nostro bisogno di “aria”, di libertà, di spazio e di autonomia. I problemi dell’apparato respiratorio sono connessi al tema della dipendenza.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ASMA si esprime mediante uno spasmo respiratorio. L’asmatico utilizza questo sintomo per esercitare un dominio sugli altri, attraverso lo spavento.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ALLERGIA: strategia difensiva nei confronti di sostanze esterne vissute come pericolose e problematiche, in cui le sostanze sono per lo più collegate a ricordi di eventi carichi di conflittualità). Può esprimere un timore inconscio del soggetto di venire in contatto con sostanze che potrebbero modificarlo (resistenza al cambiamento ciclico della vita). Oppure può esprimere una modalità di “sfogo” ad uno stile di vita compresso, in cui l’emotività è repressa e razionalizzata dall’altro. Spesso gli individui con allergie sono rigidi e poco tolleranti, abitudinari e temono la rabbia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LARINGITE E’ un modo di soffocare la comunicazione quando ci si trova imbarazzati o a disagio a parlare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           APPARATO CIRCOLATORIO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le patologie significative dell’apparato circolatorio sono collegate alla “CIRCOLAZIONE” DELLE EMOZIONI. Tutte le emozioni intense, da un grande spavento ad una gioia eccessiva, provocano modificazioni del battito cardiaco. Dalla TACHICARDIA, l’eccitazione che ne imprime l’accelerazione, alla BRADICARDIA, la depressione che ne rallenta il battito, all’iNFARTO, lo spavento o a una grande preoccupazione che ne provoca il blocco,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’IPERTENSIONE, l’aumento dei valori pressori, è associato al controllo degli impulsi. Gli ipertesi hanno la tendenza a inibire le reazioni di collera e anche quando hanno scoppi d’ira riescono comunque a mantenere un certo grado di controllo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           APPARATO DIGERENTE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’apparato digerente, come le vie respiratorie è una VIA DI SCAMBIO TRA L’AMBIENTE INTERNO E L’AMBIENTE ESTERNO, dove entrano gli alimenti, che vengono digeriti e assimilati dal sangue e distribuiti in tutto l’organismo, per poi restituirli all’esterno espellendone i resti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I disturbi gastrointestinali sono le patologie psicosomatiche che si verificano più di frequente ed hanno a che fare con la fiducia nelle relazioni sociali e con la capacità di selezionare le relazioni, quelle “buone”, sane o funzionali, e quelle “cattive”. I motivi psicologici sono collegati all’importanza primaria del rapporto affettivo tra figlio e madre (o il caregiver che ne fa le veci), come è stato osservato dalla Teoria dell’attaccamento. In tal senso i disturbi dell’apparato gastrointestinale, in varie forme e intensità, si ritrovano nella maggior parte delle persone.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           STOMACO Lo stomaco assorbe gli stimoli relazionali che vengono dall’esterno e li metabolizza, li “digerisce”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           DISTURBI DIGESTIVI: riguarda qualcosa che non è stato“digerito”, che è “rimasto sullo stomaco”, ovvero che non è accettato: idee, comportamenti, conflitti o situazioni che rifiutiamo perché in conflitto con le nostre pulsioni o valori morali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           GASTRITE: è collegata all’aggressività che, anziché dirigersi verso l’esterno, si rivolge all’interno, verso se stessi (aggressività autodiretta). Il “bruciore allo stomaco” descrive un fuoco che brucia all’interno, ma che non si esprime mai sotto forma di rabbia come ribellione. Avviene quando non ci si sente rispettati o apprezzati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ULCERA esprime l’impotenza verso una situazione ingiusta. La collera relativa a questa situazione continua a irritare tutte le volte che si torna sull’argomento (rode all’interno – l’acido cloridrico – fino a determinare rancore e astio).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           FEGATO: le malattie del fegato mostrano che l’uomo “ingerisce” più di quanto possa elaborare: indica smoderatezza, eccessivi desideri espansionistici e ideali troppo alti. Attraverso il fegato malato si impara la moderazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           STIPSI: collegata al bisogno di trattenersi, ci si trattiene per paura di imporre la propria presenza: paura di disturbare, di non piacere, di essere svalutato, rimproverato... Tipicamente le persone che soffrono di stitichezza sono chiuse, controllate, formali…e si presentano con un’immagine di sè “pulita”, ispirata a grandi ideali e governata dalla rettitudine.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            DIARREA (colon irritabile) Nella pancia giacciono le nostre emozioni più antiche. I fattori emozionali sono qui determinanti: le tensioni hanno bisogno di scaricarsi. Persone meticolose precise e, soprattutto, amanti della pulizie e dell’ordine. L’esperienza diarroica non dolorosa (rilasciamento completo del colon) indicherebbe depressione, sfiducia, senso di incapacità nell’affrontare il problema.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            APPARATO TEGUMENTARIO
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           PELLE è la zona di contatto tra l’ambiente interno e l’ambiente esterno. Le malattie della pelle esprimono una difficoltà o disagio nel rapporto con l’ambiente circostante sul piano del bisogno di affetto, intimità e accettazione da parte degli altri. La PSORIASI ha a che fare con la paura di entrare in contatto intimo con gli altri. La VITILIGINE rimanda alla vergogna. L’ORTICARIA si manifesta nelle situazioni invivibili, che non si riesce a sopportare, che “pizzica”, “prude”,“brucia”, cui non si trova una soluzione soddisfacente. Si tratta di solito di persone con atteggiamenti passivi verso il contatto fisico, caratterizzati da scarsa tolleranza all’ansia ed elevata vulnerabilità nei rapporti sentimentali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           G. Groddeck,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il Libro Dell'Es,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Mondadori 1978
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/psicosomatica.jpg" length="60256" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 17 Jun 2025 22:23:43 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/i-sintomi-psicosomatici</guid>
      <g-custom:tags type="string">Georg Goddreck,mente e corpo,rabbia,razionalità,psicosomatica,aggressività,repressione,canalizzazione</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/psicosomatica.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/psicosomatica.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La voce del sabotatore interno</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/la-voce-del-sabotatore-interno</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Compiacente. Il Perfezionista. Il Performante. Il Controllante. Il Previdente. L'Iper-razionale. L'Iperattivo. La Vittima. Il Rinunciatario.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/giudizio-b.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nell’ottica del modello psicologico del “teatro interno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ” (
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/l-io-e-le-sue-parti"&gt;&#xD;
      
           v. articolo pubblicato qui
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           )
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           la personalità non è una struttura unitaria e monolitica, ma è costituita a sua volta da una molteplicità di parti, o subpersonalità, che si esprimono ognuna con una propria voce. Le subpersonalità sono fra loro in relazione di dialogo, alleanza o conflitto; e talvolta, o spesso, una predomina sulle altre governando l’intera personalità secondo i bisogni e i comportamenti che la caratterizzano. Alcune parti come “Il Giudice interno” e “il Bambino interno” appartengono in misura maggiore o minore a tutti, in quanto incarnano rispettivamente la coscienza morale (il super-io) e l’inconscio pulsionale (l’Es), costitutivi della psiche umana. Queste, insieme a numerose altre parti si combinano in ciascun individuo in modo diverso andando a costituire le innumerevoli varietà degli individui. Ogni parte inoltre possiede due facce, una luminosa, positiva e costruttiva e una oscura, negativa e distruttiva. Il lato ombra viene chiamato "Sabotatore", in quanto ci ostacola nel raggiungimento del benessere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chi è il Sabotatore interno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il Sabotatore rappresenta il lato ombra, gli aspetti oscuri, cupi, negativi di ciascuna parte. Così, per esempio, se nel lato luce della subpersonalità del “Bambino interno”, gli aspetti positivi sono la spontaneità, la creatività, la libertà, l’intuizione, la genuinità, l’emozionalità, la giocosità, nel lato ombra si troveranno i suoi aspetti negativi, ovvero il senso di onnipotenza, il bisogno assoluto, la tirannia, l’incontenibilità. Analogamente, se gli aspetti di negativi della parte “Giudice interno” sono la svalutazione, l’arroganza, l’inibizione, la colpevolizzazione, d'altro canto, la sua positività risiede invece nella responsabilità, nel fornire un riferimento, una guida per le proprie azioni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cosa fa il Sabotatore interno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Sabotatore ostacola il raggiungimento della soddisfazione dei propri bisogni più autentici, la realizzazione dei propri ideali e valori. Fa lo sgambetto ai pensieri e alle azioni che possono condurre alla proprio piacere, all'autostima e alla realizzazione del proprio sé più autentico. É colui in definitiva che non ci permette di essere felici, di stare bene con noi stessi e gli altri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come riconoscere il proprio Sabotatore interno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Sabotatore interno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
              
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ha un suo linguaggio, facilmente riconoscibile in quanto si esprime attraverso criteri tipici quali:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a) generalizzare: “Tutti...Nessuno”, “Sempre...Mai”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           b) dogmatizzare/ doverizzare: “ E’ giusto...E’ sbagliato”, “ E’ bene...E’ male”,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           c) catastrofizzare/ terribilizzare: “Finirà tutto male”, “Non ce la farò mai”, “Sarà un disastro”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           d) giudicare/colpevolizzare: “E’ colpa tua…”. “Sei questo, sei quello..”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e) svalutare: “non sei buono a nulla”, “non ce la fai proprio”, “sei incapace, inetto, ignorante, stupido…”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           f) essere intollerante alle frustrazioni: “Non lo sopporto”, “Mi sento morire per quanto successo”, “mi suicido se accade..
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il linguaggio del Sabotatore, che si esprime in definitiva attraverso categorie assolute, dualistiche e rigide, sottende pertanto una logica facilmente confutabile dal punto di vita concreto della realtà, dove assolutismi, universalismi, dogmatismi non trovano spazio d’esistenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      &lt;font color="#000000"&gt;&#xD;
        
            Sono stati individuati
           &#xD;
      &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            nove possibili tipi di SABOTATORE:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           COMPIACENTE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           PERFEZIONISTA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           PERFORMANTE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           CONTROLLORE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           PREVIDENTE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IPER-RAZIONALE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IPERATTIVO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           VITTIMA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           RINUNCIATARIO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           IL COMPIACENTE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           INTENZIONE POSITIVA
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Creare armonia. Ricevere affetto e apprezzamento. Avere un clima sereno di lavoro o di vita.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           BISOGNO /COMPORTAMENTO
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Forte bisogno di essere amato e di piacere. Bisogno di continue conferme. Evitare il conflitto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cerca di ottenere accettazione e amore aiutando, compiacendo, salvando o adulando gli altri. Non esprime apertamente ciò di cui ha bisogno, fa sentire le persone obbligate a ricambiare.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           FALSE CREDENZE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Le brave persone mettono I bisogni degli altri prima dei loro”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Se non piaccio agli altri resterò solo”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Posso piacere a tutti se voglio.” 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SENTIMENTI
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Si sente egoista a dire apertamente cosa vuole. Preoccupato di allontanare gli altri se parla dei suoi bisogni. Carico di risentimento per essere dato per scontato, ma fatica a dirlo.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           EFFETTI COLLATERALI SU DI SE E SUGLI ALTRI.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non prendersi cura dei suoi bisogni, emotivi, materiali o finanziari. Risentimento e rischio di sindrome di burnout
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli altri possono sviluppare dipendenza e poca autonomia. Si sentono obbligati a ricambiare, in colpa, manipolati. Può essere considerato debole, falso, manipolatore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           IL PERFEZIONISTA
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           INTENZIONE POSITIVA
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Fare le cose a regola d'arte, non con superficialità. Non creare problemi agli altri. Non dover rilavorare le cose più avanti. Ricevere apprezzamento dagli altri. Sentirsi esperto. Evitare critiche.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           BISOGNO /COMPORTAMENTO
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Puntuale, metodico, attento ai dettagli, può essere irritabile, teso, sarcastico. Molto critico verso se stesso e gli altri. Forte bisogno di auto-controllo e di darsi delle regole. Lavora tantissimo per compensare la pigrizia e inadeguatezza degli altri. E’ estremamente sensibile alle critiche.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           FALSE CREDENZE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            "C’è il giusto e lo sbagliato. Io so cosa è giusto.”
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            “Devo fare le cose al meglio”
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            “Come lo faccio io non lo fa nessuno”
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            “Se non puoi farlo bene, non farlo affatto”
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            “Gli altri troppo spesso hanno standard bassi”
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            "Devo essere organizzato e metodico per far succedere le cose” «Odio gli errori» 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SENTIMENTI
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Frustrazione costante. Disappunto verso se stesso e gli altri, se non si rispettano gli standard. Ansia che gli altri rovinino il lavoro o l’ordine fatto. Sarcasmo, rabbia e frustrazione represse.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           EFFETTI COLLATERALI SU DI SE E SUGLI ALTRI
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Rigidità, poca flessibilità nel gestire il cambiamento e gli stili di comunicazione diversi dal suo. E’ una fonte di ansia e frustrazione. Causa risentimento e calo di autostima negli altri. Per quanto la gente si sforzi, non accontenterà mai il perfezionista.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           IL PERFORMANTE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           INTENZIONE POSITIVA
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Far sempre meglio. Migliorarsi. Cogliere nuove sfide. Superare le difficoltà. Competere e vincere.  Ricevere apprezzamento dagli altri.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           BISOGNO /COMPORTAMENTO
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Competitivo, interessato al successo, all’immagine, allo status. Bravo a coprire le sue insicurezze e a mostrare un’immagine vincente. E’ orientato all’obiettivo e workaholic. Ha bisogno di sempre nuove sfide, sempre nuove conquiste. Poca introspezione. Poco in contatto con i bisogni più profondi, propri e degli altri.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           FALSE CREDENZE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Se non posso eccellere, non mi interessa”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Devo essere sempre efficiente ed efficace”
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            “Si deve sempre fare meglio”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “L’obiettivo prima di tutto”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Io sono il migliore”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Nessuno è al mio livello”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Hai valore finchè hai successo”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Se non hai successo non vali niente” 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SENTIMENTI
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           A volte si sente svuotato e depresso, ma non indugia in quello stato d’animo e si rialza subito. Ha un po’ paura dell’intimità e della vulnerabilità. Avvicinarsi agli altri è pericoloso: vedrebbero che non è perfetto.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           EFFETTI COLLATERALI SU DI SE E SUGLI ALTRI
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Pace e felicità hanno breve durata. L’ accettazione di sè è continuamente condizionata al prossimo successo. Perde contatto con i sentimenti propri e degli altri. Può trascinare le persone nello stesso suo loop.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           IL CONTROLLORE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           INTENZIONE POSITIVA
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Verificare che non ci siano errori. Far bene le cose. Mantenere ordine e logica nel lavoro. Non dover rilavorare le cose più avanti. Lavorare con attenzione e cura. Evitare critiche.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           BISOGNO /COMPORTAMENTO 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Forte energia e bisogno di controllo e di prendersi carico delle cose. Alto livello di ansia e impazienza. Competitivo, cerca le sfide. Grande forza di volontà. Diretto, parla chiaro. Spinge le persone oltre la zona di comfort. Si esalta nel fare l’impossibile e andare contro le avversità. E’ stimolato dal conflitto e si stupisce quando gli altri si sentono feriti.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           FALSE CREDENZE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            "Se non controllo io, le cose vanno fuori controllo”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Se lavoro duro posso controllare la situazione e farla andare nella direzione desiderata”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Se non li controllo faranno sicuramente stupidate”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Gli altri hanno bisogno di me, sennò si perdono”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Devo organizzare tutto sennò non comincio” 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SENTIMENTI 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alto livello di ansia quando le cose non vanno come vuole. Rabbia e intimidazioni se gli altri non lo seguono. Impaziente con i sentimenti altrui e gli stili di comunicazione diversi dal suo. Si sente ferito e rifiutato a volte, ma raramente lo ammette.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            EFFETTI COLLATERALI SU DI SE E SUGLI ALTRI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ottiene risultati, ma a scapito dei sentimenti altrui. Gli altri si sentono controllati e non stimati, e non riescono ad accedere alle loro migliori risorse. Genera molta ansia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           IL PREVIDENTE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           INTENSIONE POSITIVA
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Prevenire i rischi. Prepararsi ad eventualità negative. Essere pronti e veloci con varie opzioni in caso di negatività. Evitare critiche.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           BISOGNO /COMPORTAMENTO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ha bisogno di certezze, prevedibilità, valutazione di opzioni. Tendenzialmente ansioso, cronicamente dubbioso di sè e degli altri. Molto sensibile ai segnali di pericolo, sempre in allerta. Sempre in attesa del peggio. Sospettoso. Poca fiducia negli altri, che faranno sicuramente casino. Trova rassicuranti le procedure, le regole, l’autorità, le istituzioni.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           FALSE CREDENZE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “E se va male?”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Se sbaglio mi salteranno tutti alla gola”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Io vorrei fidarmi, ma troppo spesso non ci si può fidare degli altri”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “E’ fondamentale avere almeno un piano B”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Non si può partire alla cieca”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Devo valutare tutte le possibili conseguenze” 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SENTIMENTI 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Scettico, anche cinico. Spesso ansioso e ipervigilante.
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           EFFETTI COLLATERALI SU DI SE E SUGLI ALTRI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ faticoso vivere così: l' ansia costante brucia un sacco di energia vitale, che potrebbe essere spesa altrimenti. Perde credibilità perché grida sempre «al lupo». Gli altri lo evitano perchè è spesso negativo e drena molta energia a chi gli sta intorno. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           L’IPER-RAZIONALE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           INTENZIONE POSITIVA
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Gestire le situazioni con lucidità e obiettività. Evitare di non avere una risposta.
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           BISOGNO /COMPORTAMENTO 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mente intensamente attiva. Processa tutto razionalmente, anche i sentimenti. Ha bisogno di lucidità, chiarezza, logica. Può apparire freddo, arrogante e geloso delle cose che sa. Ha un forte senso della privacy e non permette a molti di conoscere i suoi sentimenti. Mostra i sentimenti attraverso la passione per le idee. Non si fa coinvolgere dalla confusione. Può perdere il senso del tempo per la sua forte concentrazione. Esprime spesso scetticismo ed è incline al dibattito.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           FALSE CREDENZE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “La logica prima di tutto”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “I sentimenti distraggono e non sono rilevanti”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Molte persone sono irrazionali e confuse”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Ho bisogno di concentrazione assoluta quando lavoro”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Io uso pensiero e azione, i sentimenti distraggono”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “La conoscenza e la competenza valgono più di tutto per me”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “I bisogni e le emozioni sottraggono tempo ed energia ai miei progetti”
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SENTIMENTI
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Frustrato dall’eccessiva emotività degli altri. Ansioso di preservare il proprio tempo, energia e risorse dalle intrusioni. Si sente diverso, solo, e non capito. Spesso scettico e cinico.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           EFFETTI COLLATERALI SU DI SE E SUGLI ALTRI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Limita la profondità e flessibilità delle sue relazioni, analizzando piuttosto che vivendo i sentimenti. Intimidisce le persone meno analitiche di lui/lei.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           L’IPERATTIVO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           INTENZIONE POSITIVA
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Essere energetico, positivo, attivo. Non farsi prendere dalla tristezza o dall'inedia. Far un buon uso del proprio tempo. Usare le proprie risorse e talenti. Essere utile. Non rimandare le cose.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           BISOGNO /COMPORTAMENTO 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ sempre occupato, impegnato su più fronti e più progetti. Si distrae facilmente e può stare su più tavoli allo stesso tempo. Cerca l’eccitazione, la varietà, la novità non la sicurezza o la calma. Ha bisogno di essere sempre attivo, sempre in movimento. Esce velocemente dagli stati d’animo negativi. Non ha mai pace.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           FALSE CREDENZE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Non è abbastanza “
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Una cosa nuova è per forza più eccitante di una vecchia”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “I sentimenti negativi mi fanno schifo”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “La mia attenzione ha bisogno di cose eccitanti”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Gli altri non mi stanno dietro. Come mai?”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Un minuto passato senza fare niente è un minuto perso”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Se non sei sempre in attività sei un pelandrone” 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SENTIMENTI
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Impaziente. Ricerca e curiosità costante di qualcosa di nuovo. Paura di perdersi qualcosa di interessante. Senza riposo, sempre desideroso di novità. Preoccupato che i sentimenti negativi prendano il sopravvento.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           EFFETTI COLLATERALI SU DI SE E SUGLI ALTRI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sotto la superficie di divertimento ed eccitazione c’è un’ ansia di scappare dal momento presente, che potrebbe implicare anche sentimenti spiacevoli. Non vuole approfondire le cose e le relazioni, ma preferisce lasciare aperte le possibilità. Gli altri gestiscono a fatica la sua frenesia e il caos che crea.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           LA VITTIMA
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           INTENZIONE POSITIVA
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Ricevere aiuto e supporto. Essere protetto e accudito. Non ricevere richieste troppo faticose e pressanti. 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           BISOGNO /COMPORTAMENTO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se criticato o non capito tende a ritirarsi. Umorale, drammatizza le cose. Quando i problemi diventano importanti vorrebbe scomparire e rinunciare. Rabbia repressa. Depressione, apatia e costante fatica nel fare tutto. Attira l’attenzione degli altri attraverso i suoi problemi emotivi. Cerca di essere visto e accudito mostrando il suo lato debole.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           FALSE CREDENZE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Nessuno mi capisce.”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Povero me, mi capitano solo cose brutte.”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Devo avere qualcosa che non va. “
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Vorrei tanto che qualcuno mi salvasse da questo disastro”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “I sentimenti negativi in me durano tanto tempo”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Mi sento solo anche in mezzo a tanta gente” 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SENTIMENTI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Malinconia, senso di abbandono. Invidia e confronti penalizzanti con gli altri.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           EFFETTI COLLATERALI SU DI SE E SUGLI ALTRI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vitalità sprecata nel continuo rimuginare. Reagisce maltrattando e allontanando le persone. Gli altri si sentono impotenti, frustrati, incapaci di aiutare, in colpa. Riescono solo a mettere un cerotto, ma non riescono ad aiutare davvero nè ad alleviare la sofferenza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           IL RINUNCIATARIO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           INTENZIONE POSITIVA
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Evitare sofferenze, dolori, umiliazioni, conflitti. Evitare fatiche inutili ed eccessive. Gestire le proprie energie al meglio. Godersi quel che c'è. Stare sereno.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           BISOGNO /COMPORTAMENTO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si concentra sul positivo e sulle cose piacevoli evitando le cose difficili. Rifugge il conflitto e dice si anche quando non vorrebbe. Ha difficoltà a dire no. Riduce l’importanza dei problemi e cerca di deviarli sugli altri. Resiste al cambiamento in modo passivo-aggressivo. Ama le routines e le abitudini; rimanda le conversazioni difficili e le cose faticose. Ha bisogno di semplicità, di cose facili.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           FALSE CREDENZE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Forse se non ci penso questa cosa si risolve da sola”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Se affronto la cosa ferirò I suoi sentimenti. Meglio di no”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Se entro in conflitto con gli altri mi lasceranno”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Ho trovato un equilibrio. Non voglio comprometterlo”
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Preferisco lasciar correre piuttosto che fare una scenata” 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SENTIMENTI
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Paura che pace e serenità vengano compromesse. Ansia per ciò che ha evitato o rimandato. Rabbia e risentimento repressi. 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           EFFETTI COLLATERALI SU DI SE E SUGLI ALTRI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Negare i conflitti e le negatività impedisce di lavorarci su e cambiare le cose. Quello che si evita non se ne va da solo, ma spesso cresce. Le relazioni sono spesso superficiali. Gli altri hanno poca fiducia, perché non dice quasi mai cosa pensa veramente .
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Shirzad Chamine,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Positive Intelligence
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ,  ‎Greenleaf Book Group Llc, 2012   
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                    
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/giudizio-b.jpg" length="10798" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 13 May 2025 00:24:57 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/la-voce-del-sabotatore-interno</guid>
      <g-custom:tags type="string">Intelligenza positiva,Shirzad Chamine,giudice interno,teatro interno,Controllore,carattere,Compiacente,archetipi,Perfezionista,Previdente,Iperattivo,giudice interiore,subpersonalità,Rinunciatario,bambino interiore,psicologia positiva,Iper-razionale,Caratteri,personalità,sabotatore interno,Performante,Vittima,parti di sè</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/giudizio-b.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/giudizio-b.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il senso di colpa</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/il-senso-di-colpa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Emozione sociale complessa, fra rimorso, autocommiserazione, rabbia, tristezza,                     ansia e depressione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/senso+di+colpa3.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il senso di colpa,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           il peso della responsabilità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ll senso di colpa  (colpa, dal latino cŭlpa, indica un “comportamento con conseguenze dannose”) è l’emozione che si prova nel momento in cui si prende coscienza della propria responsabilità in un evento negativo, sia essa effettiva, presunta o immaginata.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il senso di colpa è un’emozione sociale o secondaria, cioè non innata come le primarie, ma si sviluppa nel tempo, fin dall’infanzia, attraverso
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.stateofmind.it/tag/societa-antropologia/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           l
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ’interazione sociale,  e l’interiorizzazione dell’educazione dei genitori e della società.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il senso di colpa è un’emozione complessa anche nel senso che è composta da più emozioni, in particolare  da un intreccio di rimorso e rammarico, autocommiserazione, rabbia e tristezza.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            É un’emozione che si attiva quando un soggetto ritiene di essere stato responsabile di un danno o di una delusione, reali o percepiti, o di aver compiuto un’azione contro i propri principi morali o le aspettative sociali, oppure quando sente di non essere all’altezza di ciò che gli altri si aspettano da lui.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il senso di colpa - come l’imbarazzo o l’orgoglio - è definita come 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           un’emozione auto-consapevole
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , in quanto implica la riflessione su di sé.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Esistono divesi tipi di senso di colpa:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           a) COLPA REATTIVA:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La ragione più ovvia per sentirsi in colpa è il 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           pensare di aver fatto qualcosa di sbagliato
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Questo tipo di colpa può far riferimento ad un danno fisico o psicologico a qualcun altro, alla violazione del codice etico o morale (es. tradire, mentire o rubare), a comportamenti che si ha giurato a sé stesso di non fare più (fumare, bere o mangiare troppo). È normale sentirsi in colpa, il problema è quando il pensarci diventa rimuginazione, e i
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           nficia il benessere quotidiano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           2) COLPA ANTICIPATORIA: s
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           i verifica per qualcosa che
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            non si è fatto, ma si vorrebbe fare, quando
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            pensare di commettere un atto contrario ai propri principi morali anche se non si ha ancora messo in atto queste azioni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           3) SENSO DI COLPA  da INSUFFICIENZA, derivante dalla sensazione di non aver fatto abbastanza
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per aiutare gli altri. Spesso questo senso di colpa si manifesta anche quando si deludono persone care, che avevano aspettative su di noi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           4) SENSO DI COLPA “DEL SOPRAVVISSUTO”,  legata alla morte degli altri appartenenti ad uno stesso gruppo o aggregato:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            è stato osservato nei reduci di guerra. Si verifica anche quando si perdono amici o familiari per esempio in un disastro naturale; tuttavia, questa sensazione si può provare anche semplicemente quando si hanno condizioni di vita migliori rispetto alla propria famiglia o agli amici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           5) SENSO DI COLPA ESISTENZIALE:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            si verifica quando una persona vive una lotta interiore con "chi è" e con "che cosa fa" e non sa quale sia il suo posto nel mondo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In prospettiva psicodinamica, il senso di colpa nasce dal conflitto tra le nostre pulsioni e i valori morali (giusto -sbagliato, buono-cattivo) ed è dunque strettamente collegato alla coscienza morale (definita da Freud Super-Io), quella parte della psiche costituita dall’insieme delle norme e degli ideali, che sono stati interiorizzati attraverso l’educazione dalla famiglia e dalla società. Il Super-io, regolato dal principio del dovere, si trova in conflitto con l’Es, la parte più primitiva e inconscia della psiche, sede dei bisogni e delle pulsioni, regolata esclusivamente dal principio del piacere. Se il motto dell’Es è “IO voglio!”, quello del Super-io è “IO devo!”. Il senso di colpa emerge quando c’è un conflitto tra l’Es e il Super-Io: quando i desideri dell’Es non sono socialmente accettabili, vengono repressi dal Super-Io, e il senso di colpa è una delle strategie con cui opera la repressione. Un Super-Io troppo rigido può generare un senso di colpa eccessivo. Tuttavia il senso di colpa svolge un ruolo essenziale nella regolazione del comportamento umano, svolgendo una funzione adattiva. Funziona infatti come meccanismo di autocontrollo che frena e impedisce di compiere comportamenti dannosi verso gli altri, preservando in tal modo i rapporti sociali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           senso di colpa può essere dunque funzionale o patologico
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            .
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il SENSO DI COLPA FUNZIONALE è un segnale che aiuta a mantenere l’equilibrio nelle interazioni sociali e nelle decisioni morali: connesso all’autocritica e all’autoconsapevolezza, spinge  correggere i propri errori, a chiedere scusa o a fare ammenda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il SENSO DI COLPA PATOLOGICO invece è un sentimento paralizzante. Quando diventa eccessivo o irrazionale, sproporzionato rispetto all’evento che lo ha scatenato, può innescare una spirale di auto-colpevolizzazione con conseguenti stati d’animo negativi, quali bassa autostima, ansia, depressione. Qui il senso di colpa non è più legato a un errore reale o a una trasgressione concreta, ma diventa una condizione cronica che pervade la vita della persona, facendola sentire inadeguata, colpevole e perennemente responsabile del malessere altrui.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il senso di colpa patologico è caratterizzato da:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            -
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            AUTOACCUSA IRRAZIONALE
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             : ci si accusa di eventi o situazioni che non derivano o non derivano totalmente da noi, come la morte di un parente, un divorzio
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            -
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            IPER-RESPONSABILIZZAZIONE
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             : ci si sente responsabili anche per circostanze che non possono essere controllate, come se si possedesse il potere di prevedere ogni possibile eventualità negativa.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            -
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            SENSO DI COLPA PER DESIDERI E PENSIERI
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             : ci si sente in colpa non solo per le azioni, ma anche per i pensieri e i desideri ritenuti “sbagliati” .
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il senso di colpa patologico provoca una serie di disturbi emotivi e psicologici, quali:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            -
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            l’ANSIA
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : stato di preoccupazione costante e indefinita, in cui si teme di aver fatto o di poter fare qualcosa di sbagliato. Ciò si manifesta con tutta la sintomatologia fisica associata, tra cui tachicardia, mal di testa, mal di stomaco,respiro corto e tensione muscolare e disturbi del sonno stati di irrequietezza, insonnia e difficoltà di concentrazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            - l
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            a DEPRESSIONE
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             : Il senso di colpa può abbassare l’autostima e portare a sentimenti di impotenza e autocommiserazione, che portano allo stato depressivo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            - le OSSESSIONI
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
              : ossessioni e comportamenti compulsivi (ad esempio il bisogno di chiedere costantemente scusa) che hanno lo scopo di alleviare il senso di colpa, e temporaneamente ci riescono, ma a lungo termine lo rinforzano.
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - la RABBIA verso se stessi, per aver sbagliato
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - la TRISTEZZA
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - l’ANGOSCIA
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           I
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             processi cognitivi che determinano e sostengono il senso di colpa sono il RIMUGINIO e la
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            RUMINAZIONE.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il rimuginio tiene vivo il passato nel presente analizzando in continuazione le cause delle proprie colpe e come si sarebbe potuto fare diversamente per evitarlo;  La ruminazione anticipa il futuro con continue immagini sulle possibili conseguenze negative delle proprie azioni. Questo stato psichico negativo arriva a compromettere la propria vita e quella relazionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Esiste un senso di colpa conscio
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             e uno
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           inconscio
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Il senso di colpa conscio è quello di cui si è consapevoli, che si identifica e si è in grado di descrivere in modo esplicito. Questo tipo di senso di colpa induce a riflettere su di sé, sulle proprie azioni e a cercare modi per porvi rimedio. Il senso di colpa inconscio, invece, non viene immediatamente identificato ed è connesso con i desideri inaccettabili e perciò repressi.  Questo senso di colpa si manifesta nelle 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           nevrosi.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In psicopatologia, il  ruolo del senso di colpa è assolutamente centrale nei disturbi ossessivo compulsivi. Mentre nei disturbi di personalità antisociale può essere totalmente assente. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           S. Freud
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Lettere 1873-1939,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Boringhieri ,1960
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            M. Klein, G. Meneguz,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Aggressività, angoscia, senso di colpa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Bollati Boringhieri 2012
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            R.Fimiani, F. Gazzillo, N. Dazzi, M. Bush,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il senso di colpa del sopravvissuto: caratteristiche teoriche, empiriche e cliniche.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           International Forum of Psychoanalysis,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            176-190. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           M. Bush, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il ruolo del senso di colpa in psicopatologia e psicoterapia,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            53 (2), (pag.97–107), 1989
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/senso+di+colpa3.jpg" length="126070" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 15 Apr 2025 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/il-senso-di-colpa</guid>
      <g-custom:tags type="string">emozione,Freud Lettere,senso di colpa adattivo,emozione sociale,comportamenti compulsivi,emozioni,senso di colpa del sopravvissuto,senso di colpa patologico,senso di colpa reattiva,senso di colpa anticipatorio,pensieri ossessivi,senso di colpa,senso di colpa esistenziale,ossessivo-compulsivo,emozione complessa,emozioni spiacevoli</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/senso+di+colpa3.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/senso+di+colpa3.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le funzioni della mente umana</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/le-funzioni-della-mente-umana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Conoscere e apprendere. Differenziarsi e definire la propria identità. Relazionarsi agli altri. Gestire le pulsioni. Adattarsi ed essere resilienti. Seguire valori e ideali. Dare significato alla propria vita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/centratura+benessere.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni soggetto umano, in quanto dotato di cervello, possiede una serie di funzioni mentali, il cui diverso sviluppo e organizzazione definisce poi la struttura psichica di ciascun individuo nella sua particolarità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tali funzioni sono riconducibili a quattro ambiti generali:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ambito dei processi cognitivi e affettivi (capacità di attenzione e apprendimento, capacità di sperimentare, comprendere e comunicare gli affetti, capacità di mentalizzare)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ambito dell’identità e delle relazioni (capacità di differenziazione e integrazione, la capacità di relazione e intimità e la regolazione dell’autostima)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ambito delle difese e del coping (capacità di controllo - intesa come regolazione degli impulsi, funzionamento dei meccanismi difensivi, capacità di adattamento e resilienza)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ambito dell’autoconsapevolezza e autodirezionalità ( la capacità di auto-osservazione, la capacità di costruire e ricorrere a ideali, la capacità di dare significato e direzione alla propria vita)
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vediamo in cosa consistono tali funzioni una ad una.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           PROCESSI COGNITIVI E AFFETTIVI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Capacità di attenzione e apprendimento:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           percepire ed elaborare informazioni (uditive, linguistiche, visuo- spaziali, motorie), regolare il focus attentivo, distribuire l’attenzione (multi-tasking), filtrare le informazioni non necessarie e apprendere dalle proprie esperienze (modificare il comportamento)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Capacità di sperimentare, comprendere e comunicare gli affetti:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sperimentare la gamma di stati affettivi ed emotivi, sia positivi sia negativi, di diversa intensità; riconoscere e comunicare ad altri la propria esperienza emotiva e affettiva in modo efficace e adattivo con modalità appropriate alla situazione, alle norme e alle aspettative del proprio contesto sociale. Un basso funzionamento comporta oltre che la difficoltà di identificare, differenziare, comunicare i propri sentimenti, anche la mancanza di immaginazione, una funzione psichica orientata all’esterno. La capacità immaginativa è fortemente influenzata dalla prime interazioni fra caregiver e bambino ed è connessa alla cognizione sociale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Capacità di mentalizzare
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : riflettere sugli stati mentali (emotivi, cognitivi e comportamentali) propri e altrui, formando rappresentazioni di sé e degli altri; è legata alla capacità immaginativa, è preconscia e finalizzata a comprendere e interpretare il comportamento in termini di stati mentali. Questa capacità consente all’individuo di utilizzare tali rappresentazioni nelle interazioni interpersonali, permette di descrivere ed esprimere il mondo interiore, di fare inferenze sugli stati mentali altrui, di regolare gli affetti e sviluppare un senso di sé coerente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IDENTITÀ E RELAZIONI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Capacità di differenziazione e integrazione:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           distinguere il sé dall’altro, la fantasia dalla realtà, le rappresentazioni interne dagli oggetti esterni e dalle circostanze, il passato dal futuro e dal presente; mantenere una rappresentazione differenziata, realistica, coerente e complessa di sé e degli altri e creare collegamenti tra queste rappresentazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Capacità di relazione e intimità:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           regolare la distanza – vicinanza in modo adeguato, a seconda dei rapporti e della cultura di appartenenza. Instaurare relazioni caratterizzate da diversità, profondità e stabilità. Una relazionalità matura dipende dal grado di relazioni stabili e mutualmente soddisfacenti, ma anche nella qualità dell’immagine che si ha di sé, degli altri e di se con gli altri. Include la sessualità, ovvero la consapevolezza dei propri desideri ed emozioni, la capacità di coinvolgersi in fantasie e attività sessuali soddisfacenti e di integrare la sessualità con l’emotività.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Regolazione dell’autostima:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           grado di sicurezza e autostima che caratterizza la relazione dell’individuo con se stesso, con gli altri e con il mondo. Un funzionamento ottimale consiste nel mantenere l’equilibrio tra l’autostima derivata dalla auto-valutazione di sé e quella derivata dallo specchio e dai rimandi degli altri. La regolazione dell’autostima include il controllo dei propri impulsi e la capacità di ottenere risultati dalle proprie azioni (autoefficacia) e di agire in modo trasformativo sugli eventi, anziché subirli passivamente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           DIFESE E COPING
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Capacità di controllo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (intesa come regolazione degli impulsi): regolazione degli impulsi ed espressione degli stessi in modalità adeguate all’ambiente sociale e della cultura di appartenenza. La compromissione di questa capacità può comportare l’espressione rigida o il controllo degli impulsi (inibizione) e affettività coartata: fenomeno che vede la persona solo apparentemente distante, distaccata e disinteressata, quando in realtà non sa come esprimere le emozioni che prova.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Funzionamento dei meccanismi difensivi :
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           modalità di gestione degli impulsi, dei desideri, dei conflitti interni; capacità di modulare l’ansia derivante da conflitti interni o da sfide esterne (sublimazione, proiezione, identificazione, rimozione,...) senza ricorrere a distorsioni della percezione di sé e dell’esame di realtà (psicosi), o ad un uso eccessivo di acting out (azioni aggressive e impulsive utilizzate dall’individuo per esprimere vissuti conflittuali e inesprimibili attraverso la parola e comunicabili solo attraverso l’agito)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Capacità di adattamento e resilienza:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           capacità di adattarsi all’imprevisto e al cambiamento, capacità di reggere e superare l’incertezza, la perdita, lo stress e le sfide della vita. Può includere l’empatia, il riconoscimento dei punti di vista alternativi e l’assertività.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           AUTOCONSAPEVOLEZZA E AUTODIREZIONALITÀ
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Capacità di auto-osservazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : capacità di osservare la propria vita mentale interiore in modo consapevole e realistico, comporta una maggiore consapevolezza di sé
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Capacità di costruire e ricorrere a ideali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : costituisce il senso morale di un individuo. É la capacità dei soggetti di formulare i propri valori e ideali, la capacità di prendere decisioni consapevoli basate su un insieme coerente, flessibile e integrato di principi morali e la consapevolezza dell’impatto che le proprie decisioni hanno sulle altre persone. La capacità dei soggetti di formulare i propri valori e ideali rispecchia la percezione che si ha di sé all’interno del contesto culturale di appartenenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Capacità di dare significato e direzione alla propria vita:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           capacità di costruire una narrazione personale di sé, in grado di fornire coerenza e significato alle proprie scelte e un senso di direzionalità e progettualità. Ad alto funzionamento, questa capacità consente all’individuo di pensare al di là delle preoccupazioni immediate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lingiardi, McWilliams,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           PDM-2, manuale diagnostico psicodinamico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ,  Raffaello Cortina 2020 (asse M, pag.83-4; 129; 85-126)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/centratura+benessere.jpg" length="13784" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 17 Mar 2025 22:30:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/le-funzioni-della-mente-umana</guid>
      <g-custom:tags type="string">funzioni mentali,capacità di relazione e intimità,capacità di mentalizzare,difese,capacità di attenzione e apprendimento,capacità di adattamento e resilienza,controllo,capacità di auto-osservazione,capacità di costruire e ricorrere a ideali,,intimità,PDM,dare significato,resilienza,attenzione,PDM2,regolazione degli impulsi,integrazione,capacità di differenziazione e integrazione,capacità di controllo,funzioni psichiche,differenziazione,autoconsapevolezza,relazioni,meccanismi di difesa,auto-osservazione,capacità di sperimentare,comprendere e comunicare gli affetti,autodirezionalità,autostima,mentalizzazione,comunicare,adattamento,funzionamento dei meccanismi difensivi,capacità di dare significato e direzione alla propria vita,Vittorio Lingiardi,sperimentare,comunicare gli affetti,processi cognitivi e affettivi,regolazione autostima,identità,Nancy McWilliams,apprendimento</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/centratura+benessere.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/centratura+benessere.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I meccanismi di difesa</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/i-meccanismi-di-difesa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Strategie di sopravvivenza per i conflitti interiori
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/meccanismi-di-difesa2.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I MECCANISMI DI DIFESA sono operazioni psichiche inconsce che hanno la funzione di fronteggiare (di difendersi, appunto, da) qualsiasi evento perturbante, che andrebbe a inficiare l'integrità dell'Io, la sua stabilità e il suo equilibrio interno. Sono STRATEGIE innate e automatiche, originariamente sane in quanto adattive, che ogni individuo mette in atto inconsapevolmente, per affrontare le situazioni stressanti e mediare i conflitti interni fra bisogni e pulsioni da una parte e, dall’altra, divieti e doveri interiorizzati dalla realtà esterna (famiglia, società). Servono dunque a prevenire e arginare l’ansia e mettono al riparo da delusione, mortificazione, umiliazione e vergogna, contribuendo in tal modo a difendere il senso di sicurezza interiore.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I meccanismi di difesa non sono un semplice fenomeno intrapsichico, operazioni che avvengono nello spazio chiuso della psiche, bensì sono influenzati e plasmati continuamente dal contesto interpersonale. Si originano nella prima infanzia come strategie di sopravvivenza quando i bisogni primari del neonato (nutrimento, affetto, cura, protezione) non vengono soddisfatti o mal soddisfatti dai genitori. I meccanismi di difesa continuano ad operare in senso ADATTIVO per tutta la vita e si possono trasformare da forme immature in forme più evolute.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Attualmente i meccanismi di difesa non sono più di pertinenza esclusiva della psicopatologia, ma vengono considerati anche per il ruolo che svolgono nello sviluppo della personalità e nell’espressione delle dinamiche relazionali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La scelta inconscia e automatica del particolare TIPO DI DIFESA o di una serie di difese adottate disegna infatti una particolare STRUTTURA DI PERSONALITÀ. La scelta del particolare tipo di difesa è determinata da una complessa interazione fra diversi fattori:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - temperamento costituzionale;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - natura dei disagi subiti nella prima infanzia;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - imitazione dell’esempio dato, e a volte deliberatamente insegnato, dai genitori e da altre figure significative;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - vantaggi sperimentati nell’uso di particolari difese (in base all’effetto di rinforzo, secondo la teoria dell’apprendimento).
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Secondo il modello strutturale psicodinamico, evoluzione della psicoanalisi, il mondo intrapsichico viene visto come un mondo in conflitto fra le tre istanze:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Super-io, Io, Es.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'Es è l'istanza, innata, totalmente inconscia, che tende unicamente allo scarico dell’energia pulsionale e istintuale accumulate. Risponde perciò al principio del piacere. Il Super-io è acquisito, deriva dall’interiorizzazione per lo più inconsapevole dell’educazione, dai valori famigliari a quelli culturali. È essenzialmente inconscio, ma può essere portato alla coscienza.  Incorpora due funzioni: quella della coscienza morale e quella dell'ideale dell'Io. La prima proscrive, cioè dice al soggetto cosa non deve fare e come non essere, sulla base dei valori interiorizzati dall’educazione, mentre la seconda prescrive, cioè detta al soggetto cosa deve fare e come essere. Se dunque l’Es è governato dal principio di piacere e il suo motto è “Io voglio!”, Il Super-io è governato dal principio del dovere, il suo motto è “Io devo!”. L’io, infine, è governato dal principio di realtà “Io posso/non-posso” e ha la funzione di mediatore fra le due istanze così totalmente opposte dell’Es e del Super-Io. Anch'esso è acquisito, derivando dallo sviluppo delle funzioni cognitive ed emotive e dall'esperienza.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le tre istanze fondamentali della psiche sono dunque in conflitto fra loro e tale conflitto genera angoscia, un senso di spaventoso terrificante orrore per il vuoto generato dalla disgregazione dell’Io, cioè dal conflitto. L'angoscia rappresenta un segnale per la psiche, che avverte così la necessità di trovare un “modo” per difendersi, un meccanismo che compia un compromesso fra le istanze in lotta, che tenti di contenere (rimuovendo, spostando, trasformando...) la potenza incontenibile dell'Es.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ogni meccanismo di difesa ha però dei costi per la psiche, ovvero il sintomo. Il sintomo, fisico, psichico, o comportamentale, costituisce la 'via di sfogo' o di espressione moderata, trattenuta, delle pulsioni irrazionali e incontenibili dell'Es. Tale sintomo viene definito SINTOMO NEVROTICO ed è generalmente in relazione simbolica con la pulsione o l'oggetto della pulsione repressa.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La sequenza è dunque: conflitto - angoscia - meccanismo di difesa – nevrosi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Gli obiettivi che la psiche (l’inconscio) si propone nel mettere in atto i meccanismi di difesa sono essenzialmente:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a) FRONTEGGIARE (evitare o gestire) un SENTIMENTO INTENSO e MINACCIOSO, nel senso di destabilizzante (l’angoscia, o una grave perdita o un dolore insopportabile e altre esperienze emotive disorganizzanti);
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           b) REGOLAZIONE della OMEOSTASI PSICHICA, nella relazione fra il sé e l’ambiente: i meccanismi difensivi definiscono i modi per interagire con il mondo fronteggiandone le difficoltà, regolano le emozioni e riducono i conflitti, interni e/o esterni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           b) MANTENIMENTO dell’ AUTOSTIMA: attraverso l'equilibrio psichico l'Io riesce a raggiungere i suoi obbiettivi e a ricavarne un senso di autoefficacia che va ad alimentare l'autostima.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I MECCANISMI DI DIFESA vengono concettualmente distinti in primari o PRIMITIVI o IMMATURI (o di ordine inferiore), e secondari o EVOLUTI o MATURI (o di ordine superiore). Quelli primari si strutturano quando ancora non si è delineato il confine fra mondo interno e mondo esterno nel soggetto, quindi in una fase precoce dello sviluppo del bambino; sono associati alla fase pre-verbale, operano in maniera globale e indifferenziata, fondendo dimensioni cognitive, affettive e comportamentali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Caratteristiche delle difese primarie, in quanto emergenti nella fase pre-verbale dello sviluppo, sono due qualità: il mancato raggiungimento del principio di realtà e la mancata percezione della separatezza e della costanza di coloro che sono esterni al sé. Per esempio il diniego è considerato una difesa primitiva rispetto alla rimozione: il primo è un processo immediato e non razionale che fa sì che magicamente l’Io dica “ciò non sta accadendo”; il rimosso è invece qualcosa che è stato in qualche modo conosciuto, che è arrivato alla coscienza, ma che poi viene consegnato all’inconsapevolezza; è come se l’Io dicesse “è accaduto, ma lo dimenticherò perché è troppo doloroso”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le difese immature sono comunque operanti, in misura più o meno presente, in tutti noi, anche se non abbiamo una struttura di personalità borderline o psicotica; quello che caratterizza questi tipi di personalità è l’assenza di difese mature, oltre alla diffusione della personalità al posto dell’integrazione, e all’assenza del senso di realtà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I meccanismi di difesa possono essere classificati in modo gerarchico, lungo un continuum di adattamento-disadattamento (maturità-immaturità).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli individui tendono a specializzarsi utilizzando le stesse difese nelle stesse situazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I meccanismi di difesa hanno aspetti funzionali e aspetti disfunzionali:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - costituiscono una risposta individuale, sviluppata per eliminare o alleviare le situazioni di conflitto o di stress
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - sono lo strumento principale con cui il soggetto gestisce le emozioni spiacevoli
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - distorcono la realtà interna e/o esterna
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - distorcono la relazione tra emozione e idea, e tra soggetto e oggetto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - producono una sintesi creativa fra bisogni, sentimenti, pensieri, comportamenti appresi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - sono più spesso sani che patologici: possono essere sia adattivi che disadattivi, la loro capacità adattiva va calcolata in base alla rigidità, all’intensità e al contesto in cui agiscono. Se troppo rigidi, pervasivi e eccessivi o inadatti alla situazioni, tali da alterare le relazioni, sono da considerarsi patologici
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           quando ripetitivi e non più attuali (non più necessari nel presente) finiscono per preparare il terreno al sintomo nevrotico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - mostrano capacità maturative nel tempo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            R.B. White, R.M. Gilliland,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I meccanismi di difesa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Astrolabio 1977
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           V.Lingiardi, Fabio Madeddu,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I meccanismi di difesa
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Raffaello Cortina, 2023
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A. Freud,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’io e i meccanismi di difesa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Giunti 2017
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/meccanismi+di+difesa2.jpg" length="78381" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 04 Feb 2025 18:36:10 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/i-meccanismi-di-difesa</guid>
      <g-custom:tags type="string">strategie adattive,Io Es Super-io,Super-io,R.B. White,resistenze,Freud,angoscia,nevrosi,meccanismi di difesa secondari,coscienza morale,meccanismi di difesa,omeostasi psichica,Pulsioni inaccettabili,meccanismi di difesa primari,meccanismi difensivi,conflitto,meccanismi di difesa primitivi,meccanismi di difesa evoluti,psicologia,R.M. Gilliland,Lingiardi,conflitti intrapsichici,sintomo nevrotico</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/meccanismi+di+difesa2.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/meccanismi+di+difesa2.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Resilienza</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/resilienza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La resilienza è una qualità umana che consente l’adattamento alle avversità della vita
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/resilienza3-e88988eb.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il termine 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           resilienza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            deriva dal termine latino “resilire”, da “re-salire”, saltare indietro, rimbalzare. Il termine è stato usato originariamente nell’ambito della
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            scienza dei materiali
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           per indicare la proprietà che hanno alcuni elementi di conservare la propria struttura o di riacquistare la forma originaria dopo essere stati sottoposti a schiacciamento o deformazione. In
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            biologia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e in
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ecologia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            la 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           resilienza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            esprime la capacità di un sistema di ritornare a uno stato di equilibrio in seguito ad un evento perturbante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           psicologia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            esprimere la capacità dell’individuo di fronteggiare un evento o una situazione stressante, acuta o cronica, riorganizzando in modo adeguato  la propria vita dinanzi ad essi, allo scopo di ripristinare l’equilibrio psico-fisico precedente allo stress. La 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           resilienza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             è la capacità di autoripararsi dopo un danno, di far fronte, resistere, ma anche costruire e riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita nonostante situazioni difficili che fanno presagire un esito negativo. In relazione alla
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           resilienza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            risultano dunque importanti le risorse che stanno alla base delle capacità di autoriparazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La letteratura scientifica dimostra che la 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           resilienza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            e’ un fenomeno ordinario nell’essere umano e non stra-ordinario: è derivante da uno sviluppo sano dal punto di vista biologico, sociale ed emotivo nelle famiglie, nella scuola e nelle comunità ben funzionanti. Non è di dominio di pochi privilegiati, ma potenzialmente di tutti gli individui. Le persone generalmente si dimostrano 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           resilienti,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            trovano il modo sapersi adattare a situazioni drammatiche e traumatiche come incidenti, lutti, calamità naturali...
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Essere 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           resilienti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            non significa non sentirsi in difficoltà o non provare stress; il dolore emotivo, la tristezza e altre emozioni spiacevoli sono inevitabili nelle avversità della vita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           resilienza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            non é un tratto stabile e immodificabile della personalità, ma al contrario è definita da comportamenti, pensieri e atteggiamenti che possono essere appresi e sviluppati da qualsiasi soggetto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La resilienza non va confusa con la resistenza, ossia con la capacità di una persona di resistere, vale a dire di opporsi, non di adattarsi, a particolari eventi negativi o comunque perturbanti le condizioni di normalità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Caratteristiche della resilienza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le persone resilienti sono sostanzialmente ottimiste, flessibili e creative, in grado di lavorare in gruppo e attingere alle proprie e altrui esperienze. Le persone più 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           resilienti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            presentano: impegno, controllo e gusto per le sfide.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             IMPEGNO, ovvero la tendenza a lasciarsi coinvolgere nelle attività
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             LOCUS OF CONTROL INTERNO, ovvero la convinzione di poter dominare gli eventi che si verificano al punto da non sentirsi in balia degli stessi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             GUSTO PER LE SFIDE, ossia predisposizione ad accettare i cambiamenti non vivendoli come problematici
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           resilienza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             è, dunque, una funzione psichica che si modifica nel tempo in rapporto all’esperienza, ai vissuti e, soprattutto, al cambiamento dei meccanismi mentali che la sottendono.
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fattori di rischio e fattori protettivi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           persone
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            resilienti
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           trovano in loro stessi, nelle relazioni umane, e nei contesti di vita, quegli elementi di forza per superare le avversità, definiti fattori di protezione contrapposti ai fattori di rischio, che invece diminuiscono la capacità di sopportare il dolore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Tra i
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fattori di rischio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            che espongono a una maggiore vulnerabilità agli eventi stressanti, diminuendo la 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           resilienza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            troviamo:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I fattori emozionali: abuso, bassa autostima, scarso controllo emozionale,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            I fattori interpersonali: rifiuto dei pari, isolamento, chiusura
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I fattori familiari: bassa classe sociale, conflitti, scarso legame con i genitori, disturbi nella comunicazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I fattori di sviluppo: ritardo mentale, disabilità nella lettura, deficit attentivi, incompetenza sociale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra i
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fattori protettivi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , invece, sono individuali e familiari.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I fattori individuali: essere primogenito, buon temperamento, sensibilità, autonomia, competenza sociale e comunicativa, autocontrollo, e consapevolezza e fiducia che le proprie conquiste dipendono dai propri sforzi (locus of control interno), inoltre il comportamento seduttivo, che consente di essere benvoluti e di riconoscere e accettare gli aiuti che vengono offerti dall’esterno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I fattori familiari: elevata attenzione riservata al bambino nel primo anno di vita, qualità delle relazioni tra genitori, sostegno alla madre nell’accudimento del piccolo, coerenza nelle regole, supporto di parenti e vicini di casa o comunque di figure di riferimento affettivo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fattori che sviluppano la resilienza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ possibile individuare cinque fattori che contribuiscono a sviluppare la 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           resilienza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            OTTIMISMO. La disposizione a cogliere gli aspetti positivi delle cose, ovvero a sminuire le difficoltà, serve e a mantenere più lucidità per trovare soluzioni ai problemi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            AUTOSTIMA. Avere una bassa considerazione di sé ed essere molto autocritici conduce a una minore tolleranza alle critiche, cui si associa dolore e amarezza, aumentando la possibilità di sviluppare sintomi depressivi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            ROBUSTEZZA PSICOLOGICA (Hardiness): a sua volta costituita dall’impegno, dalla convinzione di poter governare gli eventi (locus of control interno), dall’accoglimento delle sfide.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            EMOZIONI POSITIVE, ovvero il focalizzarsi su quello che si possiede invece che su ciò che ci manca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            ATTACCAMENTO SICURO: un attaccamento sicuro nella prima infanzia consente la formazione di una fiducia di base nell’adulto: se la madre, o altre figure di riferimento, sono state accessibili e responsive, disponibili a dare aiuto e attenzione, comprensione e sostegno nei momenti difficili, la persona formulerà previsioni su di sé e sugli altri in termini di fiducia e affidabilità, e sarà spinta a sviluppare legami sociali e affettivi e a esplorare il mondo, ad accettare le sfide, sapendo di poter contare su e tornare al ‘porto sicuro’ dei suoi legami.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SUPPORTO SOCIALE, ovvero essere oggetto di amore e di cure, di essere stimati, apprezzati e ascoltati dagli altri. Centrale è l’ascolto accogliente, poiché raccontare è liberarsi dal peso della sofferenza, e l’accoglienza senza rifiuti o condanne da parte degli altri segna il passaggio da un racconto tutto interiore, penoso e solitario (che può sfociare in forme di comunicazione delirante) alla condivisione partecipata dell’accaduto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In definitiva, ciò che determina la qualità della 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           resilienza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             è la qualità delle risorse personali e dei legami affettivi e sociali che si sono potuti creare prima e dopo l’evento traumatico.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Emmy E. Werner e Ruth S.Smith
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vulnerabili ma invincibili: uno studio longitudinale su bambini e giovani resilienti,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ed. Adams Bannister Cox Pubs 1998
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Martin Seligman,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Imparare l’ottimismo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ed Giunti Psychometrics 2009
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            F. Cantoni, 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La resilienza come competenza dinamica e volitiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ed Giappichelli, 2014
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/resilienza3-e88988eb.jpg" length="25435" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 13 Jan 2025 21:07:50 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/resilienza</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/resilienza3-e88988eb.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/resilienza3-e88988eb.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PROPOSTE: due gruppi di crescita sull'AUTOBIOGRAFIA TERAPEUTICA</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/proposte-gruppo-di-crescita-sull-autobiografia-terapeutica</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A Bolzano,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/cosa-sono-i-gruppi-di-crescita-personale"&gt;&#xD;
      
           GRUPPI DI CRESCITA
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            di un giorno
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/locandina1-069d674a.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/locandina2-63acef7c-5eda9989.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/locandina2-99ea78a9.jpeg" length="43036" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 08 Jan 2025 00:06:47 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/proposte-gruppo-di-crescita-sull-autobiografia-terapeutica</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/locandina2-99ea78a9-6370bd84.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/locandina2-99ea78a9.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La rabbia</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/la-rabbia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'esperienza della rabbia è diversa dall'aggressività e ha una sua funzione adattiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/rabbia+rinasciment.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           rabbia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             è una delle
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/le-emozioni-cosa-sono-e-a-cosa-servono"&gt;&#xD;
      
           emozioni
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            di base, un’emozione universale, che appartiene all’esperienza umana comune e condivisa a prescindere dall’età, dalla cultura e dall’etnia di appartenenza.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           rabbia come tutte le emozioni
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
              è un’esperienza multicomponenziale in quanto comprende
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - modificazioni fisiologiche (accelerazione del battito cardiaco, rossore o pallore, contrazione o rilascio muscolare, respiro corto o in affanno, sudorazione, secchezza, tremori…)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - processi cognitivi (percezione, attenzione, memoria, pensiero…)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - una componente espressiva (urla, riso, pianto, espressioni facciali, parole, voce) 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - una componente comportamentale (attacco, fuga, congelamento, richiesta di aiuto).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’espressione facciale della 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           rabbia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             è simile e facilmente riconoscibile in persone di culture molto diverse. I cambiamenti del volto comprendono: l’aggrottare violento delle sopracciglia, lo scoprire e digrignare i denti, lo stringere le labbra, o spalancarle in un grido furioso. Mentre le pupille si contraggono fino a risultare un punto, gli occhi appaiono lucidi e a volte si colmano di lacrime.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dimensione cognitiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            gioca un ruolo decisivo soprattutto
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           nell’attivazione della rabbia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            in quanto è la risposta emotiva ad uno stimolo che viene percepito e per ciò stesso
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            interpretato
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            dall’individuo come provocatorio. Inoltre la dimensione cognitiva gioca un ruolo centrale anche nella risposta comportamentale: i pensieri negativi che si attivano automaticamente nell’individuo in risposta a un evento-stimolo minaccioso rinforzano infatti le emozioni negative, che rinforzano le azioni distruttive.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La rabbia è un’emozione a valenza negativa (spiacevole) e ad alta intensità, che porta in alcuni casi all’attuazione di agiti, mentre in altri viene repressa o inibita. È inizialmente suscitata da stimoli cognitivamente interpretati come minaccia. Tali stimoli possono essere sia interni (conflitti pulsionali, bisogni inconciliabili), sia esterni (minaccia alla propria autostima, alla soddisfazione dei propri bisogni più autentici). La percezione della minaccia innesca lo stato di attivazione dell'organismo che si prepara pertanto all'azione: aggredire per eliminare la minaccia.  E' interessante notare che la percezione della minaccia può persistere anche dopo che la minaccia è passata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La rabbia si palesa quando qualcuno è di ostacolo al raggiungimento di un proprio obbiettivo o è responsabile della perdita di qualcosa che ci appartiene o cui teniamo (dalla proprietà, all’autostima, all’immagine sociale) e inoltre alla possibilità di essere vittima di un’ingiustizia. L'essere vittima di ingiustizia è tra l'altro associata alla distorsione cognitiva dell'attribuzione, per cui la responsabilità dell'ingiustizia viene attribuita agli altri, senza tener conto dei fattori situazionali, il che innesca più facilmente l'attivazione della rabbia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La rabbia viene comunicata verbalmente (parole violente, ingiuriose e minacciose), para-verbalmente (tono, timbro, intensità vocale) e non-verbalmente (con la mimica facciale contratta, i gesti bruschi, la postura e il comportamento aggressivo). L’organismo si predispone ad entrare in azione da un momento all’altro, ad attaccare o aggredire.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           All’interno dello stato emotivo della 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           rabbia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            esistono diversi livelli di diversa intensità: dalla frustrazione, all’agitazione, all’irritazione, fino all’esasperazione; dall’ostilità alla ferocia e al furore; dall’amarezza, all’indignazione, all’ira.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La differenza fra rabbia e aggressività consiste nel fatto che:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - la 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           rabbia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             è uno stato emotivo, mentre l’aggressività si riferisce al comportamento messo in atto;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - l’aggressività si manifesta con l’attacco fisico e verbale, mentre la 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           rabbia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            con il sentimento di forte malessere, di carica energetica, di compressione insopportabile (fino all'esplosione);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - l’emozione della 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           rabbia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            non sfocia sempre in azioni violente e aggressive, mentre l’aggressività può verificarsi in assenza di 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           rabbia, come
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ad es. nel caso di una rapina in cui l’aggressione è strumentale all’atto.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La funzione adattiva dell’emozione della rabbia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La rabbia è un’emozione che svolge diverse 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/le-emozioni-cosa-sono-e-a-cosa-servono"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            funzioni
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          :
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           biologiche, psicologiche e sociali
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Alcune delle funzioni principali della rabbia sono:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            PROTEZIONE: l
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a s
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            egnalazione di minaccia che
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             prepara l’organismo a rispondere a una potenziale sfida o pericolo e perciò funge da difesa, proteggendo l’individuo da situazioni ingiuste o dannose, fuori e dentro di sé.
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ESPRESSIONE di bisogni e desideri repressi o in conflitto fra loro
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            REGOLAZIONE DI CONFINI PERSONALI
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : la rabbia può essere coinvolta nella definizione e nel mantenimento dei confini personali: serve a comunicare agli altri che certi comportamenti o azioni sono inaccettabili.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            MOBILITAZIONE ALL’AZIONE
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : la rabbia può motivare l’azione e l’assertività: certi contesti e con certe modalità, può essere un motore per apportare cambiamenti positivi o per affrontare sfide.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le emozioni di base, fra cui la 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           rabbia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , sono filogeneticamente determinate, hanno una base innata e una funzione adattiva, tuttavia possono diventare causa di sofferenza quando la loro intensità è molto elevata e si protrae nel tempo. La 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           rabbia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             è disfunzionale per la persona quando compromette le relazioni sociali o spinge a compiere azioni dannose verso sé, gli altri o gli oggetti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’esperienza della rabbia è di solito descritta come sgradevole e problematica, rende più propensi a pensare in modo irrazionale, ad esercitare una scarsa capacità di giudizio e a comportarsi in modo rischioso e imprevedibile. In seguito all’esperienza emotiva della
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           rabbia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , possono presentarsi emozioni secondarie di 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           vergogna
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            o paura e si associa spesso a una serie di conseguenze a livello psicologico e sulla salute fisica. La letteratura documenta una forte associazione tra alti livelli di 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           rabbia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            e problemi di salute, in particolare ipertensione e malattia coronarica.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Paul Ekman,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Giù la maschera. Come riconoscere le emozioni dall’espressione del viso,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giunti Psychometrics, 2014
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Paul Ekman,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Te lo leggo in faccia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riconoscere le emozioni anche quando sono nascoste, Amrita, 2010
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Paul Ekman  &amp;amp; Harriet Oster,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Espressioni facciali delle emozioni. Annual Review of Psychology,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            (https://doi.org/10.1146/annurev.ps.30.020179.002523)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Aaron Beck,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Prigionieri dell'odio: la base cognitiva della rabbia, dell'ostilità e della violenza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . HarperCollins Publishers, 1999
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Lee Ross,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo psicologo intuitivo e le sue carenze: distorsioni nel processo di attribuzione, 1977.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In L. Berkowitz (a cura di), Advances in experimental social psychology (vol. 10). New York: Academic Press.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/rabbia+rinasciment.jpg" length="100225" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 16 Dec 2024 21:59:08 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/la-rabbia</guid>
      <g-custom:tags type="string">gestione delle emozioni,Lee Ross,linguaggio non verbale,emozioni,linguaggio verbale,rabbia,paul ekman,espressione delle emozioni,funzione emozioni,Melanie Klein,linguaggio paraverbale,frustrazione,comunicazione,benessere psicologico,Albert Ellis,psicologia,aaron beck,psicologia sociale,Albert Mehrabian,emozioni spiacevoli</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/rabbia+rinasciment.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/rabbia+rinasciment.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il trauma</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/cos-e-il-trauma-sintomi-ed-effetti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Che cos'è il trauma e i suoi sintomi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/trauma1.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il trauma non è un evento, ma un’esperienza, il vissuto di un evento doloroso. Il termine, al greco τραῦμα,  significa “ferita” e descrive pertanto un elemento in grado di determinare una rottura della normalità nella quotidianità di ogni individuo, rottura che produce un impatto negativo sulla persona che la vive.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nel DSM (il manuale statistico diagnostico, la classificazione descrittiva dei disturbi psichici, punto di riferimento riconosciuto da psichiatri, psicoterapeuti e psicologi di ogni orientamento) il trauma viene descritto come un evento che implica l’esperienza personale diretta di un evento, causa o possibile causa di morte o lesioni gravi, o altre minacce all’integrità fisica, propria o di un’altra persona; così come il venire a conoscenza della morte violenta o inaspettata, o della minaccia di morte o lesioni o di un grave danno subito da un membro della famiglia, o da altra persona con cui si è in stretta relazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In psicopatologia, per trauma si intende un’esperienza di minaccia estrema, insostenibile, inevitabile, di fronte alla quale un individuo è impotente (Hermann).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SINTOMI TRAUMATICI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il quadro dei sintomi che definiscono il soggetto che ha vissuto un’esperienza traumatica è complesso e si colloca a diversi livelli: cognitivo, emotivo, fisico, dell’umore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ALTERAZIONI COGNITIVE
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ipervigilanza
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            alterazione del filtro attentivo verso stimoli pericolosi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            flasback
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           disattivazione del cervello ‘pensante’:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            diminuzione della concentrazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            pochi ricordi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            difficoltà nella risoluzione di problemi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           difficoltà di ragionamento d
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           difficoltà di espressione verbale
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            EMOZIONI (TRAVOLGENTI)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            perdita di fiducia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            perdita di senso del futuro
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ansia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            paura
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            tristezza
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            disperazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            rabbia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            vergogna
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            preoccupazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            DISTURBI DELL’UMORE
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ansia generalizzata
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            attacchi di panico
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            depressione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            perdita di interesse
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            insonnia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           irritabilità
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            EFFETTI nel CORPO
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            dolore cronico
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            cefalee
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            intorpidimento
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           uso di sostanze
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            disturbi alimentari
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            disconnessione dalle sensazioni
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sentirsi non reali o fuori dal corpo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            perdita del senso del “chi sono”
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I sintomi traumatici sono in definitiva degli strumenti di sopravvivenza ed è perciò necessario come prima cosa lavorare sull’accettarli, sul non giudicare i sintomi come negativi, ma come necessari alla sopravvivenza, evitando così l’aggravante del senso di colpa. Infatti:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - i flashback mettono in stato di allerta, preservando così dai rischi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - la depressione permette di essere visti senza dover agire, evitando così di esporsi al rischio.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - la paura dà dei limiti alla libertà di azione e di esplorazione, salvaguardando dal rischio.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - la vergogna consente di mantenersi nell’invisibilità, preservando dai rischi che comporta l’esporsi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli effetti del trauma perdurano nel tempo (giorni, settimane, mesi, anni), non si limitano al momento dell’evento traumatico. La riattivazione dei sintomi del trauma nel quotidiano consiste nel manifestarsi di risposte fisiche ed emotive di allerta di fronte a stimoli innocui. E’ dunque utile per la terapia * portare l’attenzione sul fatto che vengono riattivate da stimoli innocui per associazione agli stimoli traumatici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            DSM V,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Manuale statistico diagnostico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Raffaello Cortina editore, 2014
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            PDM-2,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Manuale diagnostico psicodinamico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Vittorio Lingiardi, Nancy McWilliams, Raffaello cortina editore, 2018
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Bessel van der Kolk
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il corpo accusa il colpo. Mente, corpo e cervello nell'elaborazione delle memorie traumatiche
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Raffello Cortina, 2015.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            O. Van der Hart, , E.R.S. Nijenhuis, K.Steel, (2011),
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fantasmi nel sé. Trauma e trattamento della dissociazione,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Raffaello Cortina 2010.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Judith Herman,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Guarire dal trauma
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ed.Magi 2002
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/trauma1.jpg" length="129658" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 04 Nov 2024 22:14:22 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/cos-e-il-trauma-sintomi-ed-effetti</guid>
      <g-custom:tags type="string">trauma,scissione della personalità,esperienza traumatica,dissociazione,emozioni,Janina Fisher,stress post-traumatico,rabbia,curare il trauma,paura,isolamento affettivo,aggressività,senso di colpa,ipervigilanza,PTSD,Pat Ogden,van del Kolk,psicoterapia,sindrome da stress post-traumatico,congelamento,Peter Levine</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/trauma1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/trauma1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La comunicazione è relazione</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/my-post</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione.”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Zygmunt Bauman
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/comunicazione.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La parola comunicazione deriva dal latino “cum”, con, e “munire”, legare.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni comunicazione è innanzitutto relazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Paul Watzlawick e la Scuola di Palo Alto, negli anni ‘70, delinearono
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           teoria della comunicazione umana, un riferimento incrollabile
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            nell'ambito degli studi su questo argomento. La comunicazione non è intesa come un processo interno che emerge dal soggetto, ma piuttosto come il frutto di uno scambio di informazioni che ha origine in una relazione fra due o più soggetti. Watzlawick individua
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           cinque assiomi della 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           comunicazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , ovvero cinque principi di base, che vengono considerati veri senza necessità di dimostrazione, che regolano il funzionamento della comunicazione umana. Tali principi della comunicazione, se compresi e ben usati, consentono di raggiungere una comunicazione efficace.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            IMPOSSIBILITÀ DI NON COMUNICARE (1°
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            assioma
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ): ogni comportamento comporta una 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            comunicazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Anche il silenzio.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Dal momento che è impossibile non comportarsi, è impossibile non comunicare. La comunicazione può essere dunque involontaria, non intenzionale, non conscia e anche inefficace, ma avviene comunque.
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «L’uomo che guarda fisso davanti a sé mentre fa colazione in una tavola calda affollata, o il passeggero d’aereo che siede con gli occhi chiusi stanno entrambi comunicando che non vogliono parlare con nessuno, né vogliono che si rivolga loro la parola, e i vicini di solito “afferrano il messaggio” e rispondono in modo adeguato lasciandoli in pace. Questo, ovviamente, è proprio uno scambio di comunicazione nella stessa misura in cui lo è una discussione animata»
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’attività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri, e gli altri, a loro volta, non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           »
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             .
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Watzlawick
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           )
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nella comunicazione esiste un LIVELLO DI CONTENUTO E UN LIVELLO DI RELAZIONE (2°
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            assioma
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ): ogni comunicazione umana ha un livello di contenuto, relativo alla componente di informazione trasmessa, e un livello di relazione, relativo ai ruoli dei comunicanti. Nella comunicazione non è importante soltanto il significato del messaggio in sé (livello di contenuto), ma anche il modo in cui la persona che parla vorrebbe essere compresa (livello di relazione).
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’aspetto del contenuto corrisponde a ciò che trasmettiamo verbalmente, l’aspetto relazionale fa riferimento alla modalità in cui comunichiamo il messaggio,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
              il non verbale, vale a dire i gesti, l’espressione facciale, il tono di voce, la postura e la prossemica, il contesto. Il livello non verbale della comunicazione è quello che determina e influenza il contenuto.
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ogni comunicazione comporta cioè una meta-comunicazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             che ci parla della relazione tra le persone che stanno comunicando, se si tratta di un superiore-dipendente (modo comunicativo: ordine) di amici (modo comunicativo: compresione), o amanti (modo comunicativo: trasporto emotivo)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «Quanto più una relazione è spontanea e “sana”, tanto più l’aspetto relazionale della comunicazione recede sullo sfondo». (
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Watzlawick)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           relazione “malata”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , invece, è caratterizzata da una incessante lotta per definire la natura della relazione e il “contenuto” di una comunicazione passa in secondo piano.
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            LA PUNTEGGIATURA della SEQUENZA DI EVENTI (3°
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            assioma
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ): la 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            comunicazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             dipende dalla “punteggiatura”, ovvero dalla sequenza degli eventi, il prima-dopo che viene interpretato come causa-effetto, azione-reazione.  La punteggiatura è fondamentale in un flusso comunicativo in quanto è in grado di organizzare gli eventi comportamentali. Regola l’interazione, il livello e l’intensità relazionale. Un aspetto chiave della comunicazione è che ciascun interlocutore crede che la condotta altrui sia la causa della propria condotta, quando in realtà la comunicazione è un processo molto più complesso e non può essere ridotto alla semplice relazione causa-effetto.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             La comunicazione è un processo reticolare e ciclico.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Ognuno  intende un messaggio secondo la propria punteggiatura, organizza la comunicazione secondo il proprio schema causa-effetto, azione e reazione e si convince che questa sia l’unica realtà. L’effetto di questa “chiusura” potrebbe conduce a uno stallo, il paradosso dell’infinito: «Io mi chiudo in me stesso perché tu mi accusi» e «Io ti accuso perché tu ti chiudi in te stesso». Per questo è importante riuscire ad avere l
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a capacità di ascoltare, di sospendere la propria lettura degli eventi e mettersi nei panni degli altri
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , per riuscire a comprendere anche le interpretazioni altrui e integrarle con le proprie, cogliendo così la circolarità della comunicazione, cadono le accuse e le colpe, ognuno è al contempo causa ed effetto, attivo e reattivo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            COMUNICAZIONE DIGITALE (SIMBOLICA con codice) E ANALOGICA (4°
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            assioma
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ): La comunicazione
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            analogica
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             usa la
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            somiglianza
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             tra il segno linguistico e l’oggetto della comunicazione. In questo tipo di comunicazione il segno ha “qualcosa” di simile (una analogia) al concetto che si vuole esprimere, è un ponte fra significante e significato. Il disegni realistico di un albero trasmette il significato di albero, il significante è trasparente al significato. Al contrario la parola "a-l-b-e-r-o" oppure  "t-r-e-e", non hanno alcun rapporto di somiglianza con l'albero e pertanto necessitano di un codice, una regola convenzionale che stabilisca la corrispondenza fra significato e significante. La 
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            comunicazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             digitale
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             è
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            simbolica
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , ovvero lega insieme (letteralmente "mettere insieme", dal greco. sym-, "insieme" e βάλλω (ballo) "gettare", "mettere" ) due elementi fra loro dissimili, un significante come la parola "a-l-b-e-r-o" e il suo significato.  La comunicazione simbolica per eccellenza è quella delle parole.  la comunicazione digitale ha dunque a che fare con la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             scelta delle parole
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             e la 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            costruzione logica delle frasi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , secondo le strutture grammaticali e sintattiche della propria lingua. La comunicazione analogica invece si avvale del linguaggio non verbale (gesti, espressione facciale, postura, prossemica) o para verbale (tono, timbro, intensità e ritmo-velocità della voce) e veicola la relazione stessa, la valenza emotiva e la posizione (ruolo, superiore, inferiore, paritario) che si ha nella relazione.
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
             
             &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            INTERAZIONE SIMMETRICA E COMPLEMENTARE (5°
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            assioma
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ): q
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            uesto assioma parla del modo in cui ci si relaziona con gli altri
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             : talvolta in condizioni di uguaglianza, mentre altre, di disuguaglianza. Le interazioni fra due interlocutori possono essere
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            simmetriche
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             , quando i comunicanti sono o si percepiscono allo stesso livello sul piano della relazione: nessuno prevale sull’altro. Nell’interazione
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             complementare
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            si hanno due diverse posizioni dei comunicanti: uno che assume la posizione di superiore, primaria o one-up e l’altro la posizione secondaria, inferiore o one-down. In molti casi e quando i ruoli non sono naturali (es. rapporti madre-figlio) o formalizzati (es datore di lavoratore-dipendente), le relazioni complementari possono essere imposte dal contesto socio-culturale (es. medico-paziente, insegnante-alunno). Nella relazione simmetrica, ci si muove sullo stesso livello, c’è una condizione di uguaglianza e un ugual potere durante lo scambio comunicativo, ma non ci si integra. Se la relazione è complementare, come per esempio, nelle relazioni padre-figlio, maestro/alunno o medico/paziente, ci si trova in condizioni di disuguaglianza, ma accettando le differenze è possibile che l’interazione venga compiuta.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
             
             &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Watzlawick P., Beavin J.H., Jackson D.,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pragmatica della comunicazione umana
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , 1967
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/comunicazione.jpg" length="9671" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 24 Oct 2024 23:45:33 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/my-post</guid>
      <g-custom:tags type="string">teoria della comunicazione umana,doppio legame,comunicazione non verbale,linguaggio non verbale,watzlawick,comunicazione,scuola di palo alto,linguaggio verbale,bateson,assiomi della comunicazione,comunicazione verbale</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/comunicazione.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/comunicazione.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ogni perdita è un lutto</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/ogni-perdita-e-un-lutto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La perdita è strettamente collegata al senso di morte
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/Lutto.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il LUTTO è uno stato psicologico, ovvero una condizione emotiva, un modo di pensare e di comportarsi conseguente alla PERDITA di qualcosa di significativo. La perdita può essere riferita all'esterno, ad un oggetto, a una persona, a un luogo, oppure può essere riferita all'interno, ad una possibilità di vita, ad una credenza, alla immagine di sè, individuale e sociale, a valori e ideali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Esistono dunque diversi TIPI DI PERDITA:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            lutto propriamente detto
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            separazione da una persona amata
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            passaggio delle varie fasi del ciclo vitale: individuale, della coppia, della famiglia, dei gruppi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            cambiamento di luogo: casa, città, paese
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             perdite concrete o funzionali in seguito a incidenti e traumi
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            crollo di un sogno o di un ideale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            cambiamento in ambito lavorativo (dalla perdita del lavoro, ai cambi di ruolo, ai trasferimenti, ai cambi di politica o struttura aziendale...)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            SINTOMI
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sono collegati significativamente al senso di morte.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Esistono due categorie di sintomi: acuti e cronici, che si succedono nei due momenti della perdita, quello immediato dell’appena accaduto a quello successivo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SINTOMI ACUTI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           riguardano l’elaborazione della perdita quando essa è appena accaduta e sono caratterizzati da:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             senso di
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            smarrimento
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             crisi di tipo esistenziale con
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            perdita del senso
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             dell’esistenza
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            appiattimento emotivo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             della vita
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            nostalgia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : senso struggente di mancanza dell’oggetto perduto
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            cordoglio
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             : afflizione grave, profondo dolore provocato dalla scomparsa di una o anche di più persone
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono sintomi collegati significativamente al senso di morte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SINTOMI CRONICI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : emergono con la mancata l’elaborazione, totale o parziale, della perdita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’elaborazione non riesce quando la persona crede di non possedere risorse sufficienti per sopravvivere senza la persona o la cosa perduta. In questo caso il dolore risulta essere talmente forte da mettere in atto dei meccanismi di difesa per tenersene lontano, cosicché il processo profondo di distacco dall’oggetto non si compie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            rabbia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            :
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             meccanismo che trasforma il dramma della perdita in un crimine, si cerca una causa e un colpevole e così il dolore della perdita viene tramutato in rabbia
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            relazione fantasmatica
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             : meccanismo di negazione: la negazione della perdita è ottenuta coltivando una relazione fantasmatica con l’oggetto nel proprio mondo interiore mediante:
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             relazione con il mondo medianico,
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            spirituale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            svalutazione del mondo reale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             per privilegiare un mondo interiore
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            attaccamento a rituali
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             che ricordino l’oggetto d’amore perduto /
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            atteggiamento di accanimento
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             per far rivivere la relazione perduta
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            isolamento affettivo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             , razionalizzazione dell’evento e distacco patologico
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            idealizzazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             dell’oggetto perduto e sua elevazione mitologica
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            svalorizzazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : meccanismo di svalutazione con cui si vedono solo tutti i lati negativi dell’altro o dell’oggetto per poter alleviare la sofferenza della perdita e per esaltare la propria autostima svalorizzata dalla separazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            domanda infinita
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : l'aspetto o il vissuto più bello dell’oggetto d’amore diventa ciò che la n piùon  ricerca e ciò che trova di meno, in quanto ricerca un qualcosa di anacronistico, che non può prodursi nella nuova relazione. In tal modo  non si è in grado di vivere nel presente né di vedere bellezze nuove. Da un punto di vista relazionale ci si relaziona con gli altri cercando in loro qualcosa appartenuto a qualcun altro nel passato.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            malessere di un organo/parte corporea:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             a livello biologico l’oggetto viene congelato insieme alla parte di organismo che aveva potuto vivere ed esprimersi nella relazione con esso
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/Lutto.jpg" length="47631" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 07 Oct 2024 23:21:31 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/ogni-perdita-e-un-lutto</guid>
      <g-custom:tags type="string">depressione,counseling,perdita,Consapevolezza di sè,rabbia,accettazione,crescita personale,meccanismi di difesa,lutto,gestione emozioni,tristezza,senso di morte,sofferenza,elaborazione del lutto</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/Lutto.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/Lutto.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Affrontare lo stress post-traumatico</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/affrontare-lo-stress-post-traumatico</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Qual è il modo più adeguato per affrontare il trauma: rievocare il trauma o lavorare sulle risorse ?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/lavoro+sul+trauma+%28risorse%29.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Alcune terapie si basano sulla rievocazione del trauma, si può dire che lavorano sulle ferite. L’obiettivo è sanare l’esperienza dolorosa sciogliendone i nodi attraverso l'uso della parola. Attraverso il linguaggio verbale si dà voce alle emozioni, si procede allo ‘smontaggio’ delle false credenze, all’accettazione delle pulsioni aggressive e alla liberazione dal senso di colpa.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Altre terapie si basano invece sulle risorse e sulla capacità di trasformazione del vissuto traumatico. La risoluzione del vissuto traumatico passa allora attraverso il rimodellamento della memoria piuttosto che sulla rievocazione del passato: i ricordi devono venire modificati o trasformati, ossia inseriti in un nuovo contesto, neutrale e significativo. Si tratta di riorganizzare gli elementi dolorosi non elaborati in una nuova narrazione che racconti una “storia di guarigione”. Questo allo scopo di generare nuove esperienze positive che vadano a sovrascriversi su quelle negative, abbassando in tal modo il livello di guardia iperattivato (stato ansioso) e i conseguenti effetti fisici e dell’umore. La memoria funziona principalmente sulla reiterazione, più l’esperienza viene ripetuta più la memoria di quella esperienza si consolida. Funziona come una sorta di traccia nel terreno. Più viene percorsa, più si definisce e più si forma un solco profondo, indelebile. Allo stesso modo allora, rievocando l’esperienza traumatica non si farebbe altro che solcare e risolcare la traccia del vissuto doloroso, rinforzandolo anziché affievolirlo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/lavoro+sul+trauma+%28rievocazione+o+lavoro+sulle+risorse%29.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL LINGUAGGIO DEL TRAUMA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Secondo le terapie sensomotorie (Pat Odgen), il trauma non è una malattia, è una normale risposta fisiologica ad una situazione dolorosa o minacciosa.  Di fronte al trauma il cervello dà infatti priorità alle risposte più immediate, disattiva le funzioni cognitive più complesse e dunque più ‘lente’ (ragionamento, soluzione di problemi, pianificazione, memoria, linguaggio...) e attiva le funzioni fisiologiche e istintive più semplici e dirette: aumento della frequenza cardiaca, aumento del ritmo respiratorio o apnea, contrazione o spasmi muscolari, movimenti più veloci o bloccati. L’organismo viene in tal modo predisposto alle risposte immediate di attacco, fuga e congelamento, necessarie a far fronte alla situazione di pericolo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di fronte ad un’esperienza traumatica, si è agiti dagli automatismi: vengono messe in atto le risposte ‘animali’, istintive, automatiche, senza passare attraverso il pensiero. Si agisce senza pensare. Ci si sente dominati dalle emozioni. Si parla perciò di “sequestro emotivo”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’esperienza traumatica, proprio perché comporta la disattivazione delle funzioni cognitive, viene ricordata solo sotto forma di sensazioni fisiche ed emotive (memoria emozionale). Come tale non è possibile che venga espressa verbalmente o attraverso un’immagine, non può venire de-finita, identificata. Da qui il sentirsi confusi, sopraffatti o pazzi. Il trauma psicologico consiste in un’esperienza ‘fosca’, fatta di sensazioni ed emozioni aggrovigliate, che non sono assimilabili e integrabili nel “sistema psichico” della persona. Perciò Il vissuto traumatico rimane in sospeso, sotterraneo, costituendo un elemento di disturbo all’equilibrio psicologico, che non può essere risolto attraverso il linguaggio verbale. Per accedere al groviglio dell’esperienza traumatica è necessario usare il suo stesso linguaggio, quello preverbale delle emozioni, delle sensazioni corporee e delle pulsioni profonde. Dimensioni cui si può avere accesso attraverso
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l’
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/tecinche-immaginative-quali-come-perche"&gt;&#xD;
      
           immaginazione
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/mindfulness"&gt;&#xD;
      
           mindfulness
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/focusing"&gt;&#xD;
      
           focusing
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/le-tecniche-attive-psicodramma-e-costellazioni"&gt;&#xD;
      
           drammatizzazione
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Preliminare al lavoro sul trauma è la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza traumatica. È necessario cioè sia conoscere il significato del trauma e i suoi effetti, sia avere consapevolezza che della
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/la-personalita-post-traumatica"&gt;&#xD;
      
           scissione della personalità post-traumatica
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E' utile, a livello terapeutico, far comprendere che la frammentazione o dissociazione è strutturale: è utile portare l’attenzione sul fatto che si tratta di una normale reazione istintiva a traumi, non necessariamente la prova di un disturbo dissociativo della personalità
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I sintomi traumatici sono in definitiva degli strumenti di sopravvivenza ed è perciò necessario come prima cosa lavorare sull’accettarli, sul non giudicare i sintomi come negativi, ma come necessari alla sopravvivenza, evitando così l’aggravante del senso di colpa. Infatti:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - i flashback mettono in stato di allerta, preservando così dai rischi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/depressione"&gt;&#xD;
      
           depressione
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            permette di essere visti senza dover agire, evitando così di esporsi al rischio.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - la paura dà dei limiti alla libertà di azione e di esplorazione, salvaguardando dal rischio.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - la vergogna consente di mantenersi nell’invisibilità, preservando dai rischi che comporta l’esporsi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pat Odgen, Il
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            trauma e il corpo,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Istituto di Scienze Cognitive Editore, 2006
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Janina Fisher, T
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           rasformare l'eredità del trauma
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Mimesi editori, 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Suzette Boon
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Kathy Steele
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Onno Van der Hart,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La dissociazione traumatica.Comprenderla e affrontarla ,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mimesi editori, 2014
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/lavoro+sul+trauma+%28risorse%29.jpg" length="20866" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 22 Sep 2024 23:55:06 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/affrontare-lo-stress-post-traumatico</guid>
      <g-custom:tags type="string">stress post-traumatico</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/lavoro+sul+trauma+%28risorse%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/lavoro+sul+trauma+%28risorse%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La personalità post-traumatica</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/la-personalita-post-traumatica</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le scissioni della personalità di chi ha vissuto l'esperienza traumatica
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/trauma3.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La personalità che ha vissuto un’esperienza traumatica (personalità post-traumatica) è caratterizzata dalla scissione in due parti o subpersonalità: la personalità “Normale” e la personalita “Post-traumatica”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La P
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ERSONALITÀ “NORMALE”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            è quella che va avanti, o sarebbe meglio dire che tira avanti, nella Vita Normale. In essa la parte cognitiva è stata disattivata o ridotta al minimo, è in deficit di energia: si concentra a fatica su ciò che deve fare nel qui ed ora e svolge i compiti con grande dispendio di energia. É la parte che lavora, è la parte che si prende cura, è la parte sociale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           PERSONALITÀ “POST-TRAUMATICA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ” è la parte emotiva e iperattivata: contiene i sentimenti del vissuto traumatico, i ricordi del corpo e la paurosa aspettativa che il trauma accadrà di nuovo: è pronta per il pericolo, concentrata sugli stimoli minacciosi e predisposta alla risposte di attacco o di evitamento (nella modalità della fuga o del congelamento), di sottomissione o di richiesta di aiuto.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La PERSONALITÀ DI ATTACCO è caratterizzata dall’essere arrabbiata, critica, diffidente, autodistruttiva, suicidaria, bisognosa di controllo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La PERSONALITÀ DI FUGA è distante, ambivalente, non riesce a impegnarsi, è incline alla dipendenza o ai disordini alimentari.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La PERSONALITÀ DI CONGELAMENTO è fredda e distaccata, terrorizzata, diffidente, ha la fobia di essere vista, è preda di attacchi di panico, incubi e flashback.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La PERSONALITÀ DI SOTTOMISSIONE è tipicamente depressa, piena di vergogna e al contempo di odio per se stessa, è passiva e accudente.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La PERSONALITÀ DI RICHIESTA DI AIUTO è invece caratterizzata da un disperato desiderio di connessione, vuole fortemente qualcuno da cui dipendere.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A livello terapeutico, è utile far comprendere che la frammentazione o dissociazione è strutturale è utile portare l’attenzione sul fatto che si tratta di una normale reazione istintiva a traumi, non necessariamente la prova di un disturbo dissociativo della personalità 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/trauma3.jpg" length="12688" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 09 Sep 2024 21:20:52 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/la-personalita-post-traumatica</guid>
      <g-custom:tags type="string">scissione della personalità,esperienza traumatica,Janina Fisher,personalità di fuga,ipervigilanza,PTSD,attacco,personalità di attacco,personalità post-traumatica,Pat Ogden,freezing,van del Kolk,fuga,sindrome da stress post-traumatico,Peter Levine,personalità congelata</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/trauma3.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/trauma3.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Settembre: ripresa delle ATTIVITA' dei GRUPPi di Crescita di SpazioPsiche</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/ripresa-attivita-dei-gruppi-di-crescita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gruppi di crescita mensili "Conosci te stesso"
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/crescitapersonale2.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con l'arrivo di Settembre, siamo lieti di comunicarvi la ripresa degli appuntamenti mensili con i GRUPPI di CRESCITA di SpazioPsiche
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Conosci te stesso".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I gruppi di crescita sono percorsi esperienziali per acquisire o aumentare la consapevolezza di sé attraverso l'effetto moltiplicatore del gruppo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le attività proposte si focalizzano sulle risorse e sulla capacità di scelta e azione (libertà e responsabilità) della singola persona. Tali attività non sono da considerarsi come interventi terapeutici di tipo sanitario ma come percorsi di crescita personale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per saperne di più clicca qui:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://fava-ivo.us16.list-manage.com/track/click?u=d9b8ce509145aba226319bfc7&amp;amp;id=2a79ed6fdd&amp;amp;e=b3c6b33e04" target="_blank"&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://fava-ivo.us16.list-manage.com/track/click?u=d9b8ce509145aba226319bfc7&amp;amp;id=2a79ed6fdd&amp;amp;e=b3c6b33e04" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           cosa sono i gruppi di crescita
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           10 incontri mensili "Conosci te stesso"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           quando:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            un sabato al mese  (h. 10.30-13.30  14.30-17.30)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dove
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : Spazio M12,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://fava-ivo.us16.list-manage.com/track/click?u=d9b8ce509145aba226319bfc7&amp;amp;id=670324c738&amp;amp;e=b3c6b33e04" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           via Melzi D'Eril 12
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Milano (MM Moscova)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            vedi il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/gruppi-di-crescita"&gt;&#xD;
      
           programma qui
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            :
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il costo della partecipazione alla giornata è di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           70 euro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per chi partecipa portando con sé un persona nuova (che non abbia mai partecipato ai gruppi di crescita o seguito percorsi personali) il costo della giornata è di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           55 euro
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E' possibile partecipare ad
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            un solo incontro
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           o più incontri a scelta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           5 incontri
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , scontati a
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           55 euro
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a giornata
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           tutti gli incontri
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , scontati a
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            45 euro
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a giornata
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per INFO E ADESIONI:
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/ripresa+attvit%C3%A0+settembre.jpg" length="50538" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 07 Sep 2024 20:01:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/ripresa-attivita-dei-gruppi-di-crescita</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/ripresa+attvit%C3%A0+settembre.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/ripresa+attvit%C3%A0+settembre.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Amore sicuro,   Amore ossessivo,  Amore freddo e distaccato,  Amore patologico</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/stili-di-attaccamento-amore-sicuro-amore-ossessivo-amore-freddo-e-distaccato-amore-patologico</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rapporti di coppia e legami affettivi primari con la madre
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/coppia.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Tipi di attaccamento con la madre e future relazioni d’amore
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il tipo di rapporto d’amore che si costituisce con il nostro partner deriva dal tipo di attaccamento che abbiamo instaurato fin dalla prima infanzia con il "caregiver", ovvero chi si è preso cura di noi fin dalla nascita, di solito la madre. Per cure primarie si intende il nutrimento, l'igiene, il contatto fisico, l'affetto, la protezione, tutto ciò che serve al bambino per sopravvivere, a livello fisico e psichico. Il tipo di attaccamento che si instaura fra madre e bambino costituisce un vero e proprio ‘imprinting’ e diventa uno schema di riferimento stabile che modella le future relazioni sociali, in particolare quelle affettive più significative, come i legami di coppia e le relazioni genitori-figli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come hanno dimostrato di gli studi di etologia di Lorenz, l’attaccamento è la propensione innata a cercare la vicinanza protettiva, la cura da parte di un membro della propria specie, essendo vulnerabili ai pericoli ambientali (per bisogno, fatica, impotenza, dolore o malattia). La spinta innata all'attaccamento è particolarmente intensa nella prima infanzia: la fragilità fisica e psichica è tipica di quel periodo e la vulnerabilità ai pericoli rende necessaria la figura di un adulto di riferimento per sopravvivere e fronteggiare le situazioni difficili e di disagio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La prima infanzia è un’epoca interessata principalmente dalla comunicazione non verbale, corporea. La qualità di questa esperienza primaria, derivante dalla sensibilità, disponibilità ed equilibrio del caregiver, determina la sicurezza di attaccamento del bambino. Nell'adolescenza e nell'età adulta l'individuo si separa poi dal caregiver primario per legarsi a nuove figure di attaccamento. Il tipo di attaccamento che ha sperimentato nell’infanzia si modella e integra attraverso la relazione con queste altre figure, sia interne che esterne alla famiglia, definendosi secondo un modo tipico e stabile (stile di attaccamento). L'attaccamento può essere sicuro o insicuro. Questo stile condiziona l'individuo per tutto il corso della vita soprattutto nelle relazioni affettive. Ogni adulto conserva infatti in sé lo stile di attaccamento sviluppato nel corso dell'infanzia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La costituzione di un attaccamento sicuro nella prima infanzia consente la formazione di una fiducia di base nel bambino e nell’adulto che sarà in futuro: questo accade quando le figure genitoriali sono in grado di rispondere in modo affettivamente positivo ai segnali e ai bisogni del bambino: se la madre, o altre figure di riferimento, saranno accessibili e responsive, disponibili a dare aiuto e attenzione, comprensione e sostegno nei momenti difficili, la persona formulerà previsioni su di sé e sul partner in termini di fiducia e affidabilità, amore e comprensione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il linea generale, in un attaccamento di tipo sicuro il bambino sente di ricevere dal cargiver (di solito la madre) protezione, senso di sicurezza, affidabilità, affetto, grazie alla risposta immediata e completa che riceve ai propri bisogni. In un attaccamento insicuro, al contrario, il bambino sente abbandono, instabilità, paura, prudenza, eccessiva dipendenza e minaccia della perdita, laddove i propri bisogni non vengono praticamente mai appagati (attaccamento insicuro evitante) o appagati in modo discontinuo e imprevedibile (attaccamento insicuro ambivalente).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           John Bowlby ritiene che l'attaccamento si sviluppi attraverso alcune fasi, durante la quali si struttura un certo tipo di attaccamento, ovvero schemi stabili di comportamento che derivano dai modelli operativi interni di sé e della madre. Modelli che si strutturano in base alle risposte che la madre fornisce ai bisogni del bambino.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Amore sicuro
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Attaccamento sicuro
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La madre è stabilmente disponibile per rispondere positivamente e adeguatamente alle richieste di vicinanza e conforto del bambino. Il bambino sviluppa fiducia nella presenza stabile della madre, dalla quale si sente accolto, contenuto e accompagnato nell'esplorazione del mondo. E al contempo matura così un'immagine di sé come di un bambino degno di amore e della mamma come dell’ "altro" disponibile e affidabile. E' un bambino sereno, rispecchiandosi nella figura di attaccamento ha maturato fiducia di sé e nelle proprie risorse. Poiché ha interiorizzato l'immagine della madre come 'porto sicuro' si sentirà libero di esplorare il mondo secondo la sua curiosità, senza essere inibito dalle paure.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           L'amore sicuro
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella vita adulta sarà facile per la persona sicura riconoscere le persone a cui legarsi sentimentalmente. Inconsapevolmente si lascerà interessare e coinvolgere in relazioni che confermino i suoi modelli operativi interni sicuri. Si orienterà verso persone abitualmente stabili e affidabili, che dimostrino con chiarezza e senza particolari inibizioni i propri sentimenti e con cui poter condividere sia la gioia che la tristezza della propria esistenza. In questo modo sarà confermata la propria percezione di persona degna di essere amata e accudita nei momenti di bisogno. Il rapporto di fiducia con la propria madre nell'esperienza infantile gli consente di creare legami d'amore basati sulla fiducia reciproca, avvalendosi del proprio partner come base sicura da cui dipendere, ma allo stesso tempo senza sentirsi limitato nell’esplorare nuove possibilità da solo. La persona sicura presenta un elevato livello di consapevolezza riguardo la sua relazione e i momenti fisiologici di "alti e bassi" che la coppia incontra nella vita, impegnandosi di volta in volta a considerare i metodi più adatti al superamento delle crisi di coppia. Per le persone sicure sono frequenti storie d'amore stabili e durature.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Amore insicuro
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Attaccamento insicuro-evitante
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : La madre di bambini con attaccamento evitante tende sensibilmente a ignorare o respingere le richieste di vicinanza del bambino. Adotta una mimica rigida o che esprime la volontà di tenerlo a distanza nell'interazione. Il piccolo matura un'immagine di sé inaccettabile in quanto incapace di suscitare nell'altro risposte positive e affettuose e della madre come dell’altro indisponibile alle richieste di aiuto e vicinanza. Come conseguenza il bambino alterna momenti di indipendenza a momenti in cui si agita a cercare la madre. L'indifferenza e il mancato contenimento della madre non permette al bambino l'elaborazione dei sentimenti negativi nei suoi confronti (rabbia, rifiuto, dolore, etc.) che si trovano scissi da quelli positivi (amore, affetto, accoglienza, etc.). Il bambino tenderà a riversare i propri sentimenti negativi in ambito sociale (ribellione, contestazione, aggressione), oppure a rimuoverli, per difesa.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           L’amore freddo e distaccato
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I bambini che fanno esperienza di una madre rifiutante, che non risponde con disponibilità, energia e calore alle richieste di aiuto e conforto, da adulti elaborano un modello di attaccamento definito ansioso-evitante. Queste persone non sviluppano la loro personalità poggiando con fiducia su una base sicura, non godono di sicurezza affettiva. Ne consegue un modello mentale del sé come persona indegna di essere amata, che deve contare solo su di sé, e un modello mentale della madre come di persona cattiva dalla quale non aspettarsi nulla di buono. Si tratta di processi inconsci. Queste persone sono terrorizzate dalla possibilità di farsi coinvolgere emotivamente nelle relazioni interpersonali, la loro vita sarà improntata dal desiderio di conquista di autonomia e autosufficienza personale che escludano il ricorso agli altri, considerati individui non affidabili e su cui non poter contare. Questa posizione difensiva verso la vita e l'amore è una misura di prevenzione contro il rischio di ulteriori delusioni. Per non correre il rischio di essere rifiutati, sopprimono la loro emozionalità. La loro capacità di amare e di lasciarsi amare è costantemente frenata e bloccata dalla paura di poter incontrare nella vita la sofferenza dell'infanzia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Attaccamento insicuro-ansioso-ambivalente
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Le madri dei bambini con attaccamento ansioso-ambivalente sono imprevedibili. Possono essere iper-controllanti e invadenti, limitando fortemente il bambino nei suoi tentativi di gioco e di esplorazione senza la presenza costante e intrusiva della madre. Si può sviluppare come conseguenza un’immagine di sé come amabile e al contempo come non amabile e un'immagine dell’altro come imprevedibilmente inaffidabile. Il bambino prova un'angoscia costante a causa della volubilità della madre: la madre è disponibile in modo alternato e incoerente e il piccolo si attacca a lei temendo l'abbandono. Il bambino è abitualmente passivo, scarsamente curioso, esplora poco l'ambiente e ha bisogno costantemente di essere accudito. E' introverso, timido e compiacente allo scopo di per essere accolto.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           L'amore ossessivo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le persone con attaccamento ansioso ambivalente sono trascinate dall’altalena della passione, pensando ad ogni incontro di aver trovato la persona giusta. Di fatto compiono continue idealizzazioni proprio delle persone che presentano quei tratti caratteriali che odiano. Solo in seguito si renderanno conto di aver commesso un profondo errore nella scelta e soffriranno intensamente. Il bambino che sperimenta una relazione con una madre imprevedibile sviluppa modelli di sé come di una persona da amare in maniera discontinua, ad intermittenza. Ne consegue che all'interno di una relazione d'amore adulto, quando a prevalere saranno i modelli positivi del sé, come persona amabile, penserà di essere amato profondamente e rispettato dal partner. Quando prevarranno i modelli negativi del sé, come persona vulnerabile e non degna di amore, allora sarà trascinato facilmente nel vortice della gelosia più drammatica, originando una relazione ossessiva, possessiva e autoritaria. Potrà avere reazioni di aggressione violente, anche fisiche o addirittura episodi che sfociano in delitti passionali. Il suo amore è sempre ossessivo, il suo odio è sempre travolgente. Il soggetto insicuro-ambivalente rimane costantemente nella fase dell'innamoramento, cosicché la sua ansia da separazione è sempre molto forte, La possibilità di esplorare il mondo, di essere felice di amare in una dimensione di sicurezza consolidata sono per lui dimensioni sconosciute.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Attaccamento insicuro-disorganizzato.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E' presente una profonda sofferenza della madre per effetto della mancata elaborazione di un lutto o di gravi eventi traumatici nelle relazioni. Si tratta di madri immerse in un doloroso e spaventoso mondo interiore. il bambino come conseguenza può sviluppare risposte multiple: immagine di sé come vittima impotente di un altro minaccioso; immagine di sé come pericoloso per le persone amate; immagine di sé e figura della figura di attaccamento come deboli di fronte ai pericoli esterni. Questo stile di attaccamento è originato da gravi eventi traumatici (violenza, maltrattamenti, abusi), che portano verso personalità borderline o psicotiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           L'amore patologico
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ un modello di attaccamento che ricorda storie di violenza, abuso e maltrattamento da parte di chi avrebbe, al contrario, dovuto accudire, curare, amare. I bambini che sperimentano questo tipo di legame elaborano durante l'infanzia rappresentazioni confuse e incoerenti della relazione. Nell'età adulta l'effetto di queste esperienze drammatiche si manifesta attraverso una distorsione nell'interpretazione degli eventi reali della vita, anneriti da una visione catastrofica. In amore dimostrano una incapacità a scegliere partner affidabili, si fanno coinvolgere da persone instabili e aggressive, tendono ad avviare e mantenere relazioni ispirate su modalità comunicative fredde e violente. Possono facilmente diventare partner e genitori maltrattanti e abusanti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            K. Lorenz,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’anello di Re Salomone,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Adelphi, Milano, 1967
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attaccamento e Perdita
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , John Bowlby, Bollati Boringhieri 1999 (ed. originale 1969) 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/coppia.jpg" length="7255" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 26 Aug 2024 00:05:44 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/stili-di-attaccamento-amore-sicuro-amore-ossessivo-amore-freddo-e-distaccato-amore-patologico</guid>
      <g-custom:tags type="string">attaccamento insicuro,amore patologico,autonomia,coppia,amore sano,attaccamento disorganizzato,comunicazione,condiscendenza,rapporti di coppia,coppie sane,tipi di attaccamento,depressione,falsa autonomia,comportamenti,amore tossico,comunicazione non verbale,attaccamento ansioso,attaccamento,amore ossessivo,gelosia patologica,Bowlby,aggressività,attaccamento sicuro,autostima,ansia,Stili di attaccamento,coppie patologiche,attaccamento evitante,amore sicuro,ansia da separazione,amore freddo e distaccato</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/coppia.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/coppia.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ordine e disordine nel sistema famigliare</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/ordine-e-disordine-nel-sistema-famigliare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il rispetto degli ordini famigliari come chiave per il benessere personale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/famiglia-genealog2.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chi è fuori posto all’interno del sistema famigliare è fuori posto anche dentro se stesso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se in una famiglia gli ordini interni vengono rispettati, questo porta benessere a ciascun membro oltre che all’intera famiglia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli ordini interni alla famiglia sono delle regole naturali che se rispettate permettono al sistema di stare bene. Di essere in equilibrio e di crescere. Formulate da Bert Hellinger, queste regole si sono in realtà costituite attraverso la storia della società umana. Gli studi di antropologia hanno portato a scoprire che, una volta formatesi all’interno dei clan, gli ordini hanno reso quei clan stabili e rigogliosi: con esse i rapporti fra i membri hanno funzionato meglio e quindi si sono sviluppati e tramandati nel corso della storia dei gruppi umani.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tali ordini sono:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1. APPARTENENZA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il concetto di appartenenza è collegato al tipo di sistema. Se si tratta della famiglia, a questo sistema appartengono tutti i membri della famiglia stessa per diverse generazioni. I genitori, incluso i partner precedenti: mogli, mariti, fidanzati o persone amate al di fuori del matrimonio e figli di queste unioni se ce ne sono stati. I figli, incluso gli aborti e i bambini nati morti o dati in adozione, incluso un gemello separato fin dalla gravidanza e fratelli e sorelle acquisiti da relazioni precedenti o adottati. I nonni, inclusi i loro partner precedenti – come per i genitori. Gli zii, soprattutto i fratelli dei genitori, tra i quali il legame è forte. I bisnonni e tutti gli avi, anche molto molto indietro nel tempo. Oltre ai membri della famiglia appartengono al sistema anche altre persone che vi sono entrati in modo incisivo: chi ha salvato la vita a un membro della famiglia; chi ha tolto la vita a un membro della famiglia o ad essa abbia recato gravi danni; coloro della cui morte o gravi danni recati è stato responsabile un membro della famiglia; persone che hanno in qualche modo fatto del bene alla famiglia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il concetto di appartenenza è fondamentale e implica che chi appartiene non può essere escluso. Se qualcuno viene escluso, il sistema famigliare tenderà a reincluderlo in modo surrogatorio: un membro del sistema si farà consapevolmente o inconsapevolmente carico di questa esclusione, prendendo il posto e svolgendo il ruolo dell’escluso. Il particolare legame tra la persona esclusa o dimenticata e un membro del sistema familiare che le si sostituisce si definisce “irretimento”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’IRRETIMENTO è qualcosa che limita la libertà: la rete familiare “tiene prigioniero” un membro della famiglia, senza che ne abbia coscienza. Quando una persona è “irretita”, vive al posto di un altro portando avanti il piano di vita di un altro e rinunciando al proprio. Irretimento dunque è identificazione col destino e con l’identità di una persona esclusa dal sistema di appartenenza. Si manifesta con il sentirsi trattenuti, bloccati, nell’impossibilità di muoversi liberamente, spontaneamente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il concetto di ESCLUSIONE può riguardare anche il rifiuto di situazioni dolorose, l’incapacità di accettare il male e di trasformarlo. Può riguardare parti di sé dimenticate, mal sopportate dal giudice interno, a cui non si dà dignità, disprezzate, non ascoltate. Emozioni, desideri, convinzioni, malattie, che non si vogliono e contro cui “si combatte”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2. GERARCHIA.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il concetto di gerarchia all’interno dei sistemi è legato al fattore temporale ed è un principio fondamentalmente molto semplice: c’è chi arriva prima e chi arriva dopo. Il tempo stabilisce all’interno della famiglia una gerarchia naturale: i genitori vengono prima dei loro figli, il primogenito viene prima dei suoi fratelli, il primo marito/moglie viene prima del secondo... Questo è un ordine che va rispettato. Nei sistemi in cui questo ordine non viene rispettato, accade spesso che colui che è venuto dopo (ad esempio un figlio) si assuma delle responsabilità che appartengono a qualcuno che è venuto prima (un fratello maggiore, un genitore, un nonno...). E con ciò si mette fuori posto, crea dis-ordine. Stare al proprio posto ha a che fare con questioni fondamentali per il benessere delle persone: l’autorealizzazione personale, la soddisfazione dei propri bisogni, il rispetto, il poter ricevere. Stare al proprio posto, inoltre, mette un limite alla nostra responsabilità. Un limite che libera dal sovraccarico e delimita i compiti rendendo in tal modo più forti ed efficaci. Ad esempio un bambino che prende la posizione di qualcun altro in famiglia porta un carico che non gli appartiene, si assume responsabilità che non gli competono, più grandi di lui, che lo costringono in una situazione in cui non può essere se stesso, un bambino, e lo mette in una posizione in cui non può ricevere. Un bambino che vive questo disordine sviluppa critica, rabbia e mancanza di rispetto per i genitori o, in altri contesti sociali, per il superiore.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3. EQUILIBRIO fra DARE e RICEVERE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’equilibrio tra dare e ricevere crea armonia in una relazione d’amore, d’amicizia o parentale. Per lo più chi riceve troppo si sente fortemente in debito, tanto da provare disagio, il che può comportare anche la rottura della relazione. Questo equilibrio è un tipo di ordine che va rispettato nei rapporti tra pari. Esso non vale infatti per esempio nel caso di genitori e figli. In questo caso i genitori danno, i figli ricevono. I figli restituiranno, ma non ai genitori, alla vita: mettendo al mondo altri figli, facendo progetti, creando, vivendo…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Un’eccezione riguarda i fratelli: i fratelli sono dei pari, ma sono dei pari un po’ speciali perché per loro vale la gerarchia temporale: il più piccolo riceve dai fratelli maggiori. La sequenza temporale prevede diritti e doveri diversi. Per esempio il più piccolo da un lato riceve dai fratelli, ma allo stesso tempo non ha autorità su di loro.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Bert Hellinger,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riconoscere ciò che è
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ed. Feltrinelli 2013
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Bert Hellinger,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’evoluzione delle costellazioni familiari. Dagli ordini dell'amore alle costellazioni familiari spirituali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ed. Tecniche Nuove , 2011
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Bertold Ulsamer 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Senza radici non si vola. La terapia sistemica di Bert Hellinger
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ed. Crisalide 2001
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/famiglia+genealog2.jpg" length="56451" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 06 Aug 2024 21:13:19 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/ordine-e-disordine-nel-sistema-famigliare</guid>
      <g-custom:tags type="string">Bert Hellinger,irretimento,ruoli famigliari,ordini famigliari,famiglia,sistema famigliare,costellazioni famigliari</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/famiglia+genealog2.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/famiglia+genealog2.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Che cos'è la depressione: sintomi e cause</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/depressione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Disturbo del tono dell'umore
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/depressione1.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La depressione è un
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           disturbo del tono dell’umore
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , caratterizzato da una tristezza persistente e dalla perdita di interesse nelle attività solitamente piacevoli, accompagnata da una difficoltà nello svolgere le attività quotidiane. La persona che soffre di depressione subisce una perdita di partecipazione ed interesse sul piano emotivo ed intellettivo in diverse attività e contesti e una perdita della capacità di reagire emotivamente e di provare piacere di fronte ad a eventi positivi. Ma la depressione non è soltanto una forma di estrema persistente tristezza. È un disturbo che colpisce mente e corpo, il sistema cognitivo, il comportamento, il sistema immunitario e il sistema nervoso periferico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La depressione è una condizione che può variare di intensità, da lieve a molto grave: si tratta di un disturbo che può sorgere in modo subdolo e nascosto, con segnali poco chiari, senza che la persona ne sia consapevole, fino ad un disturbo gravemente disabilitante, in cui il disinteresse e il rifiuto di impegnarsi in qualsiasi attività rende difficile portare a termine le attività quotidiane e porta all’isolamento, con effetti negativi sulla qualità di vita. Tutti i contesti ne sono influenzati negativamente: sia quello personale, sia quello lavorativo sia quello relazionale e sociale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I sintomi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La depressione si può manifestare con diversi sintomi, che possono variare in base al tipo di disturbo depressivo specifico. Vi sono una serie di sintomi più ricorrenti, i primi a comparire, che possono essere usati come campanelli di allarme per riconoscere una patologia depressiva.
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sintomatologia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            più comune è caratterizzata da:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            alterazione del tono dell’umore
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , tendenzialmente depresso
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            profonda tristezza
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            astenia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : stato di debolezza e stanchezza generale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            apatia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : mancanza di partecipazione ed interesse sul piano emotivo ed intellettivo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            anedonia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : incapacità di provare piacere
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            scarsa speranza
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            scarsa concentrazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            indecisione e irrequietezza
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ansia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            aumento o perdita dell’a
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ppetito
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             aumento o diminuzione del
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sonno,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            rallentamento dei riflessi e dei movimenti del corpo (
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            rallentamento psicomotorio
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            )
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            disturbi psicosomatici (
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            malesseri fisici cui non corrisponde un'effettiva causa organica)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             sensazione di inutilità,
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            senso di colpa
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ricorrenti
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            pensieri di morte
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             (non solo paura di morire), ricorrente 
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ideazione suicidaria
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             senza un piano specifico o un tentativo di suicidio
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A livello comportamentale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             scoppi di
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            pianto
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            indifferenza
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             verso interazione sociale
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            trascuratezza
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             nell’aspetto fisico e nella cura della persona
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sebbene la depressione possa avere effetti devastanti sulla vita di una persona, molti individui con un livello alto di funzionamento sono gravemente depressi ma riescono tuttavia a nascondere la loro difficoltà con strumenti quali il superlavoro, l’alcolismo, l’aggressività.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le cause
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le cause della depressione possono ricondursi a diversi fattori:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fattori eventuali:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           eventi come il lutto, o in generale perdite gravi, possono causare l’esordio della depressione, soprattutto in persone già predisposte all’umore depressivo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fattori epigenetici
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            :
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            spesso i bambini depressi ereditano e vengono emotivamente ‘contagiati’ da genitori depressi;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fattori psicologici:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            la rottura della relazione con la madre o il caregiver è alla base dei due fondamentali orientamenti psichici degli individui con depressione; quelli che vivono gli altri come non affidabili e instabili, che assumono comportamenti di condiscendenza allo scopo di mantenere l’armonia nelle relazioni e non essere lasciati; e quelli che vivono gli altri come punitivi e giudicanti, che mettono in atto comportamenti volti a negare la dipendenza e a stabilire autonomia e separazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inoltre persone con forti tendenze autocritiche inducono attivamente condizioni interpersonali negative (eventi stressanti, mancanza di situazioni positive e di supporto sociale…) che per contro portano alla depressione. Si innesca qui un pericoloso circolo vizioso fra autostima e depressione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fattori sociali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            :
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            esiste una correlazione stretta con gli eventi di vita negativi (condizioni. economiche e abitative svantaggiate, maltrattamento...). Si distinguono eventi di vita indipendenti (es. licenziamento, terremoto...) ed eventi di vita dipendenti (generati dalla personalità del sogg depresso)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fattori temperamentali: pessimismo esagerato, bassa autostima, tendenza ad autorimproverarsi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fattore educativo: sia uno stile educativo basato sull’assenza di regole e valori, sia vincoli e confini educativi troppo rigidi ed eccessivi possono lasciare segni e ripercussioni tali da incidere sulla personalità e portare allo sviluppo di una depressione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Second
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           o l’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ipotesi della “ferita”,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             la depressione influisce negativamente sulla personalità lasciando in essa una traccia profonda e indelebile, analogamente a come una cicatrice agisce attorno a una ferita. Molti studi attestano l’effetto negativo della depressione sulla concezione di sé, sull’autostima e l’autocritica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fonti: DSM V,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Manuale statistico diagnostico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Raffaello Cortina editore, 2014
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            PDM-2,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Manuale diagnostico psicodinamico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Vittorio Lingiardi, Nancy McWilliams, Raffaello cortina editore, 2018
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/depressione1.jpg" length="21116" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 19 Jul 2024 23:16:39 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/depressione</guid>
      <g-custom:tags type="string">depressione,fattori psicologici della depressione,scoppi di pianto,apatia,ideazione suicidaria,disturbo dell'umore,astenia,suicidio,anedonia,disturbo del sonno,riduzione dell'appetito,ansia,cause delle depressione,sintomi della depressione,fattori epigenetici della depressione</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/depressione1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/depressione1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Stili comunicativi: come ci relazioniamo agli altri</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/stili-comunicativi</link>
      <description>Stile Passivo, stile Aggressivo, stile Passivo-Aggressivo, stile Assertivo</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Stile Passivo, stile Aggressivo, stile Passivo-Aggressivo, stile Assertivo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/Stili-comunicativi.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LO STILE COMUNICATIVO è il modo in cui le persone comunicano tra di loro. Ogni modalità di comunicazione si può manifestare in forma verbale e non verbale e si riflette nei comportamenti.  Poiché le persone si relazionano attraverso la comunicazione, spesso i problemi relazionali derivano dall’uso di uno stile comunicativo disfunzionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Esistono QUATTRO PRINCIPALI STILI COMUNICATIVI: passivo, aggressivo, passivo-aggressivo e assertivo. L’estremo di massima passività (stile passivo) e l’estremo opposto di aggressività (stile aggressivo) sono poco funzionali, se non proprio disfunzionali. Nel mezzo, il comportamento assertivo è invece funzionale a livello relazionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma ecco brevemente le caratteristiche degli stili comunicativi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Lo STILE PASSIVO è proprio delle persone che faticano ad esprimere i propri pensieri, opinioni ed emozioni e che antepongono i bisogni altrui ai propri. Tendono ad essere conformisti, ad adeguarsi alla maggioranza, per timore di compromettere le relazioni o di essere giudicati. Nello stile di comunicazione passivo le persone cercano di evitare i conflitti, sono remissive, condiscendenti e facilmente prevaricabili. Sono incapaci di prendere decisioni da soli, cosa che sommata alla dipendenza dal giudizio altrui porta a scegliere persone con uno stile più aggressivo cui legarsi. Con il passare del tempo il rischio è che la propria autostima diminuisca. È caratterizzato da pensieri di autodenigrazione e senso di colpa, da emozioni di rabbia, paura, ansia sociale e da comportamenti di evitamento, fuga, scarso coinvolgimento, manipolazione degli altri. Dal punto di vista del comportamento non verbale, esempi di atteggiamento tipico è l’evitamento del contatto visivo.
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Lo STILE AGGRESSIVO è proprio delle persone concentrate totalmente sui propri bisogni, che comunicano le proprie idee e richieste senza rispettare gli altri. Chi si pone verso l’altro in modo aggressivo è talmente sicuro del proprio di vista da non ascoltare le opinioni degli altri; tende ad interrompere la comunicazione dell’altro per esprimere le proprie, spesso con modalità violente e dominanti, allo scopo di sovrastare l’altro. È caratterizzato da pensieri di prevaricazione, attacco, da emozioni di intensa rabbia e risentimento, da comportamenti di invadenza, competizione ossessiva o esasperata, attacco verbale e fisico. Dal punto di vista della comunicazione non verbale, un esempio  tipico è guardare insistentemente l’interlocutore negli occhi e la postura eretta, il mento alto. Esiste una modalità aggressiva CALDA fatta accessi fisici e verbali violenti (pugni, calci, urla, insulti…) e una modalità FREDDA che consiste piuttosto in un attacco verbale feroce ma privo di rabbia, quale il sarcasmo. Una persona che comunica in modo aggressivo tende a circondarsi di persone che funzionano in modo passivo, al fine di vedere confermata la propria superiorità.  Questa modalità comunicativa, nel breve periodo, permette di ottenere ciò che si vuole e di sentirsi forti ed apprezzati, ma sul lungo può portare a perdere le relazioni e produce sensi di colpa.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Lo STILE PASSIVO-AGGRESSIVO è una modalità che si instaura quando la persona mostra una discrepanza tra comunicazione verbale e non verbale, ad esempio sorride quando prova rabbia (risata della forca) o dice di essere contenta, mentre con il corpo - la bocca all’ingiù, le spalle ricurve - dice l’opposto. Si caratterizza per la 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            difficoltà a riconoscere la rabbia che sente, usando  espressioni facciali che non sono coerenti con ciò che prova
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , usa il sarcasmo, 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            nega l’esistenza di un problema
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sembra cooperare mentre prova fastidio
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , si oppone in modo sottile e sabota scelte che non condivide, 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             si sente impotente e scarica la sua frustrazione con accessi di rabbia.
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Spesso una persona con stile comunicativo passivo-aggressivo in realtà parte da una modalità relazionale passiva che, dopo un accumulo di frustrazioni, scoppia in comportamenti aggressivi, per poi tornare alla modalità precedente. Da ciò il termine passivo-aggressivo.  
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Lo STILE ASSERTIVO è la strategia comunicativa più funzionale. La persona che si esprime in modo assertivo difende le proprie opinioni ed esprime i propri bisogni, senza giudicare e ferire l’altro. È caratterizzato da pensieri di valore, di sé e dell’altro, dalla capacità di gestire le emozioni, da comportamenti rispettosi di sé e degli altri. Dal punto di vista del comportamento non verbale, un atteggiamento tipico delle persone assertive è mantenere il contatto oculare, gesticolare mentre parlano e avere un’espressione rilassata e amichevole. L’obiettivo dell’interazione è anche ricercare la collaborazione altrui. Nel linguaggio assertivo vi è un 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ottimo equilibrio tra le due tipologie opposte
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             , quello passivo e quello aggressivo, che di riflesso porta a
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            vivere i rapporti con gli altri in modo equilibrato
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , cioè senza subire l’aggressività altrui e senza agirla verso gli altri. L’essere umano è costantemente inserito in un contesto di relazioni nelle quali è importante riuscire a mantenere un equilibrio tra le proprie esigenze e quelle altrui.  L’assertività 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            consente di riconoscere e canalizzare le emozioni in modo funzionale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             (senza reprimerle o scaricarle addosso all’altro, modalità tipiche rispettivamente dello stile passivo e aggressivo) permettendo di comunicare a livello adulto, evitando di agire in modo automatico, spinti da emotività momentanee e spesso distruttive. Permette, inoltre, di esprimere e difendere le proprie idee, pareri e sentimenti 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             senza sentirsi in ansia, migliorando così il proprio senso di
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             auto-efficacia e l’autostima. Ne deriva così un
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            miglioramento nella qualità delle relazioni interpersonali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le principali caratteristiche dello stile assertivo sono:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            COMUNICAZIONE CHIARA: esprime apertamente le proprie emozioni, parla in modo chiaro e rispettoso, fa valere i propri punti di vista e le proprie necessità con argomenti e pacatezza (perciò è necessario essere consapevoli delle proprie emozioni, dei propri bisogni e dei propri scopi comunicativi), rispetta gli altri, anche se con punti di vista differenti, chiede feedback per migliorare. Ciò permette l’affermazione di se stessi senza aggressività.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ASCOLTO ATTIVO: accogliente, empatico, senza giudizio, permette agli altri di aprirsi e permette a chi lo esercita di comprendere le istanze altrui. Capace di leggere il comportamento non verbale, cioè il linguaggio del corpo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             BUONA AUTOSTIMA: interagisce con fermezza ma senza aggressività, comunica che si ha fiducia nelle proprie capacità di pensare, comunicare e prendere le decisioni.
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            MANCANZA di ANSIA e SENSO DI COLPA nell’esprimere i propri pensieri, bisogni ed emozioni e nel dire di no.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            capacità di AMMETTERE i propri SBAGLI.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ATTRIBUZIONE di FIDUCIA agli altri e a ciò che dicono.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            MANCANZA di PREGIUDIZI nei confronti dell’altro e della situazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fonti: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Luigi Anolli,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fondamenti di psicologia della comunicazione,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il Mulino 2012; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ezio e Francesco Sanavio,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Training di comunicazione assertiva. Conoscere, valutare e potenziare comunicazione e relazioni interpersonali,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Erickson 2023;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/Stili-comunicativi.jpg" length="92513" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 09 Jul 2024 21:17:50 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/stili-comunicativi</guid>
      <g-custom:tags type="string">psicologia della comunicazione,comportamenti,comunicazione non verbale,assertivo,affermazione di sè,ascolto,comunicazione assertiva,rabbia,relazioni interpersonali,ascolto senza giudizio,aggressività,aggressivo,autostima,assertività,passivo-aggressivo,comunicazione,psicologia,psicologia sociale,passivo,ascolto empatico,sarcasmo</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/Stili-comunicativi.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/Stili-comunicativi.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le fasi di elaborazione del lutto</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/come-reagiamo-alle-perdite-e-le-fasi-di-elaborazione-del-lutto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/elaborazione-lutto.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Come reagiamo alle perdite.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e reazioni alla
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/ogni-perdita-e-un-lutto"&gt;&#xD;
      
           perdita
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           avvengo ai quattro livelli fondamentali della vita psichica: emotivo, fisiologico, cognitivo, comportamentale. Non tutte le reazioni accadono o accadono contemporaneamente, esse variano da individuo a individuo, in base alla sua personale struttura psichica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1. livello EMOTIVO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Tristezza
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : questo è il sentimento più comune nelle persone in lutto, spesso espresso con il pianto, un segnale che induce negli altri comportamenti protettivi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Collera:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           originata dal senso di frustrazione di non essere riusciti a evitare la perdita e il non accettare la perdita
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Colpa e autorimprovero
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : la colpa si riferisce a qualcosa che sarebbe potuto accadere ma non è accaduto nei momenti antecedenti al lutto. Si tratta di un sentimento irrazionale che lentamente va scomparendo man mano che si riacquista l’esame di realtà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Ansia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : originata dal timore di non essere più in grado di proteggersi e da una maggiore consapevolezza del concetto di mortalità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Solitudine.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
              
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Solitudine Emotiva: dovuta alla rottura di un legame d’attaccamento. Solitudine Sociale: dovuta all’isolamento sociale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Shock
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : lo shock emotivo si manifesta principalmente nei casi di morte improvvisa.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Struggimento
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : forte desiderio della persona perduta; se si mitiga si risolve in cordoglio; se al contrario persiste può essere sintomo di
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           un lutto traumatico e non risolto.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Senso di presenza
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : la controparte dello struggimento. La persona in lutto immagina che il defunto sia in qualche modo nell’area spazio-temporale attuale e corrente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Sollievo:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è possibile provare sollievo specialmente quando la persona cara ha dovuto affrontare una lunga e pesante malattia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Stordimento
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : è possibile arrivare ad una condizione di incapacità di provare emozioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           2.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           livello di MODIFICAZIONI FISIOLOGICHE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le modificazioni fisiologiche più comunemente sperimentate in una situazione di perdita sono:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sensazione di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            vuoto gastrico
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Costrizione toracica
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Costrizione laringea
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Ipersensibilità
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            al rumore
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sensazione di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            apnea
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Debolezza
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            muscolare
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Mancanza di energia
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Secchezza
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            delle fauci
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           3. livello COGNITIVO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal punto di vista delle attività cognitive (percezione, attenzione, concentrazione, memoria, immaginazione, pensieri) il lutto è caratterizzato da:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Incredulità
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : normalmente è il primo pensiero che si prova nei momenti successivi alla perdita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Confusione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : molti soggetti si sentono confusi, non riescono a organizzare i pensieri e non riescono a concentrarsi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Ruminazione mentale:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           una preoccupazione continua che si manifesta principalmente in due versioni: attaccamento al ricordo del defunto per non lasciarlo andare ed evitamento del ricordo del defunto allo stesso scopo di non lasciarlo andare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Pensieri intrusivi
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           riguardanti l’essere vivente (persona, animale, pianta) sofferente o morente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Allucinazioni
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : uditive e visive. Sono un'esperienza  frequente  nei sopravvissuti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           4. livello COMPORTAMENTALE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La persona a seguito della perdita manifesta una serie di comportamenti specifici:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Disturbi del sonno
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : si manifestano sia con difficoltà ad addormentarsi sia con risvegli precoci.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Disturbi dell’appetito
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : si possono manifestare sia con inappetenza sia con iperalimentazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Azioni distratte
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : nel periodo immediatamente successivo alla perdita le persone possono agire in modo distratto rischiando di compiere azioni dalle conseguenze spiacevoli o rischiose.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Isolamento sociale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : comunemente le persone in lutto tendono a evitare gli altri.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Evitamento dei ricordi:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           alcune persone tendono a evitare i luoghi o gli oggetti (cimitero, luogo dove è defunto, camera da letto, vestiti…) che possono rievocare i ricordi della perdita della persona cara.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Ricerca e richiamo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : le persone possono gridare il nome del defunto chiedendo di tornare (ad es.“ Torna da me!”).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Sospiri
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : comportamento correlato alla sensazione fisica di apnea.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Iperattività:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           abbastanza frequente si presenta un incremento dell’attività motoria e dell’irrequietezza. Questo comportamento viene considerato come una variante di quello di ricerca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Pianto
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : anche il pianto viene messo in relazione con il comportamento di ricerca o di richiesta d’aiuto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Attaccamento
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           visitare luoghi o portare oggetti che ricordano il defunto; all’opposto il comportamento di evitamento dei ricordi. Di solito la credenza alla base di questo comportamento è la paura di perdere le memorie relative al defunto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le fasi del processo di elaborazione del lutto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La teoria più famosa e diffusa riguardo l’elaborazione del
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/ogni-perdita-e-un-lutto"&gt;&#xD;
      
           lutto
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è la teoria delle cinque fasi di Elisabeth Kübler Ross: cinque specifiche fasi che la persona affronta dopo la perdita. Gli stadi del lutto, le modalità, le reazioni e i tempi di elaborazione possono ovviamente essere diverse da caso in caso. Non è definibile a priori la durata dell’intero processo poiché dipende dalla capacità, volontà e resilienza di ogni persona. Inoltre, le fasi di elaborazione di un grande dolore non sono sempre così lineari, le cinque fasi del lutto possono tra loro coesistere, così come sovrapporsi o regredire l’una nell’altra.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           NEGAZIONE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l’individuo affronta una fase di negazione psicotica dell’esame di realtà, trovando insopportabile una tale condizione di sofferenza psichica; 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           RABBIA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : questa fase è caratterizzata da ritiro sociale, sensazione di solitudine e necessità di dirigere il proprio dolore con gesti distruttivi verso l’esterno (gli altri, le cose) o verso l’interno (se stessi); 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           CONTRATTAZIONE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
              o PATTEGGIAMENTO
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l’individuo “fa i conti” con ciò che manca e ciò che è ancora presente, e fa un bilancio della situazione attuale per cercare di determinare su che cosa può fare affidamento ora che la persona cara non c’è più, e su quali progetti di vita investire;
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           TRISTEZZA/DEPRESSIONE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : in questa fase, caratterizzata da sentimenti di tristezza, l’individuo prende consapevolezza della perdita e del fatto che nessuno è esente dalla morte; 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ACCETTAZIONE DEL LUTTO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : questa fase è caratterizzata dall’elaborazione del lutto e dall’accettazione delle nuove condizioni di vita senza la persona cara. Avviene attraverso varie sottofasi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fase 1: rituale di separazione;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fase 2: espressione delle emozioni e chiusura delle cose sospese; 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fase 3: ringraziamento all’altro;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fase 4: scoperta delle proprie risorse interiori;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fase 5: investimento delle proprie risorse interiori su un obiettivo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fonte: Onofri e La Rosa Il lutto - Psicoterapia cognitivo - evoluzionista e EMDR, Fioriti Editore (2015)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Kübler-Ross, E. (2005) La morte e il morire. Assisi: Cittadella Editrice
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            S. Di Caro,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La psicoterapia del distacco.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ed. Alpes Italia 2017
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            S.Freud,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lutto e melanconia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , in
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Opere
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (15/17), Bollati Boringhieri, 1980
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/elaborazione-lutto.jpeg" length="9910" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 25 Jun 2024 21:26:36 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/come-reagiamo-alle-perdite-e-le-fasi-di-elaborazione-del-lutto</guid>
      <g-custom:tags type="string">pensieri intrusivi,emozioni,evitamento,ruminazione,perdita,rabbia,struggimento,disturbi del sonno,senso di colpa,disturbi dell'appetito,Kübler-Ross,elaborazione del lutto,comportamenti,shock,attaccamento,iperattività,negazione,Psicoterapia cognitivo - evoluzionista,accettazione,lutto,tristezza,senso di morte,sofferenza,pianto,evitamento sociale,Onofri e La Rosa,isolamento sociale,psicologia,immaginazione,solitudine,allucinazioni</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/elaborazione-lutto.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/elaborazione-lutto.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La struttura della comunicazione</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/la-comunicazione-e-relazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il circuito comunicativo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/comunicazione+circ.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           CIRCUITO COMUNICATIVO E LINGUAGGI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La comunicazione è lo scambio di informazioni tra un emittente e un destinatario. Lo scambio avviene attraverso il linguaggio, ovvero un insieme di segni, atti a veicolare in modo concreto e percepibile un significato di per sè mentale, ovvero astratto.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli elementi dell’atto comunicativo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             sono:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            EMITTENTE: colui che emette l’informazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            RICEVENTE: colui che accoglie, decodifica, comprende e interpreta l’informazione in arrivo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            MESSAGGIO: il contenuto della comunicazione o informazione che viene trasmessa
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             CODICE (regola che stabilisce la relazione fra un certo segno e un certo significato, ad es. le quattro lettere disposte nella sequenza “c-a-s-a” che stanno per il significato “luogo dove abitare”)
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            CANALE: il mezzo fisico attraverso cui viene trasmesso il messaggio (ad esempio la voce, la luce, il telefono..)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            CONTESTO: l'ambiente di significato all’interno del quale viene espresso un messaggio .
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            RUMORE: la presenza di disturbi che  rendono difficoltosa la trasmissione dell’informazione (ad esempio, il rumore di fondo in un ambiente, i i pensieri che corrono in mente, stimoli visivi …)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            RIDONDANZA: la ripetizione del messaggio per aumentare la certezza che il messaggio sia stato recepito e compreso
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tali elementi costituiscono il CIRCUITO COMUNICATIVO. Questo si configura come un circuito dinamico, nel quale assume fondamentale importanza il concetto di feedback o retroazione, cioè l’effetto che l’informazione esercita quando dal ricevente torna indietro all’emittente: l’emittente codifica l’informazione e il ricevente la decodifica, producendo un feedback, un nuovo messaggio, in tal modo il ricevente  diventa a sua volta emittente di una nuova informazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Esistono diversi tipi di linguaggio:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il LINGUAGGIO VERBALE, costituito da parole, veicola il contenuto della comunicazione. Riguarda la
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            scelta delle parole
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            e la 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           costruzione logica delle frasi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , secondo le strutture grammaticali e sintattiche della propria lingua.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il LINGUAGGIO NON VERBALE e PARAVERBALE veicolano la relazione stessa, la valenza emotiva e la posizione (ruolo) che si ha nella relazione. Sia il non verbale che il paraverbale inviano messaggi di tipo emotivo in modo perlopiù spontaneo e inconsapevole.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il LINGUAGGIO NON VERBALE, o linguaggio del corpo, riguarda tutto quello che si trasmette attraverso i gesti, le mimiche facciali, la propria 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           postura, i propri movimenti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            e la 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           posizione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            che si occupa nello spazio. Ma anche attraverso acconciature e abbigliamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il LINGUAGGIO PARAVERBALE, sottocategoria del non verbale, riguarda la
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            voce,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            la “carne” delle parole, ovvero: tono, intensità, ritmo, timbro e accento, caratteristiche della parola parlata connesse al corpo. Include le 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           pause, le risate, il silenzio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            ed altre 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           espressioni sonore
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il linguaggio non verbale o gestuale è tendenzialmente più efficace di quello verbale per esprimere
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/le-emozioni-cosa-sono-e-a-cosa-servono"&gt;&#xD;
      
           emozioni
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           complesse. Carica il verbale di un significato affettivo ed emotivo ed è in grado di trasformare la relazione stessa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            In particolare secondo uno studio realizzato da 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Albert Mehrabian
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            l’importanza delle varie tipologie di comunicazione segue un modello chiamato 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           modello “55, 38, 7”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            per cui:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            il 55% del messaggio della comunicazione si evince dalla
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             comunicazione non verbale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 38% della comunicazione è 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            paraverbale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E solo il 7% della
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             comunicazione è verbale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I due sistemi, verbale e non verbale, dovrebbero essere 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           congruenti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            tra loro (doppio legame). E’ a questa congruenza che facciamo riferimento nelle nostre interazioni con gli altri: se una persona afferma di essere interessata a ciò che stiamo dicendo ma guarda altrove, si verifica un’ambivalenza tra i due sistemi comunicativi che trasmette disorientamento, compromettendo l’esito della comunicazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h1&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Shannon-Weaver,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Teoria matematica della comunicazione,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1948
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h1&gt;&#xD;
  &lt;h1&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Albert Mehrabian,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non verbal Communication,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ‎ 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Routledge 2007
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h1&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/comunicazione+circ.jpg" length="60672" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 10 Jun 2024 23:02:43 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/la-comunicazione-e-relazione</guid>
      <g-custom:tags type="string">circuito comunicativo,linguaggio non verbale,messaggio,canale comunicativo,linguaggio verbale,emittente,feed-back,Shannon-Weaver,destinatario,canale,contesto,rumore,linguaggio paraverbale,linguaggio,comunicazione,Teoria matematica della comunicazione,Albert Mehrabian,ridondanza</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/comunicazione+circ.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/comunicazione+circ.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Autostima: la chiave di volta del benessere personale e interpersonale</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/autostima-la-chiave-di-volta-del-benessere-personale-e-interpersonale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Alta e bassa autostima: cause, sintomi ed effetti sulla nostra vita
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/AltaBassa+autostima.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’autostima è l’insieme dei giudizi positivi e negativi che abbiamo di noi stessi e che strutturano la nostra personalità. Inizia a formarsi fin dall’infanzia come conseguenza delle relazioni positive o negative con i propri genitori e con le altre figure di riferimento e si costruisce tramite le esperienze che si compiono nei diversi contesti sociali: in famiglia, a scuola, al lavoro e nelle relazioni amicali e di coppia. Avere un’autostima alta o bassa influisce significativamente sulla vita: sul successo nel raggiungimento degli obiettivi e sulle relazioni interpersonali. In definitiva sul benessere psicologico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chi possiede bassa autostima, crede di valere meno di quanto valga in realtà, si giudica negativamente e non crede in se stesso. Chi possiede un’autostima troppo alta, di converso, ritiene di valore più di quanto valga, si giudica sempre in modo positivo e crede arrogantemente in se stesso e, con l’effetto di essere incapace di autocritica e rimanere rigido nei propri comportamenti,.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Il livello di autostima viene influenzato dai nostri successi o fallimenti, soprattutto se riteniamo che i risultati dipendano unicamente dalle nostre caratteristiche personal
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           i (
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/successi-e-fallimenti-dipendono-da-noi-o-dalla-situazione"&gt;&#xD;
      
           centro di controllo interno
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           )
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ,  e dai giudizi che gli altri ci rimandano, per poi andare a determinare i successivi successi e fallimenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Le cause di una bassa autostima
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           possono essere diverse:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            alte aspettative o critiche da parte delle figure di riferimento (genitori, insegnanti, istruttori) o di persone importanti per la nostra vita, come il partner, un amico, un datore di lavoro
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            rapporto difficile con i genitori
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            essere trascurati o iperprotetti dalla famiglia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            aspetto fisico
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            difficoltà relazionali
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            episodi subiti di bullismo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            traumi e abusi fisici /sessuali
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            problemi performativi (studio/lavoro)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            perdite affettive: lutto, fine di una relazione d’amore o d’amicizia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            difficoltà nell’elaborazione di un evento.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           I principali sintomi di una bassa autostima
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sono:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            INSICUREZZA/mancanza di fiducia in se stessi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            DIFFICOLTÀ nel fare scelte e prendere DECISIONI
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Tendenza al PERFEZIONISMO
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            PAURA del GIUDIZIO ALTRUI
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            IPERCRITICA verso sé stessi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            SENSO DI COLPA
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            GELOSIA ed INVIDIA per ciò che riescono a fare gli altri
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Scarsa tolleranza alla FRUSTRAZIONE
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            AGGRESSIVITÀ
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Atteggiamento PESSIMISTA
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;a href="https://www.studio-psyche.it/disturbi/ansia-e-fobie" target="_blank"&gt;&#xD;
        
            ANSIA e FOBIE
           &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             in particolare ansia sociale; stress esagerati rispetto alla situazione
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            DIFFICOLTÀ nelle situazioni PERFOMATIVIE (scuola, lavoro)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;a href="/stili-comunicativi"&gt;&#xD;
        
            DIFFICOLTÀ di COMUNICAZIONE.
           &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           I disturbi psicologici
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            DEPRESSIONE
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            DISTURBI ALIMENTARI
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;a href="/dipendenza-affettiva"&gt;&#xD;
        
            DIPENDENZA affettiva
           &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             dipendenza da sostanza
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            DIFFICOLTÀ RELAZIONALI
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La pubertà e l’adolescenza sono periodi critici per lo sviluppo dell’autostima: si tende a soffrire di bassa autostima e di scarsa fiducia in se stessi, attualmente in relazione soprattutto all’accettazione del proprio corpo rispetto agli standard di perfezione fisica richiesti dalla società. Da queste difficoltà possono insorgere con facilità problemi nel rapporto con il cibo e disturbi alimentari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Effetti positivi di una buona autostima
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - senso di SICUREZZA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - capacità di GESTIRE le proprie EMOZIONI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - AUTOEFFICACIA: facilità nelle situazioni performative
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ASSERTIVITÀ
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -capacità di prendere DECISIONI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - voglia di METTERSI IN GIOCO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - AMBIZIONE desiderio di raggiungere obiettivi sempre più elevati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - vivere i FALLIMENTI come ESPERIENZA (una opportunità di apprendimento)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - facilità nelle relazioni interpersonali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ACCETTAZIONE di sé e AMOR PROPRIO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Effetti negativi di una eccessiva autostima
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·    ORGOGLIO e SPREZZO: convinzione che i compiti loro assegnati non siano alla loro altezza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·    ARROGANZA: convinzione di meritare tutto ciò che vogliono (crea una profonda spaccatura con l’ambiente sociale)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ·    EGOCENTRISMO: incapace di vedere altre prospettive oltre la propria (è antisociale: provoca senso di prevaricazione e svalutazione negli altri).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ·   
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.wikihow.it/Evitare-di-Avere-un-Ego-Spropositato" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           EGO SMISURATO
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (è antisociale: generare situazioni scomode)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·    INCAPACITÀ di TOLLERARE la FRUSTRAZIONE: ciechi davanti ai propri errori, quindi non imparano da essi; se falliscono, la colpa sarà sempre di qualcun altro e mai propria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ·    ABUSO/PREVARICAZIONE (atteggiamento antisociale: genera grossi problemi a livello affettivo, lavorativo, di amicizia ecc.)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/AltaBassa+autostima.jpg" length="13428" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 27 May 2024 20:00:37 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/autostima-la-chiave-di-volta-del-benessere-personale-e-interpersonale</guid>
      <g-custom:tags type="string">dipendenza,depressione,comportamenti,autoefficacia,autostima alta,locus of control,successo performativo,affermazione di sè,bassa autostima,Consapevolezza di sè,senso di autoefficacia,accettazione,cura di sè,fallimento,difficoltà relazionali,perdonarsi,autostima,performance,disturbi alimentari,benessere psicologico,pensiero positivo,amor proprio,successo</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/AltaBassa+autostima.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/AltaBassa+autostima.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La Motivazione</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/la-motivazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La motivazione è la spinta delle nostre azioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/motivazione.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La motivazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E' la spinta all’agire, il motore delle azioni che portano alla nostra realizzazione:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - guida all’azione: indica la DIREZIONE e l'energia necessaria per intraprendere azioni concrete;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - potenzia IMPEGNO e CONCENTRAZIONE: aiuta a mantenere alto il livello di attività e di concentrazione necessari nel perseguire gli obiettivi anche quando si incontrano ostacoli lungo il percorso;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - favorisce la crescita e la REALIZZAZIONE DI SE': la motivazione spinge ad acquisire nuove conoscenze e competenze, migliorando l’apprendimento, lo sviluppo e la realizzazione personale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I principali fattori che influenzano la motivazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sono bisogni e desideri. Alcuni
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/i-bisogni-primari-e-secondari-dell-essere-umano"&gt;&#xD;
      
           bisogni fondamentali
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dell'essere umano, come il bisogno di mangiare o bere, di protezione, appartenenza o autorealizzazione, possono spingere e motivare la persona  ad agire per soddisfare tali bisogni e raggiungere una condizione di benessere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           OBIETTIVI PERSONALI: avere obiettivi chiari e significativi e desiderare di raggiungerli può stimolare e alimentare la motivazione perché tali obiettivi forniscono una direzione e un senso di scopo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           VALORI E CONVINZIONI: Le persone sono motivate e spinte dal loro bisogno di congruenza tra le proprie azioni e i propri valori personali. Quando le attività o gli obiettivi sono allineati con i valori di una persona si crea una motivazione intrinseca che deriva dalla coerenza con le proprie credenze e principi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           RICOMPENSE E INCENTIVI: le ricompense esterne, come il denaro, il riconoscimento o le promozioni, possono servire da incentivo per aumentare la motivazione. Le persone, infatti, possono essere motivate dal desiderio di ottenere tali ricompense collegate ad un’attività o ad un obiettivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ASPETTATIVE DI SUCCESSO: Le aspettative personali sul raggiungimento di un obiettivo o sul successo in un’attività possono influenzare la motivazione. Infatti, se una persona crede di avere le capacità necessarie per avere successo e se vede un legame tra gli sforzi che compie e i risultati che otterrà, sarà più motivata a perseguire quell’obiettivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           AMBIENTE SOCIALE: IL contesto sociale, in particolare il supporto e l’incoraggiamento da parte di amici, familiari o colleghi possono influenzare ed aumentare la motivazione. Allo stesso modo, la pressione sociale o l’osservazione di modelli di comportamento positivi possono stimolare la motivazione.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I due tipi di motivazione:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Esistono due tipi di motivazione: la
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            motivazione intrinseca e la motivazione estrinseca.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           motivazione intrinseca 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           deriva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            da fattori interni, da bisogni individuali, che appartengono in proprio. Questa forma di motivazione spinge le persone a impegnarsi in un’attività per la soddisfazione di un  proprio bisogno personale, che procura piacere.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           motivazione estrinseca
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , invece, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è influenzata
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            da fattori esterni, come ricompense materiali, punizioni o pressione sociale. In questo caso, le persone sono spinte a svolgere un’attività non per il piacere intrinseco, per appagare un proprio bisogno o desiderio personale, ma per ottenere una ricompensa esterna o per evitare una conseguenza negativa.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La perdita di motivazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            può essere causata da diversi fattori, spesso collegati tra loro.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            MANCANZA di OBIETTIVI DEFINITI: non avere obiettivi chiari e significativi può far sentire smarriti e senza direzione e abbassare in tal modo la spinta ad agire
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            MANCANZA di RISULTATI IMMEDIATI: la frustrazione di fronte a risultati che non arrivano, ad ostacoli e sfide difficili da superare, non vedere progressi può affievolire la spinta ad agire
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            BASSA AUTOSTIMA: non credere di essere in grado di raggiungere i propri obiettivi può portare a smettere di provare.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            PAURA DEL FALLIMENTO: temere il giudizio degli altri o di non farcela può portare ad evitare l’azione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            STANCHEZZA eccessiva: se si è esausti può essere difficile trovare l’energia per agire in direzione dei nostri obiettivi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            MANCANZA DI METODO e DISCIPLINA non avere una strategia e una solida routine può portare alla procrastinazione, alla mancanza di progressi concreti e dunque all’affievolirsi della spinta ad agire
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            MANCANZA di SUPPORTO SOCIALE: non avere persone che sostengono e incoraggiano abbassa la spinta ad agire
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            CAMBIAMENTI DI VITA: eventi importanti nella vita, come perdite personali, cambiamenti lavorativi o situazioni stressanti possono influenzare negativamente la nostra motivazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Fonti:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La motivazione. Teorie e processi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Angelica Moè, Ed Il Mulino 2020
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h1&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fondamenti di psicologia generale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Paolo Legrenzi, Alessandra Jacomuzzi 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h1&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/motivazione.jpg" length="30755" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 May 2024 22:26:20 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/la-motivazione</guid>
      <g-custom:tags type="string">motivazione intrinseca,psicologia motivazionale,autoefficacia,successo performativo,affermazione di sè,Consapevolezza di sè,senso di autoefficacia,crescita personale,autostima,bisogni umani,performance,piramide maslow,sè,motivazione,bisogni fondamentali,benessere psicologico,psicologia,psicoterapia,conoscenza di sè,scoperta di sè,motivazione estrinseca,Paolo Legrenzi</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/motivazione.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/motivazione.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PROPOSTE :   GRUPPI  DI CRESCITA  programma 2024-25</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/gruppi-di-crescita</link>
      <description>Programma completo degli incontri dei gruppi di crescita personale "Conosci te stesso" a cura di SpazioPsiche.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/programma+GruppiCrescita+24-25.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gruppo-fila.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           10 INCONTRI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
              di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/cosa-sono-i-gruppi-di-crescita-personale"&gt;&#xD;
      
           gruppo di crescita
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Conosci te stesso"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           settembre 2024-giugno 2025
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (h. 10.30-13.30   14.30-17.30)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             a cura di SpazioPsiche
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il costo della partecipazione alla giornata è di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           70 euro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per chi partecipa portando con sè un persona nuova (che non abbia mai partecipato ai gruppi di crescita) il costo della giornata è di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            55 euro
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E' possibile partecipare a uno o più incontri a scelta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           5 incontri
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , scontati a
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            55 euro
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a giornata
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           tutti gli incontri,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            scontati a
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           45 euro
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a giornata
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I gruppi di crescita sono percorsi esperienziali per acquisire o aumentare la consapevolezza di sé attraverso l'effetto moltiplicatore del gruppo, ovvero attraverso il gioco di rispecchiamenti e risonanze che in esso si sperimentano. La consapevolezza di sé passa attraverso la scoperta dei propri bisogni e qualità, della propria storia e della propria progettualità insieme alla conoscenza di come funziona la nostra psiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le attività proposte si focalizzano sulle risorse e sulla capacità di scelta e azione (responsabilità) della singola persona. Tali attività non sono da considerarsi come interventi terapeutici di tipo sanitario ma come percorsi di crescita personale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           per INFO E ADESIONI
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gruppo-4b16ddfb.jpg" length="16050" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 29 Apr 2024 22:41:10 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/gruppi-di-crescita</guid>
      <g-custom:tags type="string">terapia di gruppo,terapia psicoeducativa,gruppo,sè,benessere psicologico,Consapevolezza di sè,psicologia,crescita personale,conoscenza di sè,intelligenza emotiva,scoperta di sè,gruppi di crescita</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gruppo-4b16ddfb.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gruppo-4b16ddfb.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tipi di Ansia</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/tipi-di-ansia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ansia generalizzata, ansia da separazione, ansia sociale, ansia da prestazione, disturbo da panico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/tipi+ansia+3.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’ANSIA PATOLOGICA ansia può assumere diverse forme.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           disturbo d’ansia generalizzato
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , uno stato di costante ansia proiettata al futuro, una tensione cronica e inquietudine diffuse difficili da controllare: è caratterizzata da una eccessiva preoccupazione riguardo numerosi eventi o attività (lavoro, scuola, vita sociale), che si verificano quasi tutti i giorni, per almeno sei mesi. Sono solitamente associati a tre o più dei seguenti sintomi (nei bambini anche solo uno): 1. irrequietezza 2. facile affaticabilita' 3. difficoltà di concentrazione 4. irritabilita' 5. tensione muscolare 6. alterazioni del sonno.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ansia sociale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : chiamata anche fobia sociale, è una condizione di paura o ansia eccessiva per situazioni in cui ci si sente esposti al giudizio altrui e che spinge all’ evitamento di quelle stesse situazioni: interazioni sociali (es. avere una conversazione, incontrare persone sconosciute), essere osservati ( es. mentre si mangia o si beve) ed eseguire una prestazione di fronte ad altri (per es., fare un discorso). È caratterizzato a) dall’aspettativa di subire un rifiuto e giudizi negativi dagli altri, che porta a comportarsi in modo strano e inaccettabile b) dalla tendenza ad interpretare le informazioni sociali ambigue sempre in modo negativo piuttosto che benevolo, che porta a temerle. Si ha inoltre il timore di agire in modo da manifestare i propri sintomi d' ansia, presagendo che verranno valutati negativamente: cioè che saranno umilianti o imbarazzanti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Disturbo da panico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : ricorrenti attacchi di panico inaspettati. l’attacco di panico consiste nella comparsa improvvisa di paura o disagio intensi che raggiunge il picco in pochi minuti, periodo durante il quale si verificano quattro (o più) dei seguenti sintomi : palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia, sudorazione, tremori i fini o a grandi scosse, dispnea o sensazione di soffocamento, sensazione di asfissia, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addome, sensazioni di vertigine, di instabilità, di “testa leggera” o di svenimento, brividi o vampate di calore. , parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio), derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi), paura di perdere il controllo o di “impazzire”, paura di morire. Da notare che la comparsa improvvisa dell’attacco può verificarsi tanto a partire da uno stato ansioso, quanto da uno stato di quiete.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ansia da separazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : si manifesta come un’eccessiva paura o ansia riguardante la separazione da casa o dalle figure di riferimento per il bambino. Si tratta di un fenomeno normalmente presente durante lo sviluppo neuropsicologico del bambino che, in genere, tende spontaneamente ad attenuarsi dopo i 2 anni e a scomparire completamente prima dello sviluppo puberale. Ma può persistere nell’adulto con attaccamento insicuro ambivalente e nelle personalità dipendenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ansia da prestazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : è caratterizzata dalla
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           paura di fallire o di non essere in grado di portare a termine un compito, che significherebbe umiliazione e fallimento interpersonale, spingendo a strategie di evitamento. Laddove invece la situazione prestazionale viene affronatata, l
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ansia da prestazione paralizza, ostacola e limita: può portare a fallire un esame per il quale si era ben preparati; può impedire di mostrarsi al meglio in un colloquio di lavoro, può far dimenticare il discorso che si aveva preparato per un intervento pubblico...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Può anche influenzare momenti più quotidiani, rendendo difficile rispondere alle telefonate, guidare un’auto 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://lamenteemeravigliosa.it/difficolta-a-socializzare-a-cosa-si-deve/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           o socializzare con altre persone
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fonti: DSM V,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Manuale statistico diagnostico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Raffaello Cortina editore, 2014
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            PDM-2,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Manuale diagnostico psicodinamico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Vittorio Lingiardi, Nancy McWilliams, Raffaello cortina editore, 2018
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/tipi+ansia+3.jpg" length="21458" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 25 Apr 2024 23:11:30 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/tipi-di-ansia</guid>
      <g-custom:tags type="string">ansia da separazione,ansia prestazionale,benessere,evitamento,attaccamento,Consapevolezza di sè,attacco di panico,ansia da prestazione,ansia,benessere psicologico,evitamento sociale,disturbo d'ansia generalizzato,conoscenza di sè</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/tipi+ansia+3.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/tipi+ansia+3.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'ansia</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/ansia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ansia fisiologica e ansia patologica
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/ansia2.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’ansia è una risposta normale e fisiologica, uno stato di attivazione di fronte ad un pericolo oppure a uno stress psicologico che tutti possono vivere. L’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ansia fisiologica
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            prepara ad affrontare in maniera adattiva una possibile situazione difficile o un pericolo predisponendo la persona ad una risposta di attacco, fuga o, prima ancora, di evitamento. Un grado misurato di ansia è dunque utile e funzionale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tuttavia l’ansia diventa patologica, ovvero è 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           disfunzionale,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           quando
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , persistente e intensa, interferisce con le attività quotidiane e le prestazioni e crea disagio nell’affrontare le relazioni affettive e sociali. In questa condizione, le situazioni di tutti i giorni vengono vissute come rischiose, anche se non sono effettivamente pericolose.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ansia patologica
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            viene psichiatricamente definita come costante stato di allarme spesso accompagnato da sintomi fisiologici come: sudorazione, palpitazioni, tremori, secchezza delle fauci, tachicardia. L’ansia, come tutte le emozioni, si esprime anche attraverso il corpo, solitamente con la comparsa di sintomi fisici che non hanno una reale origine organica:(ansia somatizzata).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’ansia si manifesta a diversi livelli:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -livello affettivo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’ansia è connessa alla paura di una perdita di base (sicurezza, legami affettivi -separazione, abbandono, rifiuto-, integrità fisica e psichica, controllo di sé, inadeguatezza, approvazione) e a livello affettivo si esprime con rabbia, depressione, colpa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -livello cognitivo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sul piano cognitivo l’ansia produce come effetti scarsa concentrazione, difficoltà attentive, facile distraibilità, problemi di memoria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - livello relazionale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sul piano delle relazioni con gli altri, l’ansia si esplicita attraverso dipendenza, richieste continue di rassicurazione, sensi di colpa e autoaccusa, sentimenti di oppressione e oscillazione fra la tendenza ad avvicinare e quella ad allontanare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I SINTOMI che derivano dallo stato ansioso sono molti e cambiano da persona a persona. Tuttavia, sono principalmente di due tipologie: psicologici e fisici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra i sintomi psicologici dell’ansia troviamo:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Evitamento del contesto temuto, in una o differenti situazioni (folla, posto di lavoro, luoghi chiusi, non viaggiare in aereo per la paura di volare)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Timore di perdere il controllo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Senso costante di pericolo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Comportamenti protettivi (affidarsi sempre agli altri, non uscire mai da soli)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Difficoltà o impedimento a svolgere le normali attività quotidiane
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Derealizzazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Depersonalizzazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I sintomi fisici, la vera e propria manifestazione fisica dell’ansia, possono essere:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Palpitazioni
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sensazione di respiro corto e nodo alla gola
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Dolore toracico
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            pressione-cerchio alla testa
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sensazione di formicolio
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Secchezza delle fauci
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nausea
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Vertigini
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Tremore
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sudorazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fonti: DSM V,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Manuale statistico diagnostico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Raffaello Cortina editore, 2014
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            PDM-2,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Manuale diagnostico psicodinamico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Vittorio Lingiardi, Nancy McWilliams, Raffaello cortina editore, 2018
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/ansia2.jpg" length="21951" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 07 Apr 2024 22:22:39 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/ansia</guid>
      <g-custom:tags type="string">sintomi fisici dell'ansia,depressione,DSM-V,ansia patologica,evitamento,ansia fisiologica,timore di perdere il controllo,rabbia,stato di attivazione,senso di colpa,difficoltà attentive,derealizzazione,controllo,ansia,sintomi psicologici dell'ansia,depersonalizzazione</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/ansia2.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/ansia2.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Che cos'è la psicoeducazione?</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/che-cos-e-la-psicoeducazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Educare per curare
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/cura+della+psiche-cervello.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La psicoeducazione è una metodologia che consiste nel rendere consapevole la persona portatrice di un disturbo psichico della natura del proprio malessere e dei mezzi per poterlo fronteggiare. La psicoeducazione è cioè già di per sé stessa terapia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La terapia psicoeducativa corre parallela al processo psicoterapeutico e consiste nel fornire informazioni sul funzionamento della psiche nei suoi vari aspetti (pensieri, sensazioni, emozioni, immaginazione, bisogni, pulsioni, comportamenti) e le strategie per contenerle o potenziarle. Lo scopo è quello di far acquisire le competenze adeguate a riconoscere e gestire le proprie emozioni, a riconoscere e controllare i pensieri dominanti, intrusivi e “tossici”, a modificare i comportamenti e i modi di comunicare, in modo da renderli più equilibrati ed efficaci.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In tal modo la psicoeducazione, fornendo al cliente gli strumenti necessari per riconoscere e intervenire sul proprio malessere, lo spinge alla partecipazione attiva nel proprio processo di guarigione, incoraggiandolo a gestire autonomamente la cura e ad inserirla nella quotidianità della propria vita, oltre lo studio dello psicologo, in modo da evitare il rischio che si instauri un legame di dipendenza fra paziente e curante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La terapia psicoeducativa per il paziente si basa dunque su tre principali punti:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1. corresponsabilità della cura
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2. autoconsapevolezza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3. governo di sé
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La terapia psicoeducativa consiste in interventi educativi specifici per rendere il paziente competente: la competenza riguarda la comprensione di sé stessi, delle  strategie psicologiche che si mettono in atto per fronteggiare le difficoltà della vita, di quelle funzionali e di quelle disfunzionali, che generano malessere, come modificarle, sviluppando così capacità di auto-cura, di adattamento, di sorveglianza e di integrazione della terapia dentro il proprio stile di vita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La terapia psicoeducativa offre anche un supporto emotivo in quanto riduce il senso di isolamento, di patologico, di dipendenza dall’aiuto esterno, di definito per sempre e di stigmatizzato (“il depresso”, “l’ansioso”, “il paranoico”, “l’ossessivo”, “il bipolare”…) associato a queste condizioni. La sua efficacia, il significativo contributo che porta al benessere psicologico e alla qualità della vita, è stata verificata in vari contesti clinici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           All’origine della terapia psicoeducativa possiamo individuare:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a)   il principio secondo il quale ogni individuo è capace di autoconsapevolezza, di autonomia e di compiere scelte decisionali ed è perciò portatore di responsabilità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            b)   il concetto di salute inteso come un bene di natura complessa in cui l’individuo non è semplice soggetto passivo ma attivo nel compiere scelte terapeutiche e nell’apprenderne gli strumenti in modo da rendersi gradualmente autonomo nel proprio processo di cura.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’educazione psicoterapeutica non si rivolge, quindi, a soggetti affetti da patologie che compromettono la percezione di sé e della realtà.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Recentemente, nelle professioni mediche, si sta passando da una situazione in cui il paziente riceve e accetta senza discutere il trattamento che gli è prescritto, allo stadio del consenso informato e dell’educazione terapeutica, come strumenti di alleanza terapeutica.  Il paziente apprende la giusta consapevolezza per poter da una parte scegliere, accettare e condividere il percorso terapeutico proposto dal terapeuta, dall’altra gestirsi in autonomia, con responsabilità, nel proprio processo di cura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/cura+della+psiche-cervello.jpg" length="22125" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 25 Mar 2024 00:03:45 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/che-cos-e-la-psicoeducazione</guid>
      <g-custom:tags type="string">terapia psicoeducativa</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/cura+della+psiche-cervello.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gli stili comportamentali danno forma ai nostri corpi</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/le-strategie-comportamentali-danno-forma-ai-nostri-corpi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La psiche per rispondere alle richieste dell'ambiente sociale elabora strategie comportamentali che influiscono sulla conformazione corporea e sulle malattie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/different+physiques-body.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le strategie comportamentali che la nostra psiche struttura per adattarsi alle richieste degli altri, vanno a dare ‘forma’ all’organizzazione corporea, intesa sia come le caratteristiche fisiche del corpo sia come le malattie che lo affliggono.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Strategia di vita
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fondata
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sul bisogno
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            È qui centrale la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dipendenza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            dagli altri. L’individuo rinuncia ad esprimere la propria potenza. La sua sopravvivenza è legata all’identificazione con la persona da cui dipende, incarnando molto bene la fase orale dell’evoluzione psicologica. (es. un bambino nato in un contesto famigliare di persone forti e capaci verrà poco incoraggiato a sviluppare la propria autonomia, in modo che la famiglia possa continuare a svolgere il proprio copione). Esprime e comunica bisogno di protezione. Cerca di non creare problemi alla persona da cui dipende.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Solo apparentemente le persone centrate sul bisogno credono di ricevere più di quello che danno, mentre la rinuncia alla propria forza e l’assoggettarsi alla complicità sono di fatto il prezzo che pagano fisicamente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le caratteristiche fisiche che derivano da questa strategia di vita sono: un corpo minuto e privo di potenza, tensione nervosa (energia trattenuta all’interno), postura ‘concava’, respiro corto. Si tratta in generale di un rifiuto di ‘riempimento’, che accrescerebbe la potenza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le malattie che derivano da una eccessiva e/o prolungata polarizzazione su questa strategia di vita sono: bronchiti, malattie metaboliche (diabete), pressione bassa, malattie legate all’indebolimento (anemie, astenia, anoressia), sclerosi multipla , fino all’handicap da incidente (l’incidente che impedisce temporaneamente o definitivamente l’attività è in chi ha esasperato questa strategia di vita. La paresi o l’incidente che costringono a restare fermi a lungo, qualsiasi malattia che tenga in uno stato di necessità vanno così a soddisfare, al di là della propria volontà e consapevolezza, un bisogno psicologico di dipendenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           b.  
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Strategia di vita
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fondata
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sul potere
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (chiude il centro delle emozioni)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            È centrata sulla
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           responsabilità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e l’esercizio di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           potere
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . L’individuo si corazza dal proprio nucleo interno di emozioni e sentimenti e dal piacere in contrasto con l’esercizio del potere (es. un bambino nato in un contesto famigliare di persone deboli e incapaci verrà incoraggiato a sviluppare la propria autonomia, ad essere forte e ad assumersi presto responsabilità che spetterebbero agli adulti). Assume comportamenti manipolatori facendo leva sulla ricattabilità altrui, pertanto ricerca la vulnerabilità negli altri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le caratteristiche fisiche che derivano da questa strategia di vita sono: torace espanso, cavità addominale non mobile, tensione della schiena e degli altri inferiori, tutta l’energia (con il respiro, l’attenzione e la circolazione sanguigna) è concentrata nella parte superiore del corpo. Si presenta un ispessimento della parte esterna del corpo (pelosa, muscolosa) che funge da corazza del proprio nucleo interno fonte di emozioni, sentimenti e piacere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le malattie che derivano da una eccessiva e/o prolungata polarizzazione su questa strategia di vita sono: asma, enfisema (legate al torca in stato di inspirazione), gastrite, ulcera, pressione alta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            c. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Strategia di vita
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fondata
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sulla negazione del bisogno
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (chiude il centro degli istinti e dei bisogni)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            È centrata sull’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           autonomia:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            contare su se stessi è considerato più importante della capacità di cooperare, reagisce in senso opposto al bisogno di appoggiarsi agli altri e suscita negli altri la sensazione di invadere i suoi spazi, di non aver bisogno di loro (falsa autonomia). È tipico di personaggi come il ‘navigatore solitario' o 'alpinista individuale’
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le caratteristiche fisiche che derivano da questa strategia di vita sono: corpo tonico e atletico, ben integrato, tensione e difficoltà ad abbandonarsi (anche quando qualcuno se ne prende cura)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le malattie che derivano da una eccessiva e/o prolungata polarizzazione su questa strategia di vita sono: lesioni traumatiche, debolezza delle caviglie, malattie improvvise, sindrome di affaticamento cronico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           d. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Strategia di vita
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fondata
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sulla resistenza
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (chiude il centro degli istinti, delle emozioni =&amp;gt; del piacere)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            È centrata sulla
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           frustrazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . A questi soggetti ‘capita’ che qualcosa impedisce di concludere ciò che si è iniziato controvoglia e si mettono in situazioni in cui vengono spinti a fare qualcosa per poi fare esattamente l’opposto. Sono soggetti capaci di sostenere grandi sacrifici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le caratteristiche fisiche che derivano da questa strategia di vita sono: corpo pesante (gambe robuste, bacino largo, piedi callosi, scheletro massiccio), andatura e modalità d’azione priva di eccitazione, di leggerezza e piacere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Strategia di vita
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fondata
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sul distacco
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (chiude il centro delle emozioni e della razionalità =&amp;gt;il senso di responsabilità)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È centrato sull’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           autoesclusione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Questi soggetti hanno bisogno di non entrare in relazione agli altri e di evitare la responsabilità di esserci. Con il loro atteggiamento comunicano “fate come se non ci fossi” e pertanto rimangono esclusi, è come se si sparisse.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le caratteristiche fisiche che derivano da questa strategia di vita sono: corpo magro e piatto (non c’è spazio per le viscere, sensazioni emozioni e pulsioni), stato di tensione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le malattie che derivano da una eccessiva e/o prolungata polarizzazione su questa strategia di vita sono simili a quelle orientate al bisogno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           f.   
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Strategia di vita
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fondata
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sulla seduzione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (chiude il centro della razionalità, =&amp;gt; della misura, del senso di realtà)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È centrata sull’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           energia sessuale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Il soggetto carica le situazioni in modo da ottenere molta attenzione spesso di tipo sessuale, l’energia sessuale si manifesta in forme camuffate. Enfatizza le emozioni e assume comportamenti eccessivi per ottenere attenzione. La seduzione avviene per lo più inconsapevolmente. Se la seduzione è consapevole diventa manipolatoria. La depressione da mancanza di attenzione viene compensata con il tentativo di sedurre tutti, ma con paura delle conseguenze: se la seduzione ottiene risposta non riesce a reggerla. La seduzione si rivolge pertanto a persone impossibili o irraggiungibili, manca in questo tipo di personalità la funzione di orientamento rispetto ai propri bisogni (gira su se stesso e non sa dove andare), hanno un piano d’azione ‘rotatorio’.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le caratteristiche fisiche che derivano da questa strategia di vita è: spalle larghe, seno prosperoso, occhi grandi e carichi, estremamente coinvolgenti e seduttivi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le malattie che derivano da una eccessiva e/o prolungata polarizzazione su questa strategia di vita sono: malattie che tendono a respingere gli altri (malattie della pelle: psoriasi, dermatiti…), problemi agli organi riproduttivi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            g. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Strategia di vita
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fondata
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sull’azione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (chiude il centro delle sensazioni)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È centrata sull’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           attività
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Fare, andare, scappare, incapacità di fermarsi è la cifra di questi soggetti che non possono permettersi di sentire. Sono caratterizzati da uno stato di accelerazione, fretta, pressione ad arrivare al dunque, dalla richiesta di prestazione, dalla ricerca di un obiettivo dietro l’altro. È una situazione stressante dove non c’è tempo per l’integrazione dell’esperienza, per l’assorbimento del nutrimento, perché già incombe una nuova esperienza. È pure caratterizzata da un forte senso di competizione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le caratteristiche fisiche che derivano da questa strategia di vita è: postura organizzata sull’asse antero-posteriore (se li si tocca da dietro partono facilmente in avanti), piedi tonici e arcuati (come fossero su dei blocchi di partenza), pettinature che coprono i lati del viso e spesso uso di occhiali con campo visivo ristretto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le malattie che derivano da una eccessiva e/o prolungata polarizzazione su questa strategia di vita sono: problemi ai reni (organi che entrano in funzione nelle pause di riposo), pressione alta, ulcere, coliti, infortuni (che fanno saltare la strategia quando eccessiva).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            h. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Strategia di vita
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fondata sul
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            mimetismo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (chiude il centro delle emozioni)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            È centrata sulla
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           condiscendenza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . I soggetti che si avvalgono di questa strategia di vita fanno e sono esattamente come piace agli altri e come gli altri si aspettano che siano. Sono persone gentili, fini, educate, cooperative, disponibili, molto vicini all’immagine ideale di sé. Rinunciano alle proprie emozioni, sanno intuitivamente cogliere i bisogni degli altri e che cosa gli altri si aspettano e vi si adattano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             Le caratteristiche fisiche sono simili a quelle di chi basa la propria strategia di vita sul potere ma con una qualità più morbida e plastica.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fonte: Tolja-Speciani,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Pensare con il corpo,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ed. Tea, 2015
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/different+physiques-body.jpg" length="96529" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 10 Mar 2024 23:05:45 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/le-strategie-comportamentali-danno-forma-ai-nostri-corpi</guid>
      <g-custom:tags type="string">dipendenza,comportamenti,resistenza,autonomia,responsabilità,negazione del bisogno,seduzione,strategie di vita,Consapevolezza di sè,accettazione,autoesclusione,potere,bisogni umani,energia sessuale,frustrazione,bisogni fondamentali,stili comportamentali,condiscendenza,psicologia,bisogno,mimetismo</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/different+physiques-body.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/different+physiques-body.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Terapia Gestaltica</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/terapiagestaltica</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gestalt-figura-sfondo1b.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La psicoterapia gestaltica mira al superamento delle scissioni e dei blocchi, a favore dell’integrazione e della spontaneità.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Se infatti la vita è una totalità dinamica, continua formazione di nuove ‘figure’, nuovi bisogni che affiorano di volta in volta diversi, sullo sfondo di tutti gli altri, allora il malessere e la patologia derivano dalle scissioni e dalle identificazioni in un’unica figura fissa, dai comportamenti rigidi e ripetitivi, che alienano il sé dal suo processo di crescita continuo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per poter favorire integrazione e spontaneità, completezza ed elasticità, risultano centrali alcuni punti fondamentali:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - l’dea di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           CONSAPEVOLEZZA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            attiva (consapevolezza attenta, focalizzata, selettiva e perciò stesso già creativa) di se stessi, dei propri più autentici bisogni;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - la centralità dell’ESPERIENZA CORPOREA e dunque delle sensazioni, delle emozioni e dei movimenti, attraverso cui si raggiunge la consapevolezza dei propri bisogni;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - la centralità del PRESENTE (il qui e ora dell’esperienza);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - la CREATIVITA' , intesa come adattamento creativo all’ambiente, in funzione dell’integrazione dei bisogni e della loro soddisfazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - il concetto di CAMBIAMENTO (la formazione dinamica figura-sfondo, ovvero l’affiorare, in un ciclo continuo, di sempre nuovi bisogni e soddisfazioni) inteso sempre e comunque come CRESCITA.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel processo terapeutico gestaltico determinante non è l’interpretazione, ma l’insight,  inteso però in senso più ampio di quello puramente intellettuale e perciò definito l’esperienza del “ah!” , un’esperienza di presa di coscienza non solo intellettiva, ma che implica anche una componente senso-motoria ed emozionale, componenti cioè legate al corpo. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella terapia della gestalt come terapia attiva, esperienziale, assumono importanza centrale le tecniche degli ESPERIMENTI ATTIVI, strumenti necessari per raggiungere l’esperienza “dell’ah!”. Gli esperimenti attivi consistono nel portare sulla scena terapeutica esperienze incompiute, per permettere di confrontarsi con le situazioni di vita difficili, esprimendo le emozioni e le azioni represse in un clima di sicurezza relativa. Questo allo scopo di sperimentare il pericolo insieme al sostegno. Essere invasi dalle emozioni è rischioso, se c’è il sostegno ci si può permettere di rischiare. L’esperimento attivo non è un surrogato, ma un’esperienza altra, una forma d’arte: l’individuo non si limita semplicemente a riprodurre qualcosa che è già accaduto nel passato o che potrebbe accadere nel futuro, bensì si relaziona all’accadimento portando fuori i propri bisogni ed emozioni attuali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli ESPERIMENTI ATTIVI consistono nel portare sulla scena terapeutica esperienze incompiute, per permettere di confrontarsi con le situazioni di vita difficili, esprimendo le emozioni e le azioni represse in un clima di sicurezza relativa. Questo allo scopo di sperimentare il pericolo insieme al sostegno. Essere invasi dalle emozioni è rischioso, se c’è il sostegno ci si può permettere di rischiare. L’esperimento attivo non è un surrogato, ma un’esperienza altra, una forma d’arte: l’individuo non si limita semplicemente a riprodurre qualcosa che è già accaduto nel passato o che potrebbe accadere nel futuro, bensì si relaziona all’accadimento portando fuori i propri bisogni ed emozioni attuali. L’esperimento attivo è creativo, è effettivamente un’esperienza artistica, perché ciò che si manifesta in esso è la stessa qualità di eccitazione e di incredibile scoperta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli esperimenti attivi si distinguono in:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            RAPPRESENTAZIONE: è una drammatizzazione all’interno della scena terapeutica gruppale di alcuni aspetti del paziente o di una situazione incompiuta (per esempio far agire la parte di sé bambina che non ha potuto esprimere i propri bisogni ed emozioni nel passato); 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            COMPORTAMENTO DIRETTO: si chiede al paziente di compiere un comportamento specifico che di solito evita (per es. far urlare una persona che di solito parla a bassa voce); provando questi comportamenti, è possibile fare scoperte che rivelano aspetti nascosti di sé;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            IMMAGINAZIONE: l’immaginazione è una funzione espansiva dell’individuo. L’immaginazione è strettamente connessa a (in grado di suscitare ed essere suscitata da) le emozioni e le azioni, è una forza in grado di far emergere e convogliare le energie della persona verso una meta visualizzata, portando a cambiamenti, spesso a una svolta del senso di sè; l’immaginazione ha una funzione integrativa: la persona che libera le emozioni seppure attraverso l’immaginazione, impara a incorporarle nel repertorio emozionale della propria vita senza temerle; l’immaginazione è inoltre una funzione simulativa: permette di esplorare lo sconosciuto, di completare un’esperienza e di sperimentare le possibilità delle azioni future, sviluppando vigilanza e preparazione. Il lavoro terapeutico gruppale, per se stesso è “una rara combinazione di fantasia e realtà”, che facilita il lavoro creativo dell’immaginazione; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            SOGNI: ogni elemento del sogno è, secondo Perls, una proiezione di una parte di sé. Tutte le componenti del sogno, grandi o piccole, umane o meno, sono rappresentazioni di colui che sogna;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            COMPITI: servono a gettare un ponte fra le sedute settimanali o i week end seminariali e consistono in esperienze nella vita quotidiana, in tutta una gamma di possibilità di azioni, escludendo le decisioni fondamentali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Perls F., Hefferline R.F.,   Goodman P., T
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           eoria e pratica della terapia della Gestalt
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Roma, Astrolabio, 1951
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Polster, E., Polster, M.,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Terapia della Gestalt integrata,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Milano
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giuffrè, 1986
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gestalt+figura-sfondo1.jpg" length="11791" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 20 Feb 2024 22:59:28 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/terapiagestaltica</guid>
      <g-custom:tags type="string">tecniche corporee,corpo,Gestalt,spontaneità,consapevolezza,tecniche gestaltiche,presenza,Gestalt Therapy,creatività,presente,tecniche attive,esperienza corporea</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gestalt+figura-sfondo1b.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gestalt+figura-sfondo1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Open day gruppi di Crescita personale</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/open-day-gruppi-di-crescita-personale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           OPEN DAY - GRUPPI DI CRESCITA PERSONALE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Milano, Sabato 6 e 13 Aprile 2024
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gruppo-fila.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Una giornata gratuita in cui fare esperienza dei
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/cosa-sono-i-gruppi-di-crescita-personale"&gt;&#xD;
      
           gruppi di crescita
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            da me condotti. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Il gruppo di crescita durante l'open-day permetterà:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           - di vivere un'esperienza protetta in un piccolo gruppo di 8-12 persone
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            - di sperimentare alcune delle tecniche usate nei
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/proposte-maratona-di-crescita-personale-di-un-giorno-a-milano"&gt;&#xD;
      
           gruppi di crescita di SpazioPsiche
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , utili per ampliare la consapevolezza di se stessi (
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/72efc845/files/uploaded/programmaOpen-day GruppiCrescita.pdf" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           programma scaricabile
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             della giornata di open day
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ) 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dove
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : Milano (MM2 Moscova), nella sede di SpazioM12 (
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.spaziom12.it" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           www.spaziom12.it
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ) 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           quando:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sabato 6 e 13 Aprile e dalle 10.30 alle 17.30 con una pausa pranzo di un'ora e un coffee-break. 
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gruppo-fila.jpg" length="11854" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 19 Feb 2024 17:14:04 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/open-day-gruppi-di-crescita-personale</guid>
      <g-custom:tags type="string">terapia di gruppo,gruppo,Consapevolezza di sè,crescita personale,gruppi di crescita</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gruppo-fila.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gruppo-fila.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le tecniche attive: psicodramma e costellazioni</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/le-tecniche-attive-psicodramma-e-costellazioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vissuti conflittuali ed emozioni "messi in azione"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/personaggi.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le tecniche attive, che si basano cioè sull’azione 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (lo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           psicodramma e le costellazioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           )
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            permettono al protagonista di “mettere in scena” momenti ed eventi vissuti come dolorosi, situazioni conflittuali in relazione con gli altri, oltre che con le diverse parti di sé. Mettendo “in azione” situazioni ed emozioni è possibile, rivivendole o assistendo alla loro rappresentazione, liberare i blocchi emotivi e arrivare ad una ristrutturazione cognitiva, una rilettura di quegli stessi vissuti alla luce di un nuovo punto di vista. La drammatizzazione (letteralmente “messa in azione”) viene utilizzata per attualizzare il conflitto o il vissuto doloroso: mettendolo in scena (attraverso una "costellazione" o una "scultura") il soggetto vede davanti a sè la scena, la ascolta e la sente. Invece che restare soltanto sul piano dell’immaginazione o del ricordo, ci si muove sul piano del ri-vivere; il mettere in scena fa si che il cliente invece di raccontare gli avvenimenti soltanto, li sperimenti di nuovo, recitandoli. Attraverso la drammatizzazione si ha la possibilità di vedere aspetti fino ad allora rimasti nascosti, si apre il campo a delle possibili alternative, si osserva come si possa fare diversamente da quanto si è fatto nel passato
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Con la terapia di gruppo la persona si addentra nella scoperta di verità nuove sentendosi stimolata e al contempo rassicurata e protetta dalla presenza e dagli stimoli del gruppo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pur nascendo come strumenti della terapia di gruppo, queste tecniche possono essere efficacemente usate anche in seduta individuale attraverso l’uso di oggetti simbolici e il supporto dello psicologo; una gran varietà di oggetti possono essere usati per costruire vere e proprie scene emozionali, un teatro fatto anziché di persone, di oggetti che simboleggiano le persone. Il soggetto vive e guarda la sua storia, ma può attuare una rottura del copione, riscrivere una nuova narrazione della vicenda vissuta e del proprio ruolo al suo interno. In tal modo la persona si sentirà responsabile del suo destino, attiva, capace di cambiamento. E guadagnerà in autostima.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Psicodramma
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo psicodramma è un metodo terapeutico che si basa essenzialmente sulla “messa in azione” dei contenuti del mondo interno. La persona “gioca il ruolo" di qualcosa o qualcuno, cristallizzando sulla scena le proprie rappresentazioni mentali (emozioni, pensieri, fantasie, bisogni). Con questo metodo la persona, rielaborando il passato e liberando le emozioni bloccate, si avvia al cambiamento. Lo psicodramma guarda al futuro rivivendo il passato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Viene realizzato in gruppo, condotto da uno o due terapeuti. Ciascun partecipante, davanti agli altri, recita una parte, rappresenta un personaggio, che può essere se stesso, una parte di sé o un’altra persona con cui è in relazione; l’intento è quello di mettere in scena un’esperienza dolorosa, un conflitto, un rapporto difficile, un episodio che ha procurato sofferenza. La persona ha così la possibilità di ri-sperimentare dei vissuti invece che raccontarli: può parlare con gli assenti o con una parte di sé o con le figure significative della propria vita, può esprimersi liberamente, senza paure, dentro lo spazio protetto del gruppo che, condividendo le medesime vicende umane, le medesime sofferenze, si identifica ed empatizza, non giudica, e in tal modo sostiene. Le sessioni di psicodramma offrono uno spazio sicuro per l’elaborazione emotiva. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Questo approccio, teso a migliorare l’equilibrio personale e le relazioni interpersonali consente, grazie all’uso di diverse tecniche attive specifiche (l’inversione di ruolo, il doppio, lo specchio, il soliloquio, la sociometria…), lo sblocco di meccanismi emotivi cristallizzati e ripetitivi, favorisce i processi di insight, ovvero intuizioni di nuovi modi di leggere se stessi e gli altri, facilita la soluzione di problemi. Questa modalità di espressione permette ai partecipanti di esplorare e sperimentare nuovi ruoli, di liberare emozioni e di trovare punti di vista alternativi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il terapeuta, nel ruolo di regista, dirige il processo, offrendo sostegno emotivo e incoraggiando la scoperta di nuove prospettive e soluzioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il setting è di 8-12 partecipanti, disposti a semicerchio.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Costellazioni familiari
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.giuseppeclemente.com/costellazioni-familiari-cosa-sono-e-a-cosa-servono/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           costellazioni familiari
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sono un metodo terapeutico che mira a portare alla luce le dinamiche disfunzionali o i conflitti non risolti all’interno di una famiglia o di un sistema sociale, dinamiche che influenzano negativamente la vita di una persona. Questo approccio si basa sull’idea che le dinamiche familiari siano radicate nella nostra psiche inconscia e possano condizionare le nostre emozioni e i nostri comportamenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le costellazioni sono un metodo di gruppo in cui i partecipanti vengono divisi in osservatori, rappresentanti e costellatori. Il costellatore è colui che porta un proprio problema da risolvere o dipanare; i rapprensentati sono invitati a rappresentare al centro del cerchio i membri della famiglia o del sistema del costellato. Attraverso il posizionamento dei rappresentanti nello spazio, il facilitatore può osservare e indagare le dinamiche relazionali in gioco. Questo processo può portare alla scoperta di verità nascoste, alla comprensione di conflitti irrisolti, di disordini nel posizionamento e nei ruoli, e alla possibilità di rioridinare e trovare risoluzioni più equilibrate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ll setting varia dal piccolo (8-12 partecipanti) al grande gruppo, con i partecipanti disposti a cerchio.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Psicodramma e costellazioni offrono una prospettiva sistemica, ovvero la possibilità di cogliere l’insieme delle proprie relazioni famigliari e sociali, senza frammentarlo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/personaggi.jpg" length="71321" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 05 Feb 2024 04:00:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/le-tecniche-attive-psicodramma-e-costellazioni</guid>
      <g-custom:tags type="string">Moreno,Bert Hellinger,teatro interno,costellazioni,psicologia,crescita personale,psicologia sociale,conoscenza di sè,psicodramma,tecniche attive</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/personaggi.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/personaggi.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tecniche immaginative: quali, come, perchè</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/tecinche-immaginative-quali-come-perche</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tecniche immaginative come tecniche esperienziali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/sopraffazione+emozioni+e+pensieri.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ipnosi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Libere associazioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Visualizzazioni libere
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Visualizzazioni guidate
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lettura immagini simboliche  (carte Dixit dello psichiatra Jean-Louis Roubira)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lettura fotografie significative
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Disegno a tema
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Inizialmente questi procedimenti immaginativi, quali via di accesso all’inconscio, condivisero una stessa finalità: controllare la potenza dell’inconscio. Ma successivamente, metodi come l’immaginazione autogena di I.H. Schultz (centrati sul ruolo del corpo e del rilassamento, da cui origina il famoso "Training autogeno") o l’immaginazione attiva di C.G. Jung introdussero un’innovazione radicale: l’atteggiamento verso l’inconscio non fu più unicamente di controllo e di contrasto, ma di rispetto e di collaborazione. L’inconscio viene riconosciuto non più come fonte di aggressività ‘bestiale’, ma anche come fonte di vita e di creatività.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le tecniche basate sull’immaginazione fanno parte delle tecniche esperienziali, in quanto riattivano percezioni e vissuti sotto forma di memoria creativa. Esse permettono di raggiungere due obiettivi fondamentali:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1)      favoriscono l’emergere delle EMOZIONI che sono associate a:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            -  vissuti dolorosi o traumatici, per elaborarli 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -  vissuti piacevoli, per riparare i vissuti dolorosi e imparare la cura di sé, in tal modo trovando le proprie risorse per fronteggiare le difficoltà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Attraverso l’alleanza terapeutica, il cliente sperimenta un’alternativa di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.ipsico.it/news/ladulto-sano-interiorizzato-nella-schema-therapy/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           adulto sano
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            che offre il supporto (riparazione) per elaborare le emozioni disfunzionali irrisolte e soddisfare i bisogni primari inappagati nell’infanzia (bisogni di cura, di accettazione, amore). Sperimentando una relazione sana e positiva nello studio dello psicologo, si ricava un modello da trasferire nei rapporti con gli altri, che va a migliorare le proprie
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           relazioni interpersonali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            2)   suscitano inoltre immagini associate al SÉ IDEALE: valori, ideali, vocazioni autentiche, non derivati da condiscenza o da false credenze, ma dai propri più autentici bisogni. Mobilitando e orientando le proprie risorse a disposizione per realizzare il proprio VERO SÉ, sarà possibile sentirsi a casa nella propria vita, sentirsi realizzati e aumentare così
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l’autostima.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/sopraffazione+emozioni+e+pensieri.jpg" length="41964" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 24 Jan 2024 21:32:50 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/tecinche-immaginative-quali-come-perche</guid>
      <g-custom:tags type="string">tecniche immaginative,funzione immaginativa,immaginazione</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/sopraffazione+emozioni+e+pensieri.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/sopraffazione+emozioni+e+pensieri.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tecniche cognitivo-comportamentali</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/tecniche-cognitivo-comportamentali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tecniche cognitivo-comportamentali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/TCC+-+Terapia+Cognitivo+Comportamental.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le tecniche cognitivo-comportamentali  si basano in sostanza su una sintesi di terapia comportamentale e di terapia cognitiva.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            terapia comportamenale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è finalizzata a:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - interrompere le connessioni fra situazioni problematiche e reazioni abituali (reazioni quali paura, depressione, rabbia, ansia, fobie). A partire dai comportamenti attuali si risale ai modelli di interpretazione della realtà appresi durante l'infanzia che nel tempo, attraverso la loro ripetizione, si sono cristallizzati in schemi mentali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -  rilassare mente e corpo, in modo che la persona si senta meglio, pensi in maniera più chiara e decida in maniera più lucida. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La terapia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            cognitiva
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           finalizzata a:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - far scoprire che i sintomi sono causati da modelli di pensiero disfunzionali che danno una visione distorta della vita, rendendo ansiosi, depressi, arrabbiati e portando a compiere comportamenti sbagliati o disadattativi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - modificare i pensieri e le credenze distorte, le emozioni disfunzionali e i comportamenti disadattivi: agisce sui pensieri automatici (pensieri e percezioni distorte che attraversano in maniera rapida e incontrollata la mente di una persona di fronte a certe situazioni specifiche e ne condizionano negativamente l’umore); sulle credenze intermedie (opinioni, regole e assunzioni disfunzionali) e sulle credenze di base (che costituiscono il livello più profondo: sono globali e rigide e vengono apprese durante l’infanzia e l’adolescenza)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La tecniche cognitivo-comportamentali si caratterizzano per il fatto di essere: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            STRUTTURATE: si articolano secondo una struttura ben definita, benché non in maniera rigida, per assicurarne la massima efficacia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           DIRETTIVE: lo psicologo istruisce il cliente e assume attivamente il ruolo di "consigliere esperto”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            PRATICHE e CONCRETE: risoluzione di problemi concreti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           CENTRATE sul QUI ed ORA: si basano sull'attivazione delle risorse attuali, attraverso strategie suggerite.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ORIENTATE al PRESENTE: volte a risolvere i problemi attuali, anche se generalmente l’origine risale all’infanzia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A BREVE TERMINE: 6-12 mesi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ORIENTATE allo SCOPO: lo psicologo lavora insieme al paziente per stabilire gli obiettivi del suo percorso di crescita e cura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si tratta di tecniche che si svolgono FACCIA-a-FACCIA (eccetto che per tecniche particolari quali il rilassamento, il role-playing, il modeling).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si svolgono in quattro fasi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (1) fase di IDENTIFICAZIONE delle regole, delle credenze, degli stili di pensiero e dei comportamenti che generano e mantengono il malessere emotivo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (2) fase di RICONOSCIMENTO: imparare a riconoscere i comportamenti nel momento in cui si attivano e gli schemi cognitivi che ne stanno alla base
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (3) fase di INTERVENTO-MODIFICAZIONE: imparare a modificarli e sostituirli con pensieri e comportamenti alternativi e più utili
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (4) fase di STABILIZZAZIONE: gradualmente con la ripetizione, attraverso un iniziale accompagnamento da parte dello psicologo e passando da situazioni semplici a sempre più complesse il cambiamento dello schema cognitivo e del comportamento ad esso associato si stabilizzerà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tale cambiamento faciliterà il raggiungimento degli obiettivi personali, consentirà di migliorare la qualità delle RELAZIONI con gli altri, e di ridurre in tal modo la propria SOFFERENZA EMOTIVA.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli HOMEWORK
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Lo strumento più utilizzato fra una seduta e l'altra è quello degli homework, attraverso cui si crea una continuità agli incontri settimanali, potenziando così l’effetto delle pratiche e la sensazione del cliente di essere proprio lui artefice del suo stare meglio, in quanto sperimenta la sua capacità di ottenere dei cambiamenti, producendo un aumento del senso di autoefficacia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli Homework sono sempre
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - concordati, mai imposti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - coerenti con il lavoro fatto in seduta
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - chiari e definitivi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - in nessun modo motivo di giudizio nei confronti del paziente (non mirano alla prestazione, ma all’allenamento mentale)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Esempi di homework cognitivi sono:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • BIBLIOTERAPIA: letture che aiutano a capire meglio il proprio disagio psicologico;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • ASCOLTO: registrare le sedute in modo da poter riflettere sul loro contenuto anche dopo la seduta di terapia;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • SCRITTURA: compilazione di schede e diari per imparare a riconoscere e rispondere ai propri pensieri in modo più efficace
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • IMMAGINI MENTALI: immaginare se stesso mentre affronta con successo situazioni in cui teme di non poter riuscire.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Esempi di homework comportamentali sono:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • PROGRAMMAZIONE ATTIVITA' : incrementare le attività e ridurre la ruminazione su pensieri negativi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • COMPITI GRADUALI: scomporre i problemi in passi più piccoli e gestibili;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • ESPERIMENTI COMPORTAMENTALI: testare i propri pensieri e le proprie convinzioni.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/TCC+-+Terapia+Cognitivo+Comportamental.jpg" length="42140" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 08 Jan 2024 00:37:43 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/tecniche-cognitivo-comportamentali</guid>
      <g-custom:tags type="string">psicologia,psicoterapia,terapia cognitivo-comportamentale</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/TCC+-+Terapia+Cognitivo+Comportamental.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/TCC+-+Terapia+Cognitivo+Comportamental.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mindfulness</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/mindfulness</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La consapevolezza del qui ed ora
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/meditazione.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La mindfulness è l'atto di mantenere l'attenzione focalizzata sull'esperienza presente e, nel momento in cui ci si distrae, di riportarla nel presente. È l'atto della mente che osserva se stessa. Ma l’atto osservativo della mindfulness si distingue dall'osservazione comune per il fatto di mantenere la distanza dai propri contenuti (sensazioni e pensieri) e per l’assenza di giudizio. Nella mindfulness si guardano le proprie sensazioni e i propri pensieri senza valutarli, ma accogliendoli per quello che sono - qualcosa che c’è, che ci attraversa, senza identificarci - “Io non sono questa mia sensazione, io non sono questo mio pensiero” - senza che ci rappresenti in modo assoluto. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La mindfulness serve a diventare i governanti della nostra mente. È una capacità regolativa, che permette di gestire con efficienza l'attenzione, le emozioni e i pensieri, con il risultato di ridurre lo stress e l'ansia, migliorare l'umore e riuscire a cambiare alcuni modi automatici di reagire.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/meditazione.jpg" length="212825" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 30 Dec 2023 08:58:20 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/mindfulness</guid>
      <g-custom:tags type="string">psicologia della comunicazione,mindfulness,qui ed ora,Consapevolezza di sè,chakra,crescita personale,disturbi del sonno,cura di sè,mente-corpo,ascolto accogliente,ansia,Focusing,benessere psicologico,psicologia,meditazione</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/meditazione.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/meditazione.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I tre centri psichici del corpo</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/i-tre-centri-psichici-del-corpo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Testa, Cuore, Pancia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ovvero Ragione, Emozioni, Istinti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/triscele.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per centri psichici del corpo intendiamo i principali centri di comunicazione tra corpo e psiche. I centri psichici sono tre e sono collocati nella: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a)   
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           zona del bacino
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : è la sede delle
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           pulsioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (istinto di sopravvivenza, pulsione sessuale, pulsione aggressiva), delle sensazioni e delle emozioni
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           b)   
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           zona del petto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : è la sede dell’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           affettività
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           c)   
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           zona della testa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : è la sede della
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           razionalità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’apertura o chiusura parziale o totale dei centri psichici dipende in definitiva dalle strategie di vita che fin da bambini abbiamo trovato come le migliori strategie di sopravvivenza e adattamento all'ambiente di appartenenza (i genitori, la famiglia e successivamente il gruppo dei pari) e influisce enormemente sulle scelte di vita di tutti i giorni ma anche coerentemente sul corpo, dandogli letteralemente una forma (mofificando cioè la struttura fisica, la postura, l'andatura, il respiro, la mimica facciale)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a)   
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Chiusura
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           del
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            centro degli istinti
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           /emozioni (BACINO): quando in un individuo c’è paura o scarsa confidenza con la sfera degli istinti e delle emozioni per determinate condizioni ambientali e culturali (es. caso di donna che si è sposata e diventata madre: in assenza di modelli culturali che le permettano di essere una buona madre e contemporaneamente una donna, esclude i propri bisogni sessuali e istinti di base per svolgere al meglio la vita affettiva e razionale). In questa situazione il suo bacino presenta una riduzione della mobilità, della vitalità e dell’energia, mentre per contrasto il torace risulta più aperto e mobile. C’è una scarsa mobilità delle gambe. Il respiro è alto, mentre nella parte inferiore è quasi impercettibile. È come se il corpo registrasse e testimoniasse della difficoltà di combinare insieme vita affettiva e vita istintiva e per questo richiedesse la ‘rimozione’ del corpo dalla vita in giù. Ad un alto livello di chiusura si verificano sintomi associati a questo ‘fermare’, quali cellulite, accumuli di grasso dalla vita in giù, vene varicose, flebiti, gambe pesanti, emorroidi, caviglie gonfie, piedi sudati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           b)   
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Chiusura
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            del
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           centro affettivo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (PETTO): quando in un individuo c’è paura o scarsa confidenza con la sfera affettiva per determinate condizioni ambientali e culturali (es. educazione rigida) o per vulnerabilità affettiva, ipersensibilità (es. attaccamento insicuro con la madre) e rinuncia ai legami (es. caso di uomo di potere/di carriera: ha rinunciato agli affetti per concentrare tutte le sue energie sulla sfera razionale in funzione del lavoro e dell’autoaffermazione). In questa situazione il torace risulta fermo in un’unica posizione: ristretto (talvolta con sofferenza o insufficienza toracica o sintomi quali problemi cardiaci, bronchiti, mal di gola, seno minuto) o espanso (con sintomi quale asma, enfisema, seno molto abbondante)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            c)   
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chiusura
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            del
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           centro razionale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (TESTA): quando un individuo desidera evitare costantemente pensieri ritenuti inaccettabili o disturbanti rinuncia a pensare (es. individuo ‘sognatore’ o idealista che fatica ad accettare il dato di realtà). In questa situazione è la testa a essere ‘rimossa’ con conseguenti sintomi di cefalea, cervicale, problemi di vista, tumori alla testa.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le chiusure possono essere funzionali a realizzare alcuni obiettivi in certi momenti della vita, ma la loro cristallizzazione comporta una privazione, una negazione di una parte di sé che non può che comportare sofferenza. La capacità di accedere a tutti e tre i centri psichici offre la possibilità di esprimere tutto il proprio potenziale e di appagare tutti i bisogni, producendo una situazione di maggiore benessere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le strategie che la nostra psiche struttura per adattarsi alle richieste dell’ambiente in determinate situazioni vanno dunque a dare ‘forma’ all’organizzazione corporea, intesa sia come le caratteristiche fisiche del corpo (struttura fisica, postura, andatura, respiro) sia come le malattie che lo affliggono. Le malattie tendono a controbilanciare gli effetti della strategia e corrispondono al principio di omeostasi che governa il nostro organismo. Le caratteristiche corporee quanto le malattie sono dunque funzionali alle strategie di sopravvivenza a un dato ambiente elaborate dall’individuo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fonte: Tolja-Speciani,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Pensare con il corpo,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ed. Tea, 2015
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/triscele.jpg" length="24701" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 15 Dec 2023 00:34:06 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/i-tre-centri-psichici-del-corpo</guid>
      <g-custom:tags type="string">psicologia,chakra,psicosomatica,mente-corpo</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/triscele.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/triscele.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Successi e fallimenti: gli autoinganni della mente</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/successi-e-fallimenti-dipendono-da-noi-o-dalla-situazione</link>
      <description>Il centro di controllo delle nostre azioni</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il centro di controllo  delle nostre azioni 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/Bias+di+attribuzione_del+LocusOfControl.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La ricerca delle cause delle azioni degli individui in psicologia è definita teoria dell’attribuzione. Lo psicologo Rotter ha parlato di "Locus of control", c
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           entro di controllo,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per descrivere i due modi in cui attribuiamo le cause dei nostri successi e fallimenti. In definitiva la percezione che abbiamo del controllo del nostro destino: a cosa attribuiamo l’origine degli eventi che riguardano la nostra vita. In altre parole, fino a che punto ci consideriamo i fautori degli avvenimenti che ci accadono.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Locus of control
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ovvero il centro del controllo, può essere interno o esterno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Gli individui che hanno un centro di controllo interno attribuiscono la causa di ciò che accade a se stessi e alle proprie azioni; quelli che hanno un centro di controllo esterno ritengono di avere poche possibilità di intervenire efficacemente sugli eventi, che dipendono più dalla situazione e da fattori esterni che non dalle proprie azioni (il caso, chi ha maggiore potere, le conoscenze giuste, l’ambiente favorevole). Ognuno di noi possiede entrambi i tipi di attribuzione, ma con una predominanza più spiccata per uno dei due tipi di attribuzione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I diversi stili di attribuzione (chi tende per lo più verso l'attribuzione a cause interne, chi a quelle interne) determinano in definitiva la percezione che abbiamo di noi stessi e del mondo rispetto al controllo della nostra esistenza:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Fortunati o Abili?
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Attivi o Passivi?
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ottimisti o Pessimisti?
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Individui con
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           centro di controllo interno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli individui che possiedono un locus of control interno si sentiranno maggiormente responsabili delle loro azioni e saranno pertanto più attivi, determinati e tenaci. Sono certi di possedere competenze elevate, credono che ogni azione abbia effetto sullo stato delle cose e che per questo, per modificare le cose, è necessario agire con decisione, esercitando un controllo attento e serrato. Gli individui con locus of control interno si impegnano a sviluppare conoscenze e abilità che permettono di superare prove e difficoltà; sono convinti di poter raggiungere gli obiettivi prefissati, non temono la fatica, anzi ritengono che per ottenere i risultati voluti, sia necessario sforzo e sacrificio. Così, armati di competenze, con queste risorse e con questa fiducia in se stessi, avranno certo maggiori possibilità di successo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             Individui con
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           centro di controllo esterno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Negli individui che possiedono locus of control esterno invece l’atteggiamento sarà più passivo rispetto agli eventi della vita e tenderanno ad accettarli così come si presentano, anche quando spiacevoli e anche quando potrebbero essere cambiati. Ritengono che le conseguenze delle loro azioni siano dovute a circostanze esterne e pertanto sono convinti che gli eventi della loro vita siano fuori dal proprio controllo e le azioni dipendenti da fattori non gestibili, come il destino e la fortuna. Gli individui con un 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           locus of control esterno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            tendono ad attribuire la responsabilità dei risultati ottenuti al destino o agli altri, piuttosto che a loro stessi e pertanto si impegnano poco nell’acquisire nuove conoscenze e abilità, nell’esercitarle e nel metterle in atto. Dipendono dagli altri, hanno scarsa 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.stateofmind.it/tag/autoefficacia/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           autoefficacia
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e bassa autostima. Così scarsamente armati e poco fiduciosi in se stessi saranno più facilmente esposti al fallimento. Le persone con 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           locus of control esterno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , tuttavia, sebbene più passive rispetto agli eventi e poco in grado di intervenire, saranno più orientate all’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.stateofmind.it/tag/accettazione/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           accettazione
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            delle esperienze negative e pertanto più predisposte al benessere: minimizzare il proprio ruolo e la propria responsabilità di fronte agli eventi negativi, avvalendosi di una spiegazione esterna o fatalistica di quanto accaduto, riduce il senso di colpa, allontana il 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.stateofmind.it/tag/rimuginio-ruminazione/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           rimuginio
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             e permette di canalizzare le energie mentali per affrontare meglio le conseguenze.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Esistono anche individui che mostrano una 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.stateofmind.it/2018/07/locus-of-control/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           equilibrata combinazione dei due tipi di locus of control
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Queste persone risultano più capaci di gestire lo 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.stateofmind.it/tag/stress/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           stress
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sono in grado di fronteggiare le difficoltà con risultati positivi, sono in grado di assumersi maggiori responsabilità e raggiungono gli obiettivi con minore disagio emotivo e dispendio di energia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In definitiva il locus di controllo è in grado di influenzare non solo la percezione di noi stessi (autostima) e della realtà (ottimismo/ pessimismo), ma anche la nostra motivazione ad agire, e il successo e il fallimento delle nostre azioni nonché le emozioni che ne derivano.  
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’influenza della
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            famiglia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e della
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            società
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           tipo di locus of control
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            di ciascuno individuo risulta essere influenzato dalla 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.stateofmind.it/tag/personalita-tratti-di-personalita/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           personalità
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dalla cultura e dalla famiglia di origine, oltre che da una serie di rinforzi positivi o negativi che si ricevono durante la vita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La famiglia è il primo ambiente in cui il bambino apprende a dare significato agli eventi, alle sue azioni e alla valutazione delle loro conseguenze. Lo sviluppo del 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           locus of control
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            è dunque fortemente influenzato dall’educazione familiare: molte persone che presentano un 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           locus of control interno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            sono cresciute in famiglie che danno grande importanza all’impegno, alla responsabilità e alla costanza nel perseguire un obiettivo e che ricompensano significativamente il raggiungimento degli obiettivi. Al contrario chi possiede un 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           locus of control esterno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            spesso proviene da famiglie che esercitano un basso controllo e non considerano importante impegno e responsabilità. Naturalmente, col passare del tempo e con le nuove esperienza di vita è possibile che il 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           locus of control
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            si modifichi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           distorsione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           cognitiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            del
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           centro di controllo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Spesso usiamo i due tipi di attribuzione in modo distorto, per proteggere la nostra autostima dagli insuccessi o per confermare i nostri successi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I nostri successi sono dovute alle nostre abilità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . Ad esempio, tendiamo ad attribuire i nostri successi alle nostre abilità (“ho superato l'esame, perchè ero preparato”), mentre se falliamo tendiamo ad attribuire le cause del fallimento a cause esterne, a fattori situazionali, piuttosto che incolpare noi stessi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I successi degli altri sono dovuti a fortuna o aiuti esterni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Se, inversamente, un’altra persona ottiene i nostri stessi o migliori risultati, allora ci affidiamo a spiegazioni esterne (“ha avuto fortuna/ è stato aiutato”).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli insuccessi degli altri sono dovuti a loro responsabilità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E in maniera speculare, quando gli altri ottengono un insuccesso tendiamo a fornire attribuzioni interne, per esempio dicendo che il pessimo risultato che hanno ottenuto è da attribuire alle loro caratteristiche personali (“non è intelligente, non si è preparato abbastanza”).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I nostri insuccessi sono stati causati da fattori esterni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Quando invece siamo noi a fallire, allora siamo più propensi ad attribuirne le cause alla situazione o alla sfortuna ("ho avuto sfortuna/ era troppo difficile")
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/Bias+di+attribuzione_del+LocusOfControl.jpg" length="89072" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 15 Nov 2023 00:33:34 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/successi-e-fallimenti-dipendono-da-noi-o-dalla-situazione</guid>
      <g-custom:tags type="string">locus of control,psicologia,successo,fallimento,terapia cognitivo-comportamentale</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/Bias+di+attribuzione_del+LocusOfControl.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/Bias+di+attribuzione_del+LocusOfControl.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'intelligenza emotiva</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/l-intelligenza-emotiva</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Connettere razionalità ed emozioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/intelligenza-emotiva.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Intelligenza emotiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ciò che proviamo è alla base di quasi tutte le decisioni più importanti che prendiamo nella nostra vita. Saper riconoscere e dare un nome alle nostre emozioni è quindi fondamentale per dare significato a quello che ci accade. Tale abilità è definita intelligenza emotiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'intelligenza emotiva è la capacità di comprendere, utilizzare e gestire le proprie emozioni in modi positivi per alleviare lo stress, comunicare in modo efficace, entrare in empatia con gli altri, superare le sfide e disinnescare i conflitti. L'intelligenza emotiva serve perciò a costruire relazioni più forti, ad avere successo negli studi e nel lavoro, a perseguire gli obiettivi personali. È la via per entrare in contatto con i propri sentimenti, per trasformare l'intenzione in azione per realizzarla, per prendere decisioni su ciò che conta davvero per noi stessi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Affinché ci sia intelligenza emotiva è necessario
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1.  	essere consapevoli che le emozioni possono guidare il nostro comportamento e avere un impatto sulle altre persone
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            2.  	imparare a riconoscerle e a decodificarle: le
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/le-emozioni-cosa-sono-e-a-cosa-servono"&gt;&#xD;
      
           emozioni sono un fenomeno complesso
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           che ci fornisce precise indicazioni sul nostro stare bene o male nel mondo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3.  	imparare a gestire le emozioni, sia le nostre che quelle degli altri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ad introdurre il concetto di intelligenza emotiva sono stati per la prima volta i professori  Salovey e Mayer (1990), che l’hanno definita come:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “La capacità di monitorare le proprie e le altrui emozioni, di differenziarle e di usare tali informazioni per guidare il proprio pensiero e le proprie azioni”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .  Il concetto di Intelligenza emotiva è stato poi ripreso dal giornalista e psicologo Daniel Goleman il quale, nel 1995, lo rese popolare, definendola:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “ La capacità di riconoscere i nostri sentimenti e quelli altrui, di motivare noi stessi, e di gestire positivamente le nostre emozioni,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           tanto interiormente quanto nelle relazioni sociali”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da questa definizione si può capire come l’intelligenza emotiva sia un intreccio di empatia, motivazione, autocontrollo, logica, capacità di adattamento e di gestione delle proprie emozioni, così da non esserne sopraffatti e riuscire a raggiungere i nostri obiettivi di vita. Imparare a gestire le proprie emozioni non significa negarle o eliminarle, ma fare in modo che non si trasformino in comportamenti spiacevoli e svantaggiosi. Se, per esempio, sappiamo che in situazioni in cui è richiesta una prestazione, come un esame, siamo soliti agitarci molto, quando l'ansia arriverà la riconosceremo e la potremo affrontare. Se invece ne siamo inconsapevoli, questa emozione ci travolgerà come una valanga, ne saremo sopraffatti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il quoziente di intelligenza (QI) da solo non è sufficiente per raggiungere il successo nella vita. Il QI può aiutare a entrare in università, ma è il quoziente dell’intelligenza emotiva che aiuterà a gestire lo stress e le emozioni quando si affrontano gli esami finali. La paura delle proprie emozioni spesso coincide con una scarsa intelligenza emotiva. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Goleman alla base dell’intelligenza emotiva individua cinque competenze e a ciascuna di queste attribuisce delle caratteristiche specifiche. Esse sono riconducibili a due grandi tipologie: personali e sociali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a) 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Competenze Personali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           :
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             CONSAPEVOLEZZA DI SÉ, da intendersi come capacità di riconoscere le proprie emozioni, sapere quali sono i propri limiti e le proprie risorse ed avere sicurezza nelle proprie capacità;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            PADRONANZA DI SÉ, la quale richiede la capacità di saper dominare i propri stati interiori, saper guidare gli impulsi e sapersi adattare e sentirsi a proprio agio in nuove situazioni;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;a href="/i-bisogni-primari-e-secondari-dell-essere-umano"&gt;&#xD;
        
            MOTIVAZIONE
           &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , caratteristica che spinge l’individuo a realizzare i propri obiettivi sapendo cogliere le occasioni che gli si presentano, impegnandosi e restando costante nonostante le possibili avversità.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            b)     
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Competenze Sociali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : ossia le abilità di gestire le relazioni con l’altro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l’EMPATIA, intesa come la capacità di riconoscere le prospettive ed i sentimenti altrui, mostrandosi pronti a soddisfare le esigenze dell’altro, e aiutarlo cercando di mettere in risalto quelle che sono le sue risorse. Ma anche la capacità di individuare e coltivare le opportunità che vengono offerte dall’incontro con persone di diverso tipo, e il saper interagire all’interno di un gruppo sulla base dell’interpretazione delle correnti emotive e dei rapporti di potere esistenti nel gruppo stesso. Altre abilità sociali, ossia tutte quelle abilità che consentono di indurre nell’altro risposte desiderabili, sono le 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ABILITA’COMUNICATIVE, il saper comunicare in maniera chiara e convincente. Rientra inoltre nelle abilità sociali il cercare di favorire l’instaurarsi di legami fra i membri di un gruppo creando un ambiente positivo che consenta di lavorare per obiettivi comuni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           ‍‍Caratteristiche dell’intelligenza emotiva:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;a href="/le-emozioni-cosa-sono-e-a-cosa-servono"&gt;&#xD;
        
            VOCABOLARIO EMOTIVO
           &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : le persone con un buon livello di intelligenza emotiva sono capaci di parlare delle proprie emozioni, di raccontarle e quindi di gestirle. Al contrario, chi non ha un vocabolario emotivo sviluppato soffre di alessitimia, la difficoltà ad accedere al proprio mondo emotivo e identificare le emozioni negli altri e in se stessi. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ADATTABILITÀ e CURIOSITÀ: una persona emotivamente intelligente è adattabile e flessibile e non teme i cambiamenti. Si adatta facilmente alle situazioni nuove sul lavoro e nella vita privata, è incuriosito dalle novità e non ha paura di sperimentare.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            INDIPENDENZA: una delle caratteristiche dell’intelligenza emotiva è non dipendere dal giudizio degli altri. La persona, essendo pienamente consapevole delle proprie emozioni, se ne assume anche la responsabilità di fronte agli altri e valuta quando è il caso di condividerle.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli steps fondamentali per sviluppare l’intelligenza emotiva sono:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            CONSAPEVOLEZZA DI SÉ. Conoscersi profondamente significa riflettere sui propri punti di forza, sulle opportunità di crescita, sui propri valori.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ACCETTARE FEEDBACK e CRITICHE. Le persone emozionalmente intelligenti sanno ascoltare e prendere in considerazione le critiche altrui non come offese ma come opportunità di miglioramento personale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            RICONOSCERE le proprie EMOZIONI e i propri sentimenti nel momento in cui si presenta una sfida o un problema da risolvere. Questo non solo aiuta controllare le proprie reazioni ma anche a tenere la mente focalizzata sulla risoluzione del problema.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Praticare regolarmente la
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;a href="/mindfulness"&gt;&#xD;
        
            MINDFULNESS
           &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . E’ scientificamente provato che allenare la mente ad essere ricettiva nel qui ed ora, in modo intenzionale e con distacco, aiuta le persone a vedere eventi ed emozioni negative come meri prodotti mentali e così a controllarli senza farsi sopraffare. Imparando a prestare attenzione sugli scopi in modo non giudicante, si incrementano la chiarezza mentale e l’autoconsapevolezza.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            RELATIVIZZARE: Decentrarsi, distaccarsi e aprire la propria mente a tutte le possibili spiegazioni per guardare le situazioni da varie prospettive. La rabbia o la tristezza sono emozioni molto difficili da controllare. Ma se rimaniamo ancorati ad un solo modo di vedere le cose che ci accadono, sprecheremo più tempo a star male piuttosto che a trovare alternative di risposta più costruttive e salutari.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Essere grati ed ESALTARE le EMOZIONI POSITIVE. Le persone che scelgono di intraprendere attività piacevoli tendono ad essere più resilienti. Essere grati per ciò che abbiamo e facciamo, essere gentili con il prossimo e focalizzarsi sulle esperienze positive, ci rende più forti e più capaci di superare le avversità.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ESSERE EMPATICI. Soprattutto durante i conflitti interpersonali, il segreto per una buona gestione dei contrasti è quello di farsi valere nel rispetto degli altri. L’ascolto empatico crea uno spazio di confronto dove i pensieri e i sentimenti delle persone hanno più importanza del “vincere a tutti costi”.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/intelligenza+emotiva.jpg" length="36071" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 15 Oct 2023 14:04:41 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/l-intelligenza-emotiva</guid>
      <g-custom:tags type="string">emozioni,intelligenza,psicologia,intelligenza emotiva,gestione emozioni</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/intelligenza+emotiva.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/intelligenza+emotiva.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'efficacia della terapia di gruppo</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/l-efficacia-della-terapia-di-gruppo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I  fattori che rendono efficace una terapia di gruppo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gruppo-2-93a128d2.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel suo ormai classico studio, che raccoglie gli esiti di diverse ricerche condotte sia sui pazienti che sugli psicoterapeuti, Irvin Yalom [1] descrive undici fattori terapeutici fondamentali comuni a tutte le psicoterapie di gruppo. Le distinzioni tra questi fattori sono ovviamente un’astrazione, come ricorda Yalom, essi sono interdipendenti e nessuno si manifesta nella terapia di gruppo separatamente. Sono presenti in ogni gruppo terapeutico, ma le loro interazioni e la loro importanza variano da gruppo a gruppo. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            -     UNIVERSALITA' il sollievo di non essere soli, di poter condividere i sintomi, le emozioni, i pensieri, i propri comportamenti con altre persone. La convinzione di essere senza eguali nella propria disgrazia produce un senso di solitudine, sentimento che per molti è intensificato dall’isolamento sociale. Nel gruppo terapeutico, specialmente nelle prime fasi, la smentita di queste sensazioni di unicità è una notevole fonte di sollievo. L’universalità ha una funzione importante nella terapia di gruppo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -      SPERANZA: la possibilità di credere nel futuro con fiducia. Deriva dall’incoraggiamento e solidarietà che si attiva tra i vari componenti del gruppo, con la conseguente mobilitazione di ottimismo tra i partecipanti e la sensazione di potercela fare, nonché la speranza, la fiducia di poter ricevere aiuto. È necessaria per trattenere il paziente in terapia, affinché possano agire gli altri fattori terapeutici, inoltre la fiducia in un metodo può essere già di per sé efficace dal punto di vista terapeutico (effetto placebo). Fra tutti, di fatto, è quella collegata in modo particolarmente significativo all’ esito positivo della terapia. Precondizione è che l’infusione della speranza cominci prima che il lavoro di gruppo inizi, nel momento in cui il terapeuta rafforza le aspettative positive, corregge i presupposti negativi e presenta una spiegazione lucida e efficace delle proprietà terapeutiche del gruppo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            -      INFORMAZIONE: riguarda lo scambio comunicativo di informazioni sul processo terapeutico stesso: nozioni che il terapeuta fornisce ai pazienti sulle dinamiche psichiche e sul funzionamento del gruppo e del processo psicoterapeutico, l’orientamento, i consigli, suggerimenti offerti sia dal terapeuta sia dagli altri membri del gruppo. Sotto questa indicazione sono compresi due elementi: l’istruzione didattica, in cui la maggior parte dei pazienti durante la psicoterapia apprende molte cose sul funzionamento psichico, sul significato dei sintomi, sulle dinamiche interpersonali e di gruppo, sul processo psicoterapeutico (il processo educativo è implicito) e l’istruzione formale, o psicoeducazionale (il processo educativo è esplicito). La spiegazione del fenomeno rappresenta il primo passo verso il controllo del fenomeno stesso. Possono darsi anche consigli: dare o richiedere consigli costituisce un comportamento che può fornire indizi importanti per la spiegazione della patologia interpersonale essendo strettamente connesso al livello di autostima e alla falsa autonomia. I consigli sono un fenomeno comune agli inizi della terapia di gruppo, ma in rari casi portano in modo diretto ad uno specifico beneficio. Nondimeno, il processo di dare consigli, più che il contenuto in sé, può essere proficuo poiché implica e rende palese una reciproca cura e un reciproco interessamento, saldandosi in tal modo agli altri fattori della coesione, dell’altruismo e della speranza.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            -      ALTRUISMO: è un beneficio che qualsiasi individuo trae dall’interessarsi agli altri. La terapia di gruppo è l’unica a dare l’opportunità ai clienti di essere di beneficio agli altri. I pazienti ricevono qualcosa per il fatto stesso di dare agli altri membri del gruppo. Ne deriva un senso di autoefficacia: la scoperta di essere stato utile è importante perché favorisce un rinforzo per l’autostima. Nel tempo si viene a creare nel gruppo uno spazio condiviso in cui sperimentare la capacità di vicinanza, conforto e sostegno. Inoltre attraverso l’esperienza dell’altruismo i soggetti apprendono la reciprocità: avere degli obblighi verso le persone da cui si ricevono cure.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -      RICAPITOLAZIONE CORRETTIVA del gruppo primario famigliare (cambiamento del copione famigliare). Ha a che fare con il costante confronto tra gruppo terapeutico e gruppo familiare. Il gruppo somiglia per molti aspetti alla famiglia (spesso i gruppi terapeutici sono condotti da una coppia di terapeuti dei due sessi per simulare il più verosimilmente la coppia genitoriale): nelle interazioni con i membri del gruppo si può fare esperienza di intense emozioni e profonda intimità come anche di sentimenti ostili e di competitività, analogamente a quanto accade con i membri della famiglia. Una volta superato l’imbarazzo iniziale i pazienti interagiscono con il leader e gli altri membri del gruppo in modi che ricordano quelli secondo i quali un tempo interagivano con i genitori e i fratelli. Il gruppo è il luogo in cui si ripresentano le modalità relazionali che i singoli soggetti vivono con le persone più intime, con l’aggiunta della possibilità di osservarle, valutarle e in tal modo migliorare le proprie risorse relazionali. Si tratta di una forma di simulazione, del mettersi alla prova in un contesto simile ma sicuro. Il gruppo infatti favorisce un clima contenitivo e protettivo nel quale è dunque possibile esprimersi e sperimentarsi senza il timore del giudizio o di conseguenze ineluttabili, consentendo di correggere e calibrare i propri comportamenti. In esso si libera perciò un potenziale trasformativo. La scoperta da parte del paziente dell’inadeguatezza delle sue reazioni interpersonali, avviene attraverso non solo l’esame di realtà ma anche l’esperienza emotiva, elementi decisivi sia nella terapia individuale che in quella di gruppo. Il concetto di esperienza emozionale correttiva consiste nel principio terapeutico secondo cui il paziente, per essere aiutato, deve fare esperienze emotive concrete che gli permettano di riparare l'influenza traumatica di esperienze negative precedenti. L'insight intellettuale da solo non basta per produrre un cambiamento significativo e duraturo: ciò può essere ottenuto solo tramite esperienze reali vissute nel presente, nella relazione tra paziente e terapeuta (o anche nella vita quotidiana), in grado di annullare l'effetto di quelle passate. Affinché l’espressione di un’emozione si trasformi in un’esperienza emotiva correttiva sono necessarie due condizioni: i membri devono sentire che il gruppo fornisce loro abbastanza sicurezza e sostegno da poter esprimere queste tensioni apertamente; devono esserci sufficientemente partecipazione ed un feedback sincero.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -      APPRENDIMENTO INTERPERSONALE è la forma di apprendimento sociale studiata da Bandura [2]. Si tratta di imparare dagli altri confrontando "nel vivo" le proprie convinzioni interpersonali con quelle degli altri: il gruppo è il luogo di auto-osservazione in cui il paziente ripropone i modelli interpersonali disfunzionali all’interno di un “microcosmo sociale” e attraverso i feed back degli altri membri. È qui che entra in gioco il fenomeno del mirroring, che favorisce consapevolezza del proprio modo di stare in relazione agli altri e dell’impatto che questo modo di essere ha sugli altri. L’apprendimento sociale è uno dei principali fattori di cambiamento.. C’è inoltre qui in gioco il fenomeno della validazione consensuale: fenomeno che può modificare le distorsioni cognitive, in quanto consiste in un confronto delle proprie valutazioni interpersonali con quelle altrui.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -      IMITAZIONE: ogni paziente ha la possibilità di osservare e prendere a modello gli aspetti positivi del comportamento degli altri partecipanti e del terapeuta. Nei gruppi il processo imitativo è più diffuso, poiché si possono assumere come modelli sia il comportamento degli altri membri del gruppo sia del terapeuta. Bandura
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://d.docs.live.net/3c2ca917b024ce97/Desktop/TESI/TESTO%20in%20progress/Cap4.%20formattato.docx#_ftn5" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [5]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ha dimostrando sperimentalmente quello da lui definito come apprendimento vicario, ovvero quanto l’imitazione possa costituire una forza terapeutica efficace (terapia del sostituto o spettatore): un paziente può trarre beneficio dall’osservare l’efficacia della terapia di un altro paziente con problemi simili ai suoi e tende per ciò a imitarlo, apprendendo così nuove modalità comportamentali. Solitamente il comportamento imitativo ha un ruolo più importante nelle prime fasi, momento in cui è più forte il bisogno di identificazione con qualcuno. Non è raro in realtà che i pazienti nel corso della terapia provino su di sé i comportamenti di altre persone e poi li abbandonino perché mal confacentisi. Anche questo processo può avere una forte influenza terapeutica: scoprire ciò che si è attraverso la scoperta di ciò che non si è.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -     SOCIALIZZAZIONE: l’apprendimento della socialità, ovvero lo sviluppo delle abilità di relazioni sociale è un fattore terapeutico che agisce in tutti i gruppi, sebbene la natura delle abilità apprese e il carattere più o meno esplicito del processo siano notevolmente variabili a seconda del tipo di terapia (ad esempio nei gruppi di adolescenti si valorizza esplicitamente lo sviluppo delle abilità sociali, mentre in altri gruppi l’apprendimento della socialità è più indiretto). Il gruppo terapeutico rappresenta l’occasione di un serio feedback di relazioni di una certa profondità. I membri del gruppo da più tempo acquisiscono abilità sociali estremamente complesse: la sintonia con il processo di gruppo; l’adeguata reattività verso gli altri; i metodi di risoluzione dei conflitti; l’espressione di giudizi non impulsivi; la capacità di sperimentare ed esprimere un’adeguata empatia. Queste capacità sono le fondamenta dell’intelligenza emotiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            -      COESIONE: la risultante di tutte le forze che agiscono su tutti i membri del gruppo in direzione di un legame forte o la forza di attrazione che il gruppo esercita su ogni singolo membro. È in stretta relazione con il senso di appartenenza al gruppo come insieme e con la percezione dell’esistenza di un setting o un contenitore le cui “pareti” sono formate dai vari membri.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -      CATARSI: la possibilità risolutiva offerta dall’espressione delle emozioni. È una potenzialità liberatoria attraverso l’immedesimazione nell’altro e nelle sue proBlematiche e nella possibilità di rivelare fatti intimi e personali, così come la libertà di esprimere i propri sentimenti positivi e negativi in un clima di accoglienza e accettazione. Tale fenomeno potenzia lo sviluppo di legami di sostegno e coesione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -      FATTORI ESISTENZIALI: riflessioni su temi quali la solitudine, la morte la sofferenza, il senso dell’esistenza, della morte, la responsabilità, l’incostanza dell’esistenza e le implicazioni che tutto ciò ha sulla vita trovano un luogo di ascolto empatico.  La consapevolezza di questi aspetti dell’esistenza umana è necessaria affinché eventi avversi possano essere vissuti come meno drammatici
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            [1]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Irving Yalom,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Teoria e pratica della psicoterapia di gruppo,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Bollati Boringhieri, Torino, 2009
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿[2]
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Albert Bandura
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , Adolescent Aggression (1959) e Social Learning and Personality Development (1963).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gruppo-2-93a128d2.jpg" length="11843" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 14 Sep 2023 23:13:23 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/l-efficacia-della-terapia-di-gruppo</guid>
      <g-custom:tags type="string">terapia di gruppo,gruppo,Consapevolezza di sè,psicologia,conoscenza di sè</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gruppo-2-93a128d2.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/gruppo-2-93a128d2.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cosa sono i gruppi di crescita personale</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/cosa-sono-i-gruppi-di-crescita-personale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Conoscere se stessi attraverso gli altri
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/md/dmip/dms3rep/multi/branches-leaves-pattern.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I gruppi di crescita personale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            costituiscono un percorso di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/l-efficacia-della-terapia-di-gruppo"&gt;&#xD;
      
           conoscenza di sé in gruppo
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , rivolto a tutti coloro che desiderano migliorare se stessi e le relazioni con gli altri in tempi minori rispetto ai percorsi individuali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I gruppi di crescita personale  sono:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            un MOLTIPLICATORE nel processi di consapevolezza di sé e degli altri e di cambiamento individuale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            uno strumento per scoprire le proprie RISORSE e apprendere nuove abilità
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            uno spazio adeguato e PROTETTO, senza giudizio, dove poter esprimere ed elaborare vissuti ed emozioni
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            un luogo di CONDIVISIONE, di rispecchiamento e risonanze, attraverso cui sentirsi in connessione con gli altri
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             un ambiente SUPPORTIVO in cui sperimentare in modo positivo nuove modalità di comunicazione e relazione con gli altri
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            uno strumento per la creazione di nuove amicizie e CONNESSIONI significative
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/md/dmip/dms3rep/multi/branches-leaves-pattern.jpg" length="129549" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 14 Aug 2023 23:25:35 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/cosa-sono-i-gruppi-di-crescita-personale</guid>
      <g-custom:tags type="string">terapia di gruppo,counseling,gruppo,Consapevolezza di sè,psicologia,crescita personale,conoscenza di sè,gruppi di crescita</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/md/dmip/dms3rep/multi/branches-leaves-pattern.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/md/dmip/dms3rep/multi/branches-leaves-pattern.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cosa ci spinge ad agire</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/i-bisogni-primari-e-secondari-dell-essere-umano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I bisogni fondamentali alla base del comportamento:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           la piramide di Maslow
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/piramide-bisogni-Maslow.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Cosa ci spinge ad agire, cosa motiva il comportamento umano? Secondo lo psicologo umanista Abraham Maslow, le nostre azioni sono volte a soddisfare determinati bisogni  in modo gerarchico, ovvero l'uomo tende ad appagare i bisogni fondamentali prima di passare a quelli di livello più avanzato. Per spiegare tale concetto, Maslow ha ideato la piramide dei bisogni, una rappresentazione geometrica della gerarchia dei bisogni umani. Il bisogno primario di ogni essere umano è quello della sopravvivenza fisica, il primo e fondamentale a motivare il comportamento.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Inizialmente, Maslow affermò che è necessario soddisfare i bisogni di livello inferiore prima di procedere con quelli di livello superiore. In un secondo momento, tuttavia, affermò che soddisfare un bisogno non è un fenomeno “rigido”, si tratta piuttosto di una questione di priorità.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.verywellmind.com/updating-maslows-hierarchy-of-needs-2795269" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           Recenti studi
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            hanno infatti dimostrato che bisogni situati sulle parti alte della scala possono originarsi anche quando alcuni di quelli situati più in basso non siano stati ancora appagati. Si è anche appurato che i bisogni dipendono non solo dalla natura umana ma anche dalle circostanze in cui vive l’individuo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nella
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           piramide dei bisogni di Maslow
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            troviamo:
             &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1. Bisogni FISIOLOGICI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono i bisogni degli elementi necessari per la sopravvivenza umana (aria, cibo, bevande, riparo, vestiti, calore, contatto fisico, sesso, sonno, etc.). Se questi bisogni non vengono soddisfatti, il corpo umano non può funzionare in modo corretto. Tutti questi bisogni sono riconducibili al principio biologico dell’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Omeostasi" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           omeostasi
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ovvero la tendenza naturale al raggiungimento di una relativa stabilità, sia delle proprietà chimico-fisiche interne che comportamentali, necessità che accomuna tutti gli organismi viventi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2. Bisogni di SICUREZZA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Comprendono la sicurezza, la protezione da minacce naturali e sociali, l’ordine, la legge, la stabilità, la libertà, la mobilità, la mancanza di paura
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3. Bisogni di APPARTENENZA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una volta soddisfatti i bisogni fisiologici e di sicurezza, il terzo livello dei bisogni umani riguarda la sfera sociale e i sentimenti di appartenenza: comunicazione,  ascolto, accettazione/ inclusione, riconoscimento/valorizzazione, rispetto, interdipendenza/reciprocità/solidarietà,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://lamenteemeravigliosa.it/coesione-di-gruppo-e-rendimento/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           appartenenza a una coppia/gruppo
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           /
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           comunità, vicinanza emotiva (intimità), trasparenza, condivisione/ collaborazione, sicurezza affettiva, fiducia, struttura/organizzaizione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4. Bisogni di STIMA (ego e autostima)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si tratta di due categorie di bisogno: stima per se stessi (conoscenza e padronanza di sé, dignità, successo, indipendenza, libertà di scelta, identità, autenticità, apprendimento) e desiderio di reputazione o rispetto da parte degli altri (status, prestigio).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il bisogno di rispetto o reputazione è più importante per i bambini e gli adolescenti e precede la vera autostima o dignità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           5. Bisogni di REALIZZAZIONE DI SE'
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ci riferiamo alla realizzazione del potenziale personale: consapevolezza di sé, ricerca di crescita personale e di esperienze rilevanti (presenza, connessione, comprensione, orientamento/senso esistenza, espressione, creatività, trascendenza)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Bisogni di carenza vs bisogni di crescita.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I primi quattro piani della piramide dei bisogni sono spesso chiamati bisogni di carenza, mentre il livello più alto è noto come bisogno di crescita. I bisogni di carenza sorgono a causa della privazione e ci motivano quando non vengono soddisfatti. La motivazione, inoltre, diventa più forte se la mancanza si protrae nel tempo. D’altra parte, i bisogni di crescita non provengono dalla mancanza di qualcosa, bensì dal desiderio di sviluppo e miglioramento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel corso dei decenni il modello basato sulla piramide dei bisogni di Maslow è stato ampliato, includendo i bisogni di CONOSCENZA ed ESTETICI, ovvero la bellezza, l'armonia, il ritmo, l'equlibrio, e i bisogni di 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Trascendenza" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           T
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           RASCENDENZA, ovvero la necessità di andare oltre sé stessi e sentirsi parte di una realtà trascendente ('divina', sprituale, transpersonale).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/piramide+bisogni+Maslow.jpg" length="18796" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Jun 2023 19:27:34 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/i-bisogni-primari-e-secondari-dell-essere-umano</guid>
      <g-custom:tags type="string">bisogni umani,piramide maslow,motivazione,psicologia sociale</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/piramide+bisogni+Maslow.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/piramide+bisogni+Maslow.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le emozioni, cosa sono e a cosa servono</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/le-emozioni-cosa-sono-e-a-cosa-servono</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per una alfabetizzazione delle emozioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/emozioni.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Etimologicamente: dal latino "emovere" ovvero "ex" = fuori, più "movere" = muovere: portare fuori, smuovere, scuotere, agitare.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le emozioni sono degli stati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            temporanei
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           soggettivi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            in risposta a stimoli-evento (ovvero sensazioni e accadimenti che sperimentiamo personalmente), caratterizzati da:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            1. MODIFICAZIONI FISIOLOGICHE. Uno stimolo piacevole o spiacevole produce su di noi una modificazione corporea, che può manifestarsi in modo diverso da individuo a individuo. Tali cambiamenti corporei vanno dalla variazione della sudorazione, all'accelerazione o rallentamento del battito cardiaco (tachicardia, bradicardia, arresto), alla variazione della pressione sanguigna, all'alterazione del ritmo della respirazione (affanno, apnea), alla contrazione o rilassamento muscolare (fra cui quello dell'iride, che provoca la variazione del diametro pupillare), al battito ciliare, ai disturbi all’apparato gastrointestinale (secchezza orale o ipersalivazione, nausea, vomito, gastrite, diarrea). 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            2. ATTIVAZIONE di PROCESSI CONOSCITIVI: lo stimolo o l'evento attiva processi attentivi focalizzati oppure iperfocalizzati verso stimoli di attivazione; favorisce i processi di memorizzazione a lungo termine;  stimola il pensiero, in particolare l'elaborazione di strategie creative del problem solving.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3. COMPORTAMENTI ESPRESSIVI: la risposta allo stimolo-evento non è solo fisiologica, subito dopo si traduce nella messa in atto di un comportamento, che si manifesta in espressioni facciali (sorriso, corrucciamento, pianto), nella variazione della voce e dei movimenti del corpo, nelle reazioni istintive di risposta alla minaccia, quali l'attacco, la fuga, la paralisi (momentanea).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le emozioni sono dunque un fenomeno complesso e multicomponenziale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Esse svolgono diverse funzioni:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a) FUNZIONE ADATTIVA, svolge una funzione fondamentale nell'adattamento all'ambiente circostante: quali segnali corporei in risposta agli stimoli ambientali le emozioni servono come indicatori per comprendere se stiamo agendo nel modo più adeguato alla situazione. Funzionano cioè sia come sistema di allarme rispetto a situazioni di pericolo, minaccia o perdita, sia come sistema di conferma delle nostre risposte più adeguate indicandoci se sono in grado di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/i-bisogni-primari-e-secondari-dell-essere-umano"&gt;&#xD;
      
           soddisfare i nostri bisogni
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            b) FUNZIONE COGNITIVA: hanno un ruolo centrale nel funzionamento dei processi COGNITIVI in quanto focalizzano l’attenzione verso eventi rilevanti, pensieri o stimoli, organizzano i processi cognitivi, così come potenziano la motivazione e la memoria;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            c) funzione COMUNICATIVA ed EMPATICA: le modificazioni corporee comunicano al cervello la valenza e l’intensità dello stimolo e dunque ci informano del nostro stesso stato emotivo (prima sorridiamo poi ci rendiamo conto di essere contenti); inoltre permettono di comunicare con gli altri, paraverbalmente (tono, timbro, intensità, ritmo della voce) e non verbalmente (cambiamenti corporei: sudorazione, arrossamento, ritmo del respiro, pressione sanguigna, contrazioni muscolari, tremori...), manifestando l’impatto che gli eventi o le azioni altrui hanno su di noi; consentono infine agli altri, osservatori esterni, di empatizzare e di impegnarsi in soluzioni senza dover sperimentare l’evento stesso.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In termini cognitivo-comportamentali le emozioni sono risposte alle interpretazioni che l'individuo dà alla dimensione psico-sociale dell'ambiente cui appartiene: l’ANSIA è il prodotto della percezione di minaccia, una sensazione di paura diffusa e non ben individuata per un ambiente genericamente pericoloso; la PAURA è invece il senso di pericolo per una minaccia individuata; la RABBIA è il frutto della percezione di attacco o della minaccia che stiamo per perdere di qualcosa; l'INFELICITA'  il prodotto della percezione della perdita delle proprie fonti di soddisfazione, dell'autostima e della sicurezza; la GELOSIA è la sensazione di perdita di un rapporto esclusivo; l’INVIDIA il desiderio non meritato di qualcosa posseduto da altri; il SENSO DI COLPA  è frutto di un conflitto interiore fra le proprie pulsioni e la propria coscienza morale; la VERGOGNA la sensazione di umiliazione per essere scoperti a compiere un’azione colpevole; la GIOIA deriva dalla soddisfazione delle esigenze di realizzazione (successo, senso di autoefficacia) o di affiliazione (bisogno di appartenenza, di coppia o di gruppo); la TRISTEZZA è il senso di perdita di un oggetto o di una relazione (perdita di affiliazione); la SORPRESA la sensazione di inaspettato di fronte a un evento imprevisto positivo o negativo che sia; il DISGUSTO la sensazione di rifiuto o repellenza. Come risulta evidente da queste descrizioni ogni emozione costituisce un utile indicatore su come orientare le nostre azioni: se l'emozione è positiva, ovvero piacevole, significa che dobbiamo continuare a comportarci nello stesso modo, se l'emozione è negativa o spiacevole allora si tratta di cambiare il nostro comportamento in funzione della soddisfazione dei bisogni che quella stessa emozione ci indica. In questo senso le emozioni sono tutte positive, cioè non vanno represse o negate, ma accolte e comprese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Non è possibile, di fatto, individuare categorie discrete di emozioni, le une possono sfumare nelle altre, contaminarsi, incrociarsi, limitarsi. Sono state individuate tuttavia cinque emozioni di base: rabbia, paura, gioia, amore e tristezza. Si tratta di emozioni universali, in quanto appartengono al linguaggio non verbale che le persone della maggior parte delle culture usano per designarle, e in quanto sono innate, ovvero ad esse si associano gli stessi fattori biologici in tutti gli esseri umani.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si distinguono
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           emozioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            primarie,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           originarie e innate, l
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            prime a presentarsi nei bambini: gioia, tristezza, paura, rabbia, disgusto;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           emozioni secondarie
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , sviluppate in seguito a un processo di socializzazione e autoconsapevolezza: ad esempio disapprovazione, amore, vergogna, rimorso, senso di colpa. Emozioni complesse, stati emotivi anche contraddittori possono coesistere o dar vita a emozioni nuove: ad esempio tristezza più sorpresa forma la delusione, gioia più fiducia forma l’amore, disgusto più rabbia forma il disprezzo e così via. Le emozioni fondamentali sono universali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le emozioni hanno una duplice dimensione: una
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           valenza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ovvero l’emozione può essere positiva o negativa, nel senso che può produrre sensazioni e pensieri piacevoli o spiacevoli e un’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            intensità,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ovvero il grado di attivazione delle risposte corporee coinvolte.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le emozioni come detto svolgono un ruolo fondamentale in rapporto con la MOTIVAZIONE. La motivazione è la spinta soggettiva che fa muovere verso un obiettivo, è cioè il bisogno che preme affinché un dato comportamento venga attivato. Poichè l’emozione, come risposta a una sollecitazione ambientale, può essere positiva o negativa, come tale funge da rinforzo per la motivazione: gli stati emozionali piacevoli rinforzano tutti quei  comportamenti che li hanno determinati, motivando l’individuo a metterli in atto di nuovo (rievocazione), mentre emozioni spiacevoli rinforzano l’opportunità di non ripetere comportamenti ad esse associati. Le scienze neuropsicologiche hanno verificato anche come le emozioni influenzino la MEMORIA poiché i processi di acquisizione, consolidamento e recupero sono strettamente legati con la valutazione della valenza emozionale dello stimolo stesso. Se le emozioni sono positive, facilitano i processi di memorizzazione, mentre le emozioni negative tendono all’oblio o, in termini psicoanalitici, alla repressione/rimozione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/emozioni.jpg" length="48840" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 15 May 2023 17:04:57 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/le-emozioni-cosa-sono-e-a-cosa-servono</guid>
      <g-custom:tags type="string">felicità,disprezzo,comportamenti,comunicazione non verbale,emozioni,rabbia,paura,gelosia,gestione emozioni,tristezza,funzione emozioni,ansia,invidia,espressione emozioni</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/emozioni.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/emozioni.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'Io e le sue parti: chi sono davvero io?</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/l-io-e-le-sue-parti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il "teatro interno" come metafora della vita psichica
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/maschere-50fdcfe4.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La nostra 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           personalità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            è costituita dall’insieme di caratteristiche psicologiche, comportamentali e relazionali che ci rendono riconoscibili e ci distinguono dagli altri. La parola “personalità” deriva dal termine latino “
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            persona
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (m)” con cui si indicava la maschera che nel teatro classico dell’antichità greca e poi romana gli attori portavano sul volto. Le diverse maschere utilizzate erano tipiche di ciascun personaggio che, individuato in modo fisso e costante nelle sue caratteristiche, veniva così da esse reso riconoscibile. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma la personalità non è una realtà unica e monolitica, bensì un insieme di parti, o sub-personalità, veri e propri personaggi che vestiti con gli abiti più diversi e calati nei loro diversi ruoli cercano espressione sotto i riflettori del palcoscenico della nostra vita interiore e di relazione. Come i personaggi di una rappresentazione teatrale si succedono sul palcoscenico nel prendere spazio e parola, così le subpersonalità nello spazio della nostra psiche tendono ad alternarsi a giocare la loro parte, facendoci sentire, pensare, credere, agire in base ai loro bisogni nella vita quotidiana. Ogni volta che la nostra vita evoca un particolare bisogno o desiderio tende a entrare in scena la subpersonalità corrispondente. Ogni volta che un bisogno preme da dentro di noi, tende a mettere in azione la subpersonalità corrispondente. Tanto più intenso è il bisogno o desiderio che ne costituisce il nucleo e tanto più la subpersonalità cercherà espressione nella nostra vita. Può accadere che più subpersonalità siano in scena contemporaneamente ovvero tendano ad esprimersi nello stesso tempo o circostanza; ci capita infatti non di rado di provare desideri contrastanti, sentimenti diversi per uno stesso oggetto o situazione, ambivalenze, e queste divergenze e conflitti possono essere spiegati riconducendoli alle nostre diverse sub- personalità che entrano in gioco contemporaneamente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             Le subpersonalità sono le varie parti dell’Io, con cui spesso, senza neanche accorgersene, l’io si identifica totalmente, dimenticandosi delle altre parti di sé. Il verbo “identificare” deriva dal latino 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           idem fieri
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , che significa divenire il medesimo, uguale, identico. Nel processo di identificazione noi tendiamo ad identificarci con questa o quella subpersonalità, l'uno o l'altro personaggio del nostro teatro interno, arrivando a credere implicitamente di 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           essere
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             quel personaggio. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'identificazione può essere considerata come un'illusione. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ci si identifica con i propri sentimenti e desideri, con le proprie opinioni, con i propri ruoli, con il proprio corpo. Il problema è che se, per esempio, ci identifichiamo con un progetto e poi quel progetto si dimostra essere sbagliato, tendiamo a pensare che ci sia qualcosa di sbagliato in noi; se ci identifichiamo con il nostro corpo, quando il nostro corpo diventa debole, malato o vecchio, allora noi stessi ci sentiamo deboli, malati o vecchi; se la nostra identità equivale a un ruolo, quando dobbiamo abbandonare questo ruolo ci sentiamo di essere annullati o diminuiti; se ci identifichiamo con un desiderio e quel desiderio viene frustrato, allora noi stessi ci sentiamo completamente frustrati. L’Io passa di continuo e involontariamente da una identificazione all'altra: io sono un padre/madre inadeguato, io sono un marito/moglie fedele , io sono una donna /uomo indolente, io sono depresso, io sono ...tante sono le identificazioni nel flusso della vita che talvolta viene spontaneo porsi la domanda: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma chi sono "Io"?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La disidentificazione consiste nel riuscire a liberarsi da questa illusione e a ritornare al nostro vero sé, all’Io come centro assoluto.  Finché ci identifichiamo con sensazioni, stati d'animo, desideri, pensieri, con una parte di noi, il nostro essere è imprigionato e quindi questi contenuti ci possono controllare o sopraffare, limitare la nostra percezione del mondo o bloccare la disponibilità a tutte le altre parti di noi stessi. Quando invece ci identifichiamo con l’Io, il regista esterno alla scena, è più facile osservare, regolare, coordinare, dirigere o trascendere ognuno delle nostre parti. È il regista che decide di far entrare in scena l'uno o l'altro personaggio a seconda del momento più opportuno. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'identificazione inconsapevole porta sempre a un ispessimento, a un irrigidimento. Diventa la maschera fissa e monoliticamente espressiva dell’attore. Ci sono segnali che ci indicano quando siamo identificati e questi sono gli automatismi nelle risposte a certi stimoli, la ripetitività dei comportamenti e le reazioni esagerate. L'identificazione persistente con una sensazione tende a diventare una tensione; l'identificazione con una emozione tende a diventare un complesso, e quella con un pensiero tende a farlo diventare un pregiudizio; l’identificazione con un ruolo si tramuta in maschera. Ma non appena torniamo nella posizione dell'Io, centro di consapevolezza, osservatore esterno e distaccato che guarda alle sue parti senza esserne posseduto, allora i complessi tendono a ridiventare semplicemente emozioni allo stato libero, i pregiudizi diventano idee, le maschere ruoli, le tensioni flusso di sensazioni.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il tema del teatro interno, metafora affascinante della vita della nostra psiche può essere dunque inteso non solo come modello teorico della psiche, ma anche come oggetto di una pratica trasformativa:  scoprendo e analizzando le varie subpersonalità, gli attori del nostro teatro interno, sarà infatti possibile restituire all'Io la sua funzione di regista, facendoci sentire i padroni di quanto accade sulla scena della nostra vita,  anzichè schiavi di eventi che ci trascinano e ci travolgono.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
             (liberamente tratto da "Il teatro interno, modelli psicologici e strumenti pratici per la conoscenza di sè", Claudia Provenzano, ed. Kimerik)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/maschere.jpg" length="18684" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 15 Apr 2023 19:22:59 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/l-io-e-le-sue-parti</guid>
      <g-custom:tags type="string">teatro interno,personaggi,sè,psicosintesi,maschera,personalità</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/maschere-50fdcfe4.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/maschere.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il potere di simboli e metafore</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/il-potere-di-simboli-e-metafore</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/immaginazione.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La metafora è una modalità particolare di simbolo. Se, etimologicamente, il simbolo ha che fare con il "legare insieme", la metafora ha a che fare con il significato di "trasferire", che implica comunque un legame fra due elementi La metafora è un modo per parlare di qualcosa facendo riferimento a qualcos'altro, "Sei un orso": si sta parlando di te indirettamenteparlando dell'orso, trasferendo le sue qualità su di te, quindi , obliquamente. Secondo Freud, il simbolo è espressione dell'inconscio (pulsioni/bisogni innati), quindi ha la funzione di collegare la coscienza all'inconscio, permettendo di esprimere contenuti altrimenti repressi o rimossi. Il simbolo è infatti il linguaggio di cui si avvale l'attività onirica per produrre il sogno. Secondo Jung, il simbolo esprime valori transpersonali, gli archetipi collettivi, e pertanto  collega l'individuale all'universale, fonda il senso di appartenenza, collega il singolo con gli altri appartenenti alla sua cultura, la singola cultura con la cultura umana. Il simbolo inoltre dà informazioni non solo sui nostri bisogni primari, ma anche sui nostri ideali, e sulle nostre risorse (l'archetipo è portatore di ombra e di luce, di pulsioni istintuali/animali ma anche di ideali). Secondo Fromm, il simbolo collega l'esperienza vissuta con l'esperienza sensoriale,  rende cioè percepibile, palpabile, un vissuto interiore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dunque in psicologia il valore delle metafore consiste nell'essere una fonte preziosa per la raccolta di informazioni relative a vissuti, bisogni, ideali, valori. Di fronte al simbolo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - si attivano processi di disidentificazione: permette di trovare se stesso in qualcosa d'altro da sè, permettendo di osservarsi dall'esterno e con minor coinvolgimento
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - si ampliano e modificano i propri schemi comportamentali cristallizzati, il nostro 'copione' di vita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - si prende consapevolezza dei propri bisogni e risorse
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - si amplia la propria visione di se è del mondo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - si riesce a dar voce alle esperienze vissute, cariche emotivamente, difficilmente esprimibili attraverso le parole, troppo astratte; l'immagine e invece sempre concreta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -si attiva l'immaginazione, funzione psichica potentissima nei processi di cambiamento, in quanto l'immagine si radica nel vissuto e allora il conoscere non è più puro sapere, ma è entrare in contatto, un sapere del corpo, il solo in  grado di operare trasformazioni nel nostro modo di sentire, pensare e  comportarci.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - si scoprono bisogni ed emozioni ( per esempio "Con quale animale identificheresti questa parte di te? Come agisce, cosa prova, che bisogni ha?")
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - si esplorano le sensazioni corporee: permettendo di risalire alle emozioni sottostanti (per esempio: Che sensazione provi ora? Freddo. E che emozione ti suscita il freddo? Solitudine, tristezza")
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - si esaminano le proprie auto immagini: permette di scoprire che percezione si ha di se stessi (per esempio: Che animale/fiore/oggetto ti rappresenta meglio? Che caratteristiche ha? Elenca almeno tre caratteristiche positive e tre negative)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - si svelano le false credenze, ovvero le premesse, sempre parziali e pertanto mai del tutto vere, delle nostre valutazioni delle cose (per esempio: "Il vulcano è una forza energica vitale della natura", oppure, "Il vulcano è  una forza distruttiva", dipende da cosa si intende per vitalità)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - si rivelano risorse che non si pensava di possedere: affiorano le luci oltre che le ombre, gli aspetti positivi, oltre che quelli negativi (per esempio: "Mi sento , piccola e inutile, come una formica", ma la formica è anche lavoratrice collabora con gli altri e trasporta molto peso...)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -  si riescono ad affrontare argomenti oggetto di vergogna o imbarazzo.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/immaginazione.jpg" length="103205" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 15 Mar 2023 21:41:12 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/il-potere-di-simboli-e-metafore</guid>
      <g-custom:tags type="string">simboli,inconscio,metafore,immaginazione</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/immaginazione.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/immaginazione.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tecniche immaginative</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/tecniche-immaginative</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/immaginazione2-562050b9.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’attività immaginativa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             ha una funzione integrativa. Collega e mette in comunicazione le diverse dimensioni della psiche, conscio e inconscio, e  le sue diverse funzioni (sensazione, impulsi, desideri, emozioni, sentimenti, pensieri e intuizioni), attraverso la rievocazione e la creazione di immagini simboliche. E’ una delle funzioni psichiche più spontaneamente attive, che si sviluppa involontariamente e inconsapevolemente, radicandosi nella forza vitale e generativa dell’inconscio, e aprendoci in tal modo una porta su di esso. Nei simboli e nelle metafore si condensano significati, prendono forma contenuti altrimenti inesprimibili. Costituiscono una via privilegiata di accesso all'inconscio, inferiore (bisogni, pulsioni) e  superiore (valori e ideali). 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'uso delle tecniche immaginative è uno dei migliori modi per giungere alla integrazione delle diverse parti e funzioni di sé e per arrivare a scoprire risorse e ideali di cui siamo noi stessi inconsapevoli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Se il malessere sta nella scissione, il 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           benessere sta nell’integrazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Tutte le tecniche del counseling psicosintetico mirano all’integrazione delle varie parti di sé e di tutte le funzioni psichiche. Non trascurando la sintesi anche con la dimensione universale, o spirituale, della psiche umana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/immaginazione2.jpg" length="98805" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 15 Feb 2023 12:34:41 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/tecniche-immaginative</guid>
      <g-custom:tags type="string">tecniche immaginative,emozioni,intelligenza,simboli,funzione immaginativa,Consapevolezza di sè,crescita personale,psicoterapia,scoperta di sè,immaginazione,meditazione,metafore</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/immaginazione2-562050b9.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/immaginazione2.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La valenza terapeutica dell'autobiografia</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/la-valenza-terapeutica-dell-autobiografia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riflessione sulle potenzialità dell’autobiografia come strumento di cura e di crescita
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/autobiografia-ef1faf34.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’autobiografia è uno strumento prezioso. Raccontare la propria storia di vita serve a mettere un po’ d’ordine dentro di sé e capire il presente. La scrittura è un contenitore e deposito di esperienze, di aspettative, di emozioni e di pensieri. Essa permette di allargare e rivitalizzare il proprio “spazio interno”: narrando la propria storia e ascoltando cosa suscita questa narrazione, si genera o rigenera un senso rispetto al proprio vissuto, agito o fantasticato che sia;. Permette di  ripensare il presente, per progettare il futuro, immaginando delle alternative, strade e percorsi inediti, nella propria biografia. Permette di comprendere che l’identità della persona è la sua storia e i suoi progetti e che pertanto è in continua trasformazione. Narrare è sia riflettere sul passato per recuperare trame dimenticate, latenti o rimosse, sia mutare il presente sulla scorta del passato. Il processo attivato dall’autobiografia, permette all’Io di fare il regista della propria storia: collegando e intrecciando i fatti, ricostruendo la storia, prelevando certi dettagli rispetto ad altri, usando certe parole rispetto ad altre, sta già creandone una. Quella che si radica nel qui e ora e che ci racconta di come ci percepiamo, di come ci giudichiamo, dei nostri bisogni e ideali latenti, delle nostre emozioni. Attraverso la narrazione della storia, non solo vengono comunicate le nostre emozioni, ma viene anche favorita la riconciliazione di parti frammentate del sé. Il nominarle e il defiirle produce l’acquisizione della consapevolezza di sè, cruciale per il cambiamento.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’autobiografia assolve a diverse funzioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Funzione EMANCIPATORIA: nella scrittura autobiografica la persona è maestra di se stessa. Impara a trarre lezioni dalla propria storia. Impara a imparare.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Funzione CONOSCITIVA, di svelamento: nella scrittura posso&amp;#2;no emergere aspetti che non conosciamo, o che ci erano sfuggiti, serve così a individuare le nostre subpersonalità (riconoscere le subpersonalità).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Funzione CHIARIFICATRICE: aiuta a fare chiarezza, a mettere ordine nelle esperienze esteriori e interiori.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Funzione CATARTICA: durante la scrittura possono emergere emozioni e sentimenti che chiedono di essere “sentiti” ed espressi. Può quindi assolvere il compito di promuovere quella purifi cazione emotiva, che può aiutare a lasciare an&amp;#2;dare l’attaccamento a situazioni e vissuti del passato.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Funzione DISTANZIANTE (di disidentificazione): l’oggettivare gli eventi nella parola parlata o meglio ancora scritta permette di elaborare una forma di distanziamento. Permette di prendere le distanze dal passato, di relativizzare, di guardare da un punto di vista più espanso.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Funzione SINTETICA: la scrittura autobiografica risponde a un bisogno di sintesi, il bisogno di tenere insieme le parti, di assemblare elementi, ricucire strappi. La scrittura autobiografica può essere vista come una possibilità di cura della frammentarietà dell’identità. Nel viaggio autobiografico non è infrequente che diversi tasselli vadano a comporre un inedito quadro, che svela una sua coerenza e un senso (autoidentificazione).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Funzione TRASFORMATIVA, elaborativa, creativa, “curativa” nel senso non di curare sintomi, ma di un prendersi cura esistenziale: la scrittura autobiografica può suggerire nuove letture, aprire percorsi su nuove attribuzioni di senso, svelare e mobilitare qualità e risorse che possono nutrire il presente. A proposito di memoria, può essere utile menzionare che il processo del ricordare può essere più o meno integrale e coinvolgere aspetti parziali della persona o la persona nella sua interezza organismica, olistica e relazionale. L’etimologia di alcuni sinonimi del verbo “ricordare” possono farci da guida per comprendere ciò: “rammentare”, ovvero ricordare con la mente, - rievocare: ovvero ridare voce e parola ai ricordi; - ricordare: etimologicamente qui si allude a un processo che include anche il cuore (dal greco kardia = cuore); - rimembrare: anche se il termine è in disuso, esprime bene un ricordare incarnato, che coinvolge tutte le membra, ovvero tutto il corpo, l’interezza organistica; - commemorare: è il ricordare con, che allude alla dimensione relazionale e collettiva della memoria. Quando commemoriamo non siamo più soli: la storia è condivisa. La disponibilità del cliente verso l’uso di questa tecnica ci fornisce un prezioso indicatore per capire se è intimamente deciso ad avviare il proprio processo trasformativo:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            «Il momento in cui sentiamo il desiderio di raccontarci è segno inequivocabile di una nuova tappa della nostra ma&amp;#2;turità. Poco importa che ciò accada a vent’anni piuttosto che a ottanta. È l’evento che conta, che sancisce la transi&amp;#2;zione a un altro modo d’essere e di pensare. È la comparsa di un bisogno che cerca di farsi spazio tra gli altri pensieri, che cerca di rubare un po’ di tempo per occuparsi di se stessi» ( Raccontarsi, Duccio Demetrio, 1996)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/autobiografia.jpg" length="27676" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 15 Jan 2023 00:27:57 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/la-valenza-terapeutica-dell-autobiografia</guid>
      <g-custom:tags type="string">terapia della narrazione,valenza terapeutica dell'autobiografia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/autobiografia.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/autobiografia.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Focusing, Consapevolezza di sè, tecniche corporee</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/focusing</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/focus.png" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il focusing (dall'inglese "mettere a fuoco") consiste nell'ascolto attento e consapevole delle proprie sensazioni corporee, per poter poi risalire da esse alle emozioni, di cui sono la manifestazione fisiologica, e dalle emozioni ai bisogni che queste esprimono. La sensazione e l’emozione sono infatti la prima realtà autentica, non ancora verbalizzata, con cui entriamo in contatto, lo strumento che il corpo utilizza per rispondere alle richieste dell’ambiente, prima ancora che intervenga il pensiero razionale. Perciò il corpo può rappresentare una risorsa preziosa per comprendere bisogni di cui non siamo pienamente consapevoli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con il focusing si ascolta il corpo per comprendere la psiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il focusing attiva processi di trasformazione: il cambiamento a livello cognitivo non comporta trasformazione, la mente ricorda il passato, crea futuri possibili, ma il cambiamento non può avvenire nel passato, né nel futuro, ma solo nel presente, e dunque solo nel e attraverso il corpo che vive esclusivamente nel qui e ora.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/focus.png" length="3448" type="image/png" />
      <pubDate>Thu, 15 Dec 2022 12:42:03 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/focusing</guid>
      <g-custom:tags type="string">Focusing,Consapevolezza di sè,crescita personale</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/focus.png">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/focus.png">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Conosci, Possiedi, Trasforma</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/conosci-possiedi-trasforma</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una via di accesso al benessere
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/mandala-color.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il termine personalità deriva dalla parola latina "persona", con cui si indicavano le maschere che gli attori indossavano per rappresentare parti diverse. In tal senso, il termine latino persona da una parte fa riferimento ai ruoli che pos&amp;#2;sono essere interpretati da diversi attori, dall’altro richiama alcuni modi di sentire e di agire che possono essere simili in più individui. Ognuno di noi è una folla, ha in sé diverse persone che rivestono una molteplicità di ruoli. Ci possono essere il ribelle e l’intellettuale, il seduttore e la casalinga, il sabotatore e l’esteta, il sognatore e il professionista, ognuno con la sua mitologia, e tutti quanti più o meno comodamente dentro un solo individuo.  Come scrisse Roberto Assagioli: «Non siamo unificati. Ne abbiamo spesso l’illusione perché non abbiamo vari corpi, varie membra, e perché una mano non picchia l’altra, ma nel nostro interno avviene metaforicamente proprio così: varie personalità e subpersonalità si azzuffano fra di loro continuamente: impulsi, desideri, principi, aspirazioni, ideali sono in continuo tumulto». Il lavoro di conoscenza di sé incomincia dalla scoperta delle varie subpersonalità. La scoperta delle nostre subpersonalità ci dà un mezzo per avere un’immagine abbastanza chiara e immediata della nostra vita psichica. Ma questo è solo il primo passo. Il lavoro di crescita psicosintetico si riassume nel motto «Conosci, possiedi, trasforma te stesso». Tale lavoro consta di tre parti: 1. CONOSCERE le varie parti che compongono la nostra personalità, e questo è possibile attraverso l’utilizzo di tec&amp;#2;niche analitiche e lo sviluppo dell’atteggiamento dell’osservatore interno. Si parte dalle subpersonalità più accessibili al campo di coscienza per giungere a quelle inconsce. Estremamente importante suscitare un atteggiamento generale di accettazione nei confronti della nostra molteplicità psichica; 2. POSSEDERE: si tratta della fase della padronanza, il graduale processo di disidentificazione porta alla creazione di uno spazio psichico che consente l’emersione di un più vasto centro unifi catore: l’Io. Il soggetto inizia a sperimen&amp;#2;tare un maggiore grado di movimento e libertà interiore; 3. TRASFORMARE: questa fase è promossa soprattutto dallo sviluppo della volontà attraverso l’impiego di svariate tecniche immaginative.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «Siamo soggetti viventi dotati di potere di scegliere, di costruire rapporti, di operare cambiamenti nella nostra personalità, negli altri, nelle circostanze» (POSSIEDI). «Ognuno può, e deve, fare del materiale vivente del&amp;#2;la sua personalità, non importa se marmo, argilla o oro, un oggetto di bellezza, in cui possa manifestarsi adeguatamente…» (TRASFORMA).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/trasformazione.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/mandala+color.jpg" length="38282" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 14 Nov 2022 23:37:43 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/conosci-possiedi-trasforma</guid>
      <g-custom:tags type="string">psicosintesi,psicologia,crescita personale</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/mandala+color.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/mandala+color.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'ascolto terapeutico</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/l-ascolto-terapeutico</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/Ascolto+crescita-00015a77.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'ascolto che cura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ’ascolto cura.  Ma non ogni ascolto è terapeutico. Affinché lo sia, l’ascolto deve essere empatico, incondizionato e attivo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’ASCOLTO EMPATICO è la capacità di mettersi nel punto di vista dell’altro ad ogni livello, sensazioni, emozioni, pensieri, intuizioni, immaginazione, impulsi e desideri, senza identificarsi in uno di essi e senza svalutarli. Presuppone grande attenzione, capacità di osservazione e soprattutto curiosità, nel senso in cui lo intende lo psicoanalista Carl Rogers, come autentica apertura al mondo di significati dell’altro.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’ASCOLTO INCONDIZIONATO prevede un’accettazione positiva incondizionata. Sentirsi accolti significa non sentirsi giudicati. L’accoglienza è la capacità di accettare tutte le emozioni e i bisogni, liberamente, senza considerarle buone o cattive, giuste o sbagliate, in quanto tutti i nostri bisogni e le emozioni che li esprimono sono legittimi. L’ascolto empatico e incondizionato è la chiave di volta del processo di cambiamento. Solo laddove ci sentiamo accolti, ci sentiamo al sicuro, e solo quando abbiamo una protezione ci sentiamo di uscire dalla sicurezza di ciò che ci è noto, sebbene nocivo, doloroso o anche solo noioso, per avventurarci nel nuovo, sperimentando nuove modalità di comportamento. L’accoglienza riguarda l’essere, non il fare. L’essere in quanto insieme di tutte le potenzialità umane è sempre positivo, il fare, il comportamento, può essere negativo, ma è anche ciò che può essere cambiato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'ASCOLTO ATTIVO consiste di vari aspetti:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - L’ATTENZIONE tanto al verbale (ciò che viene detto con le parole, tanto esplicitamente quanto implicitamente), al paraverbale (tono, timbro, intensità e ritmo della voce), quanto al non verbale, il linguaggio del corpo. Nel verbale si esprimono i pensieri, nel paraverbale e nel non verbale le emozioni e i sentimenti. Verificando se c’è ’incongruenza fra verbale e non verbale si verifica se c’è una frammentazione nella psiche, se ciò alcuni dei suoi bisogni o parti vengono negate, represse o soffocate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - Lo SGUARDO BIFOCALE: su chi si sta ascoltando (cosa sta provando) e su se stessi ascoltatori (cosa risuona nell’ascoltatore di quello che prova l’ascoltato)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - La GESTIONE del SILENZIO: il silenzio può essere dovuto a varie ragioni e pertanto un ascolto attivo deve essere in grado di gestire in modo diverso ogni tipo di silenzio, aspettando o intervenendo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il silenzio per insight ha bisogno del tempo necessario alla rielaborazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il silenzio di disagio necessita che si ripristinino le condizioni di accoglienza per togliere dal disagio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il silenzio per affioramento di contenuti inconsci traumatici: in questo caso è necessario riportare al piano del conscio e se il trauma è importante inviare ad uno psicoterapeuta.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il silenzio di resistenza è un meccanismo inconscio di difesa da sbloccare, favorendo l’espressione del pensiero simbolico e dell’immaginazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - Le DOMANDE MAIEUTICHE sono domande che non travasano contenuti, ma che aiutano a far emergere bisogni e potenzialità. Domande non investigative (non rivolte ai fatti, ma ai vissuti), non fuorvianti o depistanti, ma esplorative, di approfondimento e chiarificazione, rimanendo nei limiti di quanto viene espresso dall’interlocutore. Lo scopo di tali domande maieutiche è far emergere pensieri, emozioni e sentimenti non chiaramente espressi e in definitiva i bisogni autentici che ne stanno alla base.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - La RIFORMULAZIONE consiste nel restituire quanto è stato recepito dall’ascoltatore competente attraverso: eco di parole rilevanti, parafrasi, sintesi significative.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’effetto terapeutico di questo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/counseling--psicosintesi"&gt;&#xD;
      
           complesso tipo di ascolto
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            consiste allora nella possibilità di acquisire consapevolezza attraverso lo sguardo esterno di un ascoltatore competente. La cura di sé presuppone l’altro, che funge così da specchio (specchio intelligente e selettivo!), un professionista capace di individuare i bisogni più autentici, portandoli fuori dal flusso di coscienza del cliente, mettendoglieli davanti agli occhi, sottoforma di parola o di immagine, in modo che possa vederli con chiarezza e distinzione. E prendendone consapevolezza, appagarli, guadagnandosi così il benessere.  
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/Ascolto+crescita-00015a77.jpeg" length="71459" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 30 Oct 2022 02:30:51 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/l-ascolto-terapeutico</guid>
      <g-custom:tags type="string">ascolto attivo,ascolto accogliente,ascolto,ascolto empatico,ascolto senza giudizio,cura di sè</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/Ascolto+crescita-00015a77.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/Ascolto+crescita-00015a77.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Perchè cliente e non paziente</title>
      <link>https://www.claudiaprovenzano.it/perche-cliente-e-non-paziente</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/patto-83502cb3.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un approccio corresponsabile alla relazione di aiuto e di cura
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il termine "cliente" rende più adeguatamente del termine "paziente"  il rapporto che si instaura con lo psicologo-counselor.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per lungo tempo quella dello psicologo è stata considerata esclusivamente una professione sanitaria, in cui lo psicologo-medico cura attivamente il paziente che subisce passivamente le sue diagnosi e prescrizioni terapeutiche. Inizialmente la psicologia si occupava esclusivamente di patologie, ovvero delle malattie mentali, mentre più recentemente ha cominciato ad essere considerata una professione che si occupa di prevenzione della malattia, di benessere psicologico e di crescita personale e che ha pertanto a che fare con le universali difficoltà e momenti di crisi della vita. E' questo un ruolo che non passa attraverso diagnosi e cure mediche, ma attraverso la conoscenza di sè, la consapevolezza di come funziona la psiche, la scoperta e il potenziamento delle proprie risorse. Strumenti  necessari per superare le difficoltà (blocchi, confusioni, incertezze, perdite) dell'esistenza umana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/counseling--psicosintesi"&gt;&#xD;
      
           counseling
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           psicologico la relazione di aiuto non è quella cui secoli di tradizione medica ci ha abituati: il soggetto aiutato non patisce (il termine paziente proviene dal latino "potior"= subire passivamente) le interpretazioni e le prescrizioni del medico, unico esperto che si occupa di curarlo, ma collabora attivamente in prima persona, assumendosi la responsabilità del suo stesso processo di cambiamento. Il paziente diventa attivo e partecipe al processo di cura: è lui stesso a far emergere questioni, bisogni e risorse, attraverso l'intervento maieutico dello psicologo-counselor, che con domande mirate ma aperte (non tendenziose, che non presuppongono già una risposta) contribuisce a fare chiarezza e a orientare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In tal senso il paziente, in quanto attivo e compartecipe - e per ciò definito cliente - è anche corresponsabile. La responsabilità del cliente si concretizza nella scelta di intraprendere come, con chi e con quale durata il suo percorso psicologico, di assecondare l'uso di alcune tecniche rispetto ad altre che gli vengono proposte, nell'assumersi l'impegno di lavorare su di sé anche autonomamente, fuori dall'ambito limitato degli incontri con lo psicologo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un'altra specificità del rapporto counselor-cliente è l'empatia: l'atteggiamento del counselor non è neutrale, freddo e distaccato, ma al contrario caldo e accogliente, compartecipe e risonante. Il percorso di consapevolezza e crescita implica infatti un'apertura della propria intimità, un esprimersi fiduciosamente, che è possibile solo attraverso un rapporto di comprensione e di risonanza emotiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per definire in modo netto questo tipo di rapporto, lo psicologo-counselor e il cliente stipulano un contratto in cui viene definito:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a) in cosa consiste il counseling psicologico e quale approccio viene utilizzato, affinché la scelta da parte del cliente possa essere consapevole e informata dei metodi e delle competenze del professionista   
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            b) tempi, costi e modalità di disdetta, affinché sia chiara la professionalità della relazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           c) le aspettative del cliente nel processo di counseling piscologico e nella figura specifica dello psicologo, affinché possa orientare il proprio  lavoro verso una meta individuata
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/patto.jpg" length="48288" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 14 Sep 2022 22:49:06 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiaprovenzano.it/perche-cliente-e-non-paziente</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/patto.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/72efc845/dms3rep/multi/patto.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
  </channel>
</rss>
